Aarhus, così il design ha fatto grande una città - CTD
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Paolo Casicci

8 agosto 2019

Aarhus, così il design ha fatto grande una città

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Il secondo centro danese cresce per turismo più di Copenhagen. Merito di un approccio design driven che la rende molto più che una galleria di icone scandinave

L’errore più grande sarebbe guardare l’arcobaleno e scordarsi del cielo. Anche se è impossibile non farsi rapire da Your Rainbow Panorama, l’anello multicolor firmato da Olafur Eliasson che dal 2011 incorona il soffitto dell’Art Museum di Aarhus come un landmark immaginifico, la seconda città danese, incastonata nella penisola dello Jutland e che tra festival di street art e cucina stellata, arte e architettura vede crescere il turismo con percentuali più alte di Copenhagen, è molto di più che un repertorio di icone scandinave.

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Your Rainbow Panorama di Olafur Eliasson in cima al museo di arte contemporanea di Aarhus

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Definita dal New York Times «la mente vorticosa» del Nord Europa, Aarhus è una scommessa sul futuro nel nome del progresso e dell’empatia culturale.

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Museo di Arte contemporanea

La radice visionaria è antica nel Dna di un’area con l’età media più bassa del Paese (32 anni), ma la molla che ha scatenato l’ultima ondata progettuale è recente e risale al 2017, quando la città con il primo porto di Danimarca diventa capitale europea della cultura insieme alla cipriota Pafos.

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The Sailing Rooftop, in centro ad Aarhus

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La spinta alla modernità tipicamente danese, che vede nel design il driver dell’evoluzione, mette il turbo e porta a nominare un board di talenti internazionali per la programmazione delle attività. Il risultato è che, due anni dopo la fine della festa, Aarhus si ritrova a godere dell’onda lunga di un periodo d’oro che è destinato a durare ancora.

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Quartiere Latino

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Dokk1, centro mulfunzionale con biblioteca e area didattica per bambini

Prendiamo proprio l’Aros (Aarhus Art Museum): non bastasse lo spettacolare anello di Eliasson in vetro colorato in cima alla struttura per godere della vista sempre cangiante della città, è in arrivo per il 2021 The Next Level, ovvero il più esteso progetto realizzato finora per un museo da un altro mago della luce e del colore, l’artista americano James Turrell. In un museo che vanta già un’offerta culturale all’altezza delle grandi istituzioni culturali del mondo, Turrell e Schmidt Hammer Lassen Architects porteranno un’esperienza quasi metafisica in un’area sotterranea di 1.400 metri quadrati con due potenti installazioni artistiche.

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Dokk1, centro mulfunzionale con biblioteca e area didattica per bambini

Vivono di suggestioni emozionali, la cultura e il turismo ad Aarhus, che si dipanano tra luoghi storici – imperdibili il municipio razionalista di Arne Jacobsen ed Erik Moller come Den Gamble By, il villaggio ricostruito con case medievali e negozi anni Settanta – e itinerari recenti, dove a farla da padrone sono architettura e tecnologia, sempre declinate alla maniera scandinava, per essere cioè una home away from home, una seconda casa per il cittadino e il visitatore.

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Scala al Municipio razionalista di Aarhus progettato da Arne Jacobsen e Erik Møller

Così, accanto a The Iceberg, lo spettacolare complesso di edifici residenziali che ha preso vita sul mare, in piena area portuale, ecco il molo con tanto di piscina e stabilimenti termali firmato dall’archistar Bjarke Ingels e che non fa sfigurare la città accanto alla capitale Copenhagen, anch’essa impegnata in questi anni a recuperare e a trasformare gli spazi sul mare in agorà del tempo libero.

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Beach volley sul lungomare di Aarhus, sullo sfondo The Iceberg, progetto di CEBRA, JDS, SEARCH, LOUIS PAILLARD

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Tra festival del cibo di strada e di street art, eccellenze gourmet (quattro i ristoranti di Aarhus premiati da Michelin con stelle: Frederikshoj, Substans, Gastromé e Domestic: l’area della città danese è stata Regione Europea della Gastronomia nel 2017) e un’offerta musicale di primissimo piano grazie all’enorme Musikhuset, la più grande casa della musica di Danimarca, è l’imprinting giovane a caratterizzare questa città dove si può vagare per le strade coloratissime del Quartiere Latino o nelle vie dello shopping in centro respirando un clima di apertura e internazionalità.

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Musikhuset, il più grande centro per la musica di Danimarca è ad Aarhus

Lo stesso clima che, altra tappa imperdibile, si respira al Dokk1, il centro multifunzionale aperto nel 2015 con un’enorme biblioteca, uffici e aree gioco per famiglie e bambini: per due anni questa struttura modernissima affacciata sul mare popolato di barche a vela ha ospitato l’orologio che scandiva il countdown fino al 2017: oggi resta l’avamposto perfetto per guardare all’Europa con un sentimento di ottimismo e speranza.

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Design danese di casa nella biblioteca del Dokk1

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Articolo uscito originariamente su Repubblica