Amsterdam, due edifici riuniti e un'infinità di stili - CTD
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19 giugno 2018

Amsterdam, due edifici riuniti e un’infinità di stili

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L’intervento di HOH Architecten ricrea un corpo unico sul canale e gioca con i colori e i linguaggi

Unificare due spazi di pregio risalenti al Seicento, che in origine erano un unico ambiente e nei secoli sono stati divisi fino a perdere qualsiasi continuità. È l’intervento di HOH Architecten ad Amsterdam: lo studio ha collegato due antiche case a schiera sul canale della capitale olandese dando vita a una nuova sede per l’Institute for Advanced Study dell’ateneo.

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La varietà come risorsa

Il mandato degli architetti era di creare uno spazio unico di seicento metri quadrati all’interno dei due edifici. Non era semplice: con il tempo, dopo che le abitazioni erano state separate, si era persa qualsiasi continuità spaziale e visiva. L’intuizione dello studio di architettura è stata di volgere in opportunità questo difetto, dando vita a un ambiente dallo stile e dai segni contrastanti. In pratica, nessuna stanza ha più nulla in comune con le altre, neanche le poche che gli ambienti condividevano dopo lo smembramento, e ogni differenza è stata esasperata. La forza dell’intervento per la sede dello Ias risiede dunque in uno stile deciso, che nasce dalla varietà di linguaggi, colori e arredi.

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Un riaccoppiamento di case

Gli edifici ai civici 145 e 147 tirati su nel 1642 in stile classicista olandese da Philips Vingboons erano ridotti a una teoria di stanze in cui nulla era più identico: non le finiture, non i pavimenti né i soffitti. HOH Architecten è intervenuto “riaccoppiando” di nuovo i due edifici, tanto che – spiegano dallo studio – “in una radiografia, nessuno vedrebbe la differenza”.

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Sfumature di verde

Dopo l’intevento, l’edificio è diviso in The Green Room, The White Space, Le Ciel Vert, The Dark Room, The Chapel, The Oak Room, The Office e dispone di due atri d’ingresso separati. Nella Green Room, l’unico spazio con dettagli storici ancora intatti, tra cui il pavimento a motivi a spina di pesce e porte verdi, proprio il colore delle porte è diventato il tema guida: le pareti sono state dipinte in tonalità che vanno dal menta al verde foresta, il pavimento è stato restaurato e il lampadario originale sostituito con uno moderno. Lo spazio può ospitare eventi e ricevimenti.

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Travi a vista e ambienti intimi

La White Room, invece, è uno spazio di lavoro, mentre nella Oak Room sono state portate a viste le travi antiche e ora la stanza accoglie una biblioteca. The Dark Room ha il pavimento nero che intensifica la sensazione cupa creata dall’originale rivestimento in legno dipinto di scuro e serve da ambiente più intimo, per incontri raccolti.

Le fotografie sono di Jordi Huisman.