Alessandro Zambelli, sperimentazione (e ironia) per Adele C. | CTD
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26 maggio 2017

Alessandro Zambelli, sperimentazione (e ironia) per Adele C.

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Un tavolo, un coffee table e una poltroncina tra avanguardia e leggerezza

 

di Alessandro Zambelli

In questo articolo, il designer Alessandro Zambelli racconta la sua collezione per Adele C., il marchio di Adele Cassina, e l’ispirazione che lo ha guidato.

La mia collaborazione con Adele Cassina è nata da un’immediata affinità di visione, che mi ha permesso di condividere e di interpretare al meglio – spero – l’universo di Adele C., fatto di amore per l’artigianalità, passione per i materiali nobili e cura dei dettagli.

Vi ho unito il mio interesse per la sperimentazione nell’uso dei materiali e nella scelta di soluzioni tecnologicamente innovative, e ho creato una collezione dall’anima composita, in cui ogni elemento riprende il lessico estetico dell’azienda, ma al tempo stesso riesce a risultare completamente inedito.

Il tavolo Araes, ad esempio, è tutto giocato sulla frammentazione geometrica del top, basato su una trama simile ad un macro intarsio, scomposto in specchiature ordinate, in cui la particolarità e la maestria artigiana stanno nel ripetere la medesima direzione della vena del legno: il risultato finale è un effetto dinamico di movimento vibrante. Le lamine piegate che compongono la struttura di supporto comunicano invece un senso di leggerezza, che nasce dal contrasto con l’importante piano in legno.

Mi piacciono i contrasti – di materiale, di funzione – e gli aspetti surreali, così cerco sempre di portarli nei miei progetti. Nella poltroncina e seduta Atena questo aspetto trova piena realizzazione nell’ironico gioco di ribaltare i ruoli tra seduta e struttura: il doppio cuscino sospeso sembra in apparenza reggere la struttura e ciò contraddice le nostre certezze ideali. Anche in questo caso tradizione nei materiali e innovazione tecnica si fondono in perfetto equilibrio: il legno è sagomato secondo la più raffinata arte ebanistica e il cuoio, marchiato mediante lavorazione a laser, intende riportare alla memoria le antiche lavorazioni dei mastri sellai.

Il tavolino da caffè Ori rappresenta invece un chiaro omaggio alla tecnica degli origami: nasce infatti da un unico, sottilissimo “foglio” in metallo spazzolato, dello spessore di soli 2 millimetri, che si piega e diventa docile quasi come un foglio di carta.