Dalla falegnameria di famiglia al design mondiale | CieloTerraDesign
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Paolo Casicci

17 Gennaio 2017

Dalla falegnameria di famiglia al design mondiale

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Colonia, una mostra celebra Stefan Diez, promessa (mantenuta) della Germania

 

Sedie costruite come se fossero armature di automobili. Lampade dai corpi in vetro che funzionano come conduttori di luce. Ma anche sottilissime porcellane per la tavola d’ispirazione giapponese e sistemi di scaffalature concepiti per essere la cifra stilistica guida dello spazio. Il design di Stefen Diez, titolare dello studio omonimo a Monaco di Baviera, rappresenta il meglio della produzione tedesca contemporanea. Lo testimoniano i lavori di questo falegname di quarta generazione, cresciuto nelle botteghe di famiglia, per alcuni dei più prestigiosi brand mondiali – Thonet, per esempio – e lo suggella in questi giorni la mostra Full House: design by Stefan Diez che, in occasione della Fiera del mobile di Colonia, gli dedica il Makk, il Museo di Arti applicate della città tedesca.

Classe 1971, Diez è, oltre che ebanista, laureato in design industriale. Ha lavorato per Richard Sapper, di cui è stato primo assistente tra il 1996 e il 2002, e con Konstantin Grcic a Monaco, dove ha aperto il suo studio di design nel 2003. Nel 2006 ha suscitato grande interesse tra gli addetti ai lavori alla fiera di Colonia con l’allestimento della Ideal House, binomio di eleganza classica e ambizione comtemporanea.

Diez è stato premiato in passato con il Red Dot Award, l’iF product design award e a lui sono andati altri riconoscimenti per l’innovazione dei materiali, che lavora combinando con le tecnologie più recenti, mettendosi alla prova con il suo staff nella produzione di manufatti di alta precisione e allo stesso tempo semplici e funzionali, sia per il residenziale che per il contract.

Concepita come una retrospettiva, la mostra al Makk ripercorre quindici anni di attività. Oltre alle lampade, ai mobili e agli oggetti di uso quotidiano progettati per E15, Thonet, Wilkhahn e Emu, il percorso è anche l’occasione per una panoramica dei progetti in corso di realizzazione – per esempio l’apparecchio Guise per Vibia e le sedie per Wagner – e di altri rimasti prototipi o inediti.