Alessandro Zambelli: la mia settimana retrofuturista | CieloTerraDesign
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Alessandro Zambelli: la mia settimana retrofuturista

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La collezione Macrocosmos del designer mantovano allestita da Ron Gilad nello spazio di AdeleC

 

Nel mondo di Alessandro Zambelli convivono passato e futuro, tradizione e avanguardia. Un mix che il designer originario di Mantova, dove lavora da sempre, e che ha alle spalle già numerosi progetti, porta anche a questa settimana milanese del design, tra allestimenti nuovi di oggetti già editi e nuove proposte.

“A Milano porto due progetti completamente fuori delle righe con Altreforme, tutti imperniati sull’alluminio. Altreforme è un brand ideato da Valentina Fontana Castiglioni del quale è anche art director. Per i festeggiamenti del decimo anniversario, ho avuto il piacere d’esser parte del progetto assieme ad altri cinque designer: Antonio Aricò, Serena Confalonieri, Marcantonio e Zanellato Bortotto, pensando oggetti in chiave Row and Rainbow. Ne è uscita una collezione davvero eterogenea e dichiaratamente pop, valorizzata da un’elevata bravura artigianale da parte dell’azienda. Saremo all’interno dello spazio di Rossana Orlandi con dieci nuovi progetti che raccontano ognuno la propria storia. Altro progetto interessante è #sendmethefuture con la galleria Subalterno1, curato da Stefano Mafferi e Marcello Piovano. Un racconto sull’Utopia/Distopia dal mio punto di vista. Anche in questo caso sarò in buona compagnia. Originale l’approccio con cui la galleria ha comunicato il progetto e la gestione degli elaborati, tutto mediante posta. Anacronistico ma particolarmente affascinante”.

 E finalmente Macrocosmos, i giocattoli “retro-futuristici”, trovano un allestimento vero e proprio.

“Sì. Presenterò Macrocosmos all’interno dello spazio AdeleC in zona Brera. Sarà l’occasione per vedere l’intera collezione per la prima volta dal vivo in un allestimento curato da Ron Gilad. C’è poi una chicca che lega vino e design, un progetto pensato da Anam Communication dal titolo EustachiORA, per un alternativo quartiere del design in zona Porta Venezia. Ho curato un allestimento con le ciotole in ceramica Levante, rieditate per l’occasione, per un approccio differente alla degustazione, in una enoteca piccola ma molto interessante, Sorso di Vino in via Stoppani 20”.

Con Macrocosmos ti muovi in perfetto equilibrio tra tradizione e futuro e auspichi un nuovo corso del design. Pensi che troverai qualcosa di altri designer a questa Design week in cui potrai riconoscere la tua linea o, semmai, rappresenti un’eccezione? 

“Sono felice sia arrivato il concetto tradizione e futuro in questo progetto, è molto importante per me che si legga. Credo sarà un filone di cui sentiremo parlare nei prossimi anni. Sono certo ci saranno progetti sulla stessa linea d’onda, qualche piccola anticipazione ho già avuto modo di vederla tra le anteprime del Salone”.

Un incontro illuminante avuto a una Design week milanese nel passato?

“Incontrai Maarten Baas in zona Tortona, esponevamo piuttosto vicini. Era una delle mie prime esperienze al Fuorisalone. Lui in quell’occasione presentò il suo progetto Smoke, i primi ‘mobili bruciati’. Rimasi colpito dalla forza e dalla semplicità di quel progetto. Quel Salone fu fantastico e furono fantastici gli olandesi con la loro continua voglia di festeggiare e condividere. Imparai molto da quella esperienza”.

Che cosa ti aspetti di vedere a questa edizione? Che cosa potrebbe stupirti e che cosa, invece, eviterai?

“Credo ci sarà la conferma del colore e della decorazione. Spero di vede progetti che sappiano guardare al futuro, con la presunzione di durare nel tempo. Cercherò di evitare il meno possibile, ho sempre la paura di perdermi qualcosa di interessante. Già so che sarà molto ardua, vista la dimensione che ormai ha raggiunto l’evento, ma come ogni anno parto con i più buoni proposti”.

Salone o Fuorisalone? 

“Sono entrambi interessati a loro modo: Salone per la produzione, Fuorisalone per la sperimentazione. Almeno questo è quello che andrò a cercare”.

Un posto del cuore a Milano durante la settimana del design? 

“Un caffè rilassante seduto nel prato dei giardini della Triennale, tra i Bagni misteriosi di De Chirico e i bronzi UP5 di Gaetano Pesce”.