Andrea Anastasio, il senso del design nel Risvolto | CieloTerraDesign
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Paolo Casicci

8 Maggio 2018

Andrea Anastasio, il senso del design nel Risvolto

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Al Cantiere Galli un ribaltamento d’autore per il progetto a cura di Domitilla Dardi

Una piccola, grande rivoluzione s’annuncia a Roma, dove un uomo, un designer, dà in queste ore l’ultimo ritocco a una stanza. Al centro della scena, idealmente, c’è una medaglia, ma la luce è tutta puntata sul rovescio. O, meglio, sul Risvolto, per usare il nome che Andrea Anastasio ha scelto per la sua creazione.

Siamo al Cantiere Galli, l’interior design center della Capitale che da un anno affianca all’attività commerciale il progetto di ricerca Una stanza tutta per sé affidato alla curatela di Domitilla Dardi. Anastasio arriva per primo a Lasciare tracce, come recita il concept di questo secondo ciclo di allestimenti. E porta la sua visione rivoltata della realtà, un invito a cogliere forma e funzione – e dunque design – oltre la trama e il senso dichiarato delle cose.

Risvolti, Andrea Anastasio

Ma che cosa è, in pratica, il Risvolto di Anastasio? Materialmente, si tratta di tre pareti e di un pavimento rivestiti di piastrelle posate al rovescio. I pattern (la forma) aderiscono al muro e restano invisibili, mentre a vista, questa volta, sono le trame (la funzione) disegnate tradizionalmente per aderire alla parete con la malta. Un ribaltamento in piena regola, che non è soltanto un gesto d’autore destinato a spirare con l’allestimento, ma l’origine di una collezione firmata dal designer.

“Individuare l’estetica del contemporaneo è sempre stato un mio focus”, spiega Anastasio. “In questo caso mi interessava indagare il backstage, anche in senso letterale, della creatività. Ne è nato un allestimento – aggiunge con un sorriso – che potremmo definire un Wikileaks del design”.

L’ispirazione del Risvolto è arrivata passeggiando una mattina nel magazzino del Cantiere Galli a Rocca di Papa, il comune dei Castelli Romani dove l’interior design center ha la sua base logistica. In mezzo a cataste di campionari, Anastasio ha intuito che il design e l’industria possono trovare una strada nuova dove nessuno la cercherebbe. “Il risvolto delle piastrelle è una texture in piena regola, su cui le aziende concentrano un lavoro e una dedizione importanti. Ciascun modello ha il suo risvolto, concepito per aderire a una parete in maniera perfetta, come si conviene alla migliore tradizione della nostra manifattura. Ho pensato di spostare il focus su questa creatività taciuta ma che esiste ed è un’altra forma di made in Italy“. Peraltro, curiosamente, la dicitura made in Italy appare come un marchio di fabbrica sul risvolto delle piastrelle scelte da Anastasio per la sua stanza.

Questo lavoro sul backstage, come lo chiama il designer, non poteva che arrivare da un creativo con un profilo e una storia singolari. Romano, classe 1961, Andrea Anastasio è uno studioso di filosofia e discipline orientali appassionato di sanscrito che un incontro con Ettore Sottsass nel 1987 ha avvicinato casualmente al design. Da allora, Anastasio vive quel mondo alla sua maniera, tra collezioni apprezzate per marchi come Artemide e Danese, gallerie come Luisa Delle Piane a Milano e lunghi ritiri dalla scena che soltanto chi riesce a mettere il giusto distacco tra sé e le cose sa concedersi naturalmente. Per anni, Andrea ha lavorato in India catalogando motivi decorativi dell’arte islamica, un vissuto che adesso emerge con forza in questa nuova avventura. ”E’ anche la passione per i campionari che mi ha portato fin qui, a sviluppare questo pensiero intorno a un pattern mentale”.

Dalla passeggiata tra le cataste di materiali è nata anche l’altra collezione di Risvolto, una serie di vasi – uno è collocato al centro della stanza e dentro c’è una pianta – nati bucando un’altra serie di piastrelle, di cui questa volta il pattern è visibile. L’idea è di riunire cultura, natura e manifattura esaltando questa particolare stratificazione geologica che ospita la vita, giacché l’opera è un vero vaso e la pianta può essere innaffiata e curata.

Per Domitilla Dardi, che ha voluto fortemente Anastasio per la sua Stanza, Risvolto è il modo in cui si fa strada nella maniera più spontanea quello che forse è un ritorno alle origini del design: l’ornamento ispirato dalla funzione. “Ci sono dei segnali” dice la storica, “anche se forse è presto per dire che siamo di nuovo al grado zero del design. Di certo Andrea, con il suo invito a cogliere la libertà nella funzione, sta indicando una strada. E mi piace pensare che quelle scritte made in Italy nate per marchiare il retro delle piastrelle e che Andrea mette in mostra possano diventare una risposta possibile a chi si interroga su che cosa sia poi il made in Italy”.

Completano l’installazione una serie di frottage appesi al soffitto, cui Anastasio affida un secondo messaggio, non meno importante di quello lanciato con il Risvolto. “Visto che il tema della stanza era Lasciare tracce, ho ragionato come chi, aprendo un cassetto, si ritrova sotto gli occhi quei minuscoli rimasugli di ogni cosa che il tempo accumula e sedimenta. È come un tracciato che nasce da una non-azione, la vita che passa in una stanza, la mia, e lascia, appunto, le sue tracce inevitabili”.

Foto di Silvana Spera

Risvolti di Andrea Anastasio inaugura al Cantiere Galli di Roma il 9 maggio. Info: cantieregallidesign.com