Mat, l'ingegnere australiano che ha inventato il caffè sospeso delle protesi 3D | CieloTerraDesign
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Davide Massarella

18 luglio 2019

Mat, l’ingegnere australiano che ha inventato il caffè sospeso delle protesi 3D

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Le stampanti digitali sono un’opportunità per l’ortopedia, ma costano. Un crowdfunding permette di acquistare la macchina e di stampare dispositivi su design open source

L’utilizzo della stampante 3D negli ultimi anni sta avendo una risonanza maggiore grazie anche al continuo calo dei prezzi, permettendo sempre a più persone ed aziende di acquistare nuovi macchinari. 

Nel comparto medicale la sua applicazione procede più a rilento rispetto agli impieghi industriali, dove la prototipazione rapida sta diventando essenziale per risparmiare sui costi di produzione e per testare i prodotti prima del lancio vero e proprio. In ambito sanitario, anche a causa delle normative inerenti la sicurezza, la ricerca e lo sviluppo di metodi di stampa 3D di oggetti biocompatibili da poter affiancare o addirittura inserire nel corpo, non ne permette ancora l’adozione massiva. 

Il settore medicale che più beneficia al momento della stampa digitale è quello dell’ortopedia, che, grazie a software CAD e una community di persone che mettono a disposizione le proprie conoscenze di modellazione e design, riesce a offrire protesi funzionanti e altamente personalizzate con una riduzione dei costi di manifattura decisamente vantaggiosa. 

Tra le esperienze più riuscite c’è quella di Free3DHands, nata da un’idea dell’ingegnere australiano Mat Bowtell. Dopo che l’azienda per cui lavorava ha dichiarato bancarotta, Bowtell ha deciso di sfruttare i suoi studi ingegneristici e di acquistare una stampante 3D per poter testare i primi prototipi di protesi da lui disegnati. 

Il Kinetic finger è il primo di una lunga serie di disegni messi online gratuitamente per poter essere scaricati e stampati e che Mat ha realizzato per andare incontro a chiunque abbia la necessità di avere delle protesi per gli arti ma non riesce ad affrontare i costi che l’oggetto implicherebbe (una protesi arriva a costare anche quindicimila dollari). 

Partito come un’idea nel 2014, Mat crede fortemente nel progetto tanto da lanciare una campagna di crowdfunding su un noto portale australiano con l’obiettivo di raggiungere settemila dollari, ovvero il denaro necessario ad acquistare una stampante 3D 400x400x500mm, uno scanner 3D e diverse bobine di materiali differenti pronti all’uso. La campagna ha superato le aspettative, totalizzando poco meno di 147 mila dollari. 

Il 12 maggio 2019 a Mat è stato anche riconosciuto il prestigioso premio del Commonwealth Points of Light conferito dalla Regina Elisabetta II. 

Il concetto attorno cui ruota il progetto è chiaro già dal nome: fornire gratuitamente protesi realizzate su misura e personalizzate a chi ne ha bisogno. I richiedenti possono infatti iscriversi a una lista e scegliere il tipo di “prodotto” da ricevere. Il progetto si sostiene grazie a una dinamica ben nota soprattutto nel sud Italia: quella del caffè sospesoChiunque voglia donare può recarsi sul sito dell’organizzazione e offrire anche solo due dollari per realizzare un “dito cinetico” da poter destinare a chi è in lista di attesa per quella determinata protesi. 

Mat, insieme al suo team che ora conta sette membri, collabora con ingegneri biomedici, fisioterapisti, designer per poter offrire il giusto supporto per la realizzazione dei prodotti. Grazie ai progetti open-source, l’organizzazione mira a sensibilizzare chiunque abbia le conoscenze per poter progettare protesi o modificare quelle già esistenti, contribuendo così alla causa di Free3DHands.