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22 febbraio 2018

700,000 Heures, il primo hotel nomade parte dall’Italia

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Una location diversa ogni sei mesi per l’albergo che vuole rivoluzionare il turismo di lusso. Prima tappa in Salento

 

Quanto è destinato a cambiare ancora il mondo degli alberghi e, in genere, dell’ospitalità turistica? Se eccettuiamo la fascia più bassa del mercato, affittacamere e piccolissimi hotel di provincia, una rivoluzione è in corso da tempo. Perché Airbnb e i suoi fratelli non hanno innescato soltanto un rivolgimento legato al modo di prenotare una stanza, ma cambiato in profondità la filosofia stessa del viaggiare.

 

Ormai la destinazione è un elemento fra gli altri, non per forza centrale, nell’organizzare una vacanza. E, del resto, la vacanza stessa non è più tale se non s’accompagna a un’experience. Contano moltissimo il mood che si vuol vivere in viaggio e che cosa andare a fare – un corso di cucina con uno chef stellato a Londra? O un design tour di fabbriche d’eccellenza nel Nordeuropa? – secondo quel modello che lo stesso colosso americano ha tradotto in un servizio vero e proprio da offrire ai clienti coinvolgendo i proprietari delle case. A questi ultimi, ormai, non si chiede soltanto di mettere a disposizione un alloggio che sia bello e comodo, ma anche di diventare parte integrante di un itinerario emozionale. I social hanno fatto il resto esasperando la tendenza a scegliere i luoghi in base al messaggio identitario che il turista vuol dare di sé attraverso il diario facebook e instagram della vacanza.

 

 

Questa premessa per dire che non c’è da stupirsi per l’ultima novità annunciata nel mondo dell’hotellerie. Si chiama 700,000 Heures – dal francese 700 mila ore, ovvero la durata media approssimativa di una vita umana – e sarà, a partire dal prossimo settembre, il primo hotel nomade del mondo. Alla base c’è l’idea che un albergo non sia tanto una struttura fisica, quanto uno mood, un’experience appunto, per dirla con Airbnb. La società che possiede 700,000 Heures è stata fondata da un albergatore francese, Thierry Teyssier, titolare di una serie di piccoli e incantevoli alberghi in Marocco, Portogallo e Brasile. “Voglio dare vita all’albergo che vorrei trovare se fossi io il viaggiatore”, dice Teysser.

 

Il progetto prevede che l’hotel cambi luogo ogni sei mesi, occupando edifici diversi in luoghi diversi. Si potrà ristrutturare un palazzo preesistente oppure costruirne da zero un altro. Il paese scelto per il debutto è Gagliano del Capo, piccolo comune del Salento noto per le sue spiagge selvagge e gli ulivi. Lì 700,000 Heures si installerà in un palazzo in pietra dell’Ottocento. Conclusi i sei mesi, il palazzo sarà restituito al proprietario e 700,000 Heures si sposterà nella Cambogia nordoccidentale, dove gli ospiti soggiorneranno in una serie di luoghi esclusivi, tra cui un antico tempio buddista.

 

La maggior parte delle strutture abitative dell’albergo nomade, racconta il New York Times, saranno di piccole dimensioni – probabilmente non più di otto stanze – e la priorità di prenotazione sarà data ai membri. Perché 700,000 Heures è anche un club cui ci si potrà iscrivere pagando 500 euro l’anno. L’idea del club è decisiva in questo modello di ospitalità, perché Teysser vuole che l’atmosfera nel suo albergo nomade sia sempre familiare per chi lo sceglie. Lui stesso, del resto, soggiornerà nei diversi hotel cambiandoli di sei mesi in sei mesi, giocando sulla totale identificazione tra imprenditore, padrone di casa e viaggiatore. Come dire: un uomo, un brand. Così, potremmo trovarlo a pescare in barca nell’Adriatico o a esplorare le foreste del Sud Est asiatico.

A completare l’offerta, una linea di bauli in pelle pieni di oggetti destinati agli ospiti, per creare un allestimento coerente con la location, e un finto passaporto da timbrare a ogni viaggio.