Aria, la mascherina fai-da-te di Studio Pastina da fabbricare con scarti di tessuto - Cieloterradesign
menu

Aria, la mascherina open source di Studio Pastina da fabbricare con scarti di tessuto

Share:
studio-pastina-design-mascherina-aria

Lo studio di Domenico Santoro e Francesca Puddu appronta un kit on line con le istruzioni per produrre la mascherina: “Miglioratela, è di tutti”

Dal design dell’arredo a quello per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Diversi studi di creativi hanno risposto in questi giorni al bisogno di mascherine per difendersi dal rischio contagio da Coronavirus. Aria di Studio Pastina, il duo formato da Domenico Santoro e Francesca Puddu, è uno di questi progetti che dimostra la versatilità e la generosità della comunità italiana dei designer, pronta a intercettare un’esigenza, nella fattispecie quella di maschere protettive, e a soddisfarla. In particolare, si tratta di un progetto open source, che Studio Pastina invita a modificare liberamente, condividendo in maniera altrettanto aperta i miglioramenti. Abbiamo chiesto a Santoro e a Puddu di raccontare Aria.

studio-pastina-design-mascherina-aria

Cos’è Aria?

Aria è un progetto/guida per l’autoproduzione della propria maschera di emergenza; un progetto sviluppato da noi di Studio Pastina in piena emergenza Covid19 con l’obiettivo di offrire, come designer, un piccolo supporto per fronteggiare il problema. Un oggetto piacevole sia per quanto riguarda il comfort che l’estetica. Pensiamo che in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, un oggetto “estraneo” che le circostanze ci obbligano a usare, sia più facilmente sopportabile se comodo da indossare e dall’aspetto piacevole.

Come funziona?

Aria è accessibile a chiunque ed è disponibile per il download con la guida step by step per la realizzazione della maschera al sito www.pastinaisgood.com/aria-project. L’obiettivo è fornire il progetto e le informazioni base per costruire, anche con scarti di tessuto, una maschera confortevole, lavabile e riutilizzabile. Lo stato di emergenza rende complessa la circolazione di merci e persone; una guida digitale, invece, può essere veicolata con facilità.

studio-pastina-design-mascherina-aria

La giacca usata per ricavare la mascherina Aria

A chi si rivolge?

Il progetto si rivolge a chiunque ne abbia bisogno, ma anche alle aziende e ai singoli che dispongono di materiali e attrezzature per fabbricare il prodotto e che vogliano distribuirlo senza fini di lucro. Il progetto nasce per dare un contributo all’emergenza, come studio, quindi come designer. La carenza di dispositivi di protezione è stata fin da subito un grande problema, quindi abbiamo cercato di sviluppare qualcosa che potesse dare un “contributo” in questa direzione. Da qui, quindi, l’idea di sviluppare un progetto e una guida che consentisse a ognuno, magari con un minimo di dimestichezza con ago e filo, di autoprodurre la propria maschera di protezione utilizzando anche scarti di tessuto.

studio-pastina-design-mascherina-aria

Domenico Santoro e Francesca Puddi, alias Studio Pastina

È importante precisare che, ovviamente, non si tratta di un dispositivo medico o comunque di un prodotto certificato, ma di un oggetto “di emergenza”. Aria cerca di essere un aiuto per tutte quelle persone che, in questo brutto momento, hanno esigenza di una maschera “schermo” ma che non dispongono di un dispositivo tecnico certificato adeguato. Aria, così come i vari oggetti creati ad hoc o modificati, di cui leggiamo in questi giorni, è un oggetto di emergenza, quindi di fortuna; si spera pertanto di non dover mai ricorrere all’utilizzo di tali strumenti, ma di poter utilizzare sempre ed esclusivamente dispositivi testati e certificati.

Ci farebbe piacere che il progetto aria fosse considerato da tutti come un progetto “aperto”;
invitiamo quindi chiunque ne abbia voglia a migliorarlo e a implementarlo e a renderne pubbliche le migliorie.

A una settimana dalla pubblicazione della pagina del progetto, registriamo oltre mille accessi al link di download e in molti, anche da altri Paesi, ci stanno inviando le foto con le maschere realizzate.