Lapalma apre Riviera a Milano: "Non uno showroom, ma uno spazio di contenuti" - CTD
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Roberto Clever

15 luglio 2019

L’azienda che al posto dello showroom punta su uno spazio culturale

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A Milano ha aperto Riviera, l’hub di Lapalma e Simple Flair per creare contenuti

Quanti modi esistono per un’azienda di design di piantare una bandiera e marcare la presenza su un territorio strategico come Milano? Lo showroom è il più convenzionale, il classico punto vendita e di rappresentanza che non può mancare nella città considerata capitale mondiale del design.

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L’altra via – e per fortuna qualcuno comincia a batterla – è quella di uno spazio di produzione di contenuti. Contenuti di design in senso lato, e dunque culturali, di lifestyle, sociali e social. Lapalma è una di queste aziende. Da quarant’anni il marchio produce arredi per la casa e per il contract, con importanti riconoscimenti a livello nazionale e internazionale grazie alla ricerca costante della qualità dei materiali “a nudo” lavorati artigianalmente e rifiniti a mano. Una produzione tutta italiana.

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Lapalma non ha ancora uno showroom a Milano, ma intanto ha deciso di piantare una bandiera a sua modo, “sciogliendo” la vocazione commerciale e di rappresentanza in un progetto più ambizioso, che risponde al nome di Riviera. In via Gorani, zona 5Vie, uno spazio al piano terra dalle ampie vetrate immette in un mondo arredato da Lapalma e animato dai creativi di Simple Flair, al secolo Simona Flacco e Riccardo Crenna, che ne hanno assunto la direzione creativa. Con un cartellone di eventi, dai laboratori ai talk, un modo contemporaneo per aprire un’azienda al pubblico, Riviera è il luogo “where things happen”, come recita il pay off.

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Dario e Romano Marcato, fondatori e titolari di Lapalma: perché uno spazio come Riviera? Non era più semplice aprire uno show room?

“Abbiamo trovato nel progetto Riviera uno sguardo al futuro in cui ci siamo da subito riconosciuti. Aderirvi ha significato raccogliere la sfida di un nuovo modello di comunicazione aziendale, discreto e al contempo inedito e dirompente. Dove gli arredi sono attori a servizio di un luogo che vive di contenuti e di incontri. Riviera però è solo il primo passo di un percorso che ci vedrà presenti su Milano con uno spazio che racconterà tutti i valori di Lapalma. Ci stiamo già lavorando”.

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Che cosa vuol dire per una azienda come Lapalma, oggi, avere un contatto analogico con il proprio pubblico/clienti in un mondo digitale?

“Se è vero che i dati ci dicono che oggi più della metà della popolazione mondiale è online e che non si può dunque prescindere da una presenza digitale, è altrettanto vero che il design nasce per le persone. Incontrare i nostri clienti e partner significa metterci in ascolto e aprirci allo scambio. Recentemente abbiamo ospitato in azienda gli studenti di un master IUAV per un progetto speciale, invitiamo regolarmente gruppi di architetti italiani e internazionali perché possano vedere coi propri occhi come lavorano i nostri reparti. La macchina di alta precisione ottimizza i tempi e il risultato ma la cura del dettaglio è data ancora dal sapere di mani esperte. Crediamo negli incontri e nelle strette di mano”.

 

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Come avete incontrato e scelto i Simple Flair?

“Tramite Share, il nostro ufficio stampa. Simona Flacco e Riccardo Crenna sono due architetti giovani e intraprendenti, con un approccio fresco e trasversale al design. La collaborazione è nata sulla base di una stima reciproca e di una spinta all’innovazione che ci accomuna”.

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Che cosa vuol dire per una aziende del mobile avere una visione, oggi?

“Significa analizzare i nuovi paradigmi culturali – legati all’abitare ma non solo – e anticiparne i bisogni, comprendere a fondo l’influenza che il design può avere sulla vita delle persone, ideare soluzioni innovative orientate al benessere, puntare sulla sostenibilità e sulla continua ricerca”.

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Perché Riviera?

“Lo spieghiamo nel manifesto: perché è una parola del vocabolario italiano ma in grado di essere comunicata all’estero; perché vuole ricordare un immaginario, una realtà informale e concreta, che sia sinonimo di valori semplici e reali; perché ci trasmette un pensiero positivo; perché suona familiare e la nostra idea è che questo luogo diventi casa; perché è una parola autentica, radicata nei ricordi di molti”.

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