Duecento anni dopo, l'uomo scopre un nuovo blu (da 179 dollari a tubetto) - CTD
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E, dopo duecento anni, l’uomo scoprì un nuovo blu (da 179 dollari a tubetto)

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Il pigmento estratto per caso da un team di ricercatori dell’Oregon nel 2009 arriva finalmente sul mercato. Dopo una lunga trafila di autorizzazioni

C’è un blu nuovo di zecca a disposizione di artisti e designer. Non accadeva da duecento anni, quando fu scoperto il blu cobalto, che sulla tavolozza dei creativi arrivasse una variante di questo colore.

Il nuovo blu è stato scoperto per caso da un team di ricercatori dell’Università dell’Oregon che lavorava sui conduttori elettronici: nel 2009, il gruppo guidato dal chimico Mas Subramanian annunciava di avere individuato un pigmento particolare, composto da ossidi di ittrio, indio e manganese. Da qui il nome YInMn, derivato dalle sigle di questi tre elementi. Il blu YInMn è una sfumatura di blu a metà tra l’oltremare e il cobalto, amata dagli artisti perché – dicono gli esperti – colma una lacuna nella gamma dei colori. Le sue principali virtù sarebbero di riflettere il calore più del blu cobalto, di essere particolarmente stabile (il che lo rende perfetto per le tinture dell’edilizia) e di rimandare alla preziosità del lapislazzuli.  

La storia di questo blu è un ottimo esempio per apprendere che cosa succede quando viene scoperto un colore e per conoscere il lungo viaggio che il pigmento deve compiere prima di essere disponibile sul mercato. 

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Ci sono voluti undici anni prima che, nel maggio del 2020, l’EPA, l’agenzia americana per la protezione dell’ambiente, autorizzasse la vendita al dettaglio del pigmento. Nel 2016, la Shepherd Color Company dell’Ohio aveva acquisito la licenza per commercializzare il pigmento, riuscendo a produrne qualche quintale a fronte dei pochi grammi che l’ateneo dell’Oregon era in grado di estrarre. L’anno dopo, nel 2017, l’uso del blu YInMn sarebbe stato autorizzato per i rivestimenti industriali e le plastiche. E poiché le procedure di verifica e autorizzazione alla vendita al dettaglio sono più rigorose, nell’attesa che il nuovo blu fosse acquistabile il marchio Crayiola aveva messo in commercio il Bluetiful, un pastello ispirato proprio allo YinMn. Non solo: il pigmento aveva suscitato tanto interesse tra gli artisti che un illustratore scientifico, Michael Rothman, se ne era procurato quanto bastava per disegnare un immaginario uccello di 47 milioni di anni fa, il primo nella storia ad avere le piume blu.

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L’illustrazione di Michael Rothman: l’uccello ha il piumaggio color blu YImn

Adesso che l’EPA ha dato il via libera alla commercializzazione, avendo il nuovo blu superato il test del Toxic Substances Control Act, il pigmento è disponibile negli Usa e, in Europa, al momento in Germania nella versione a tubetto. Non c’è ancora il via libera per la versione in polvere. 

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Il blu è un colore presente in natura, ma difficilmente estraibile. Per questo, nei secoli gli artisti si sono dovuti industriare creando pigmenti blu sintetici (famosissimo il blu di Yves Klein, entrato in commercio nel 2018 a novant’anni dalla nascita dell’artista). Prima di YInMn, l’ultimo pigmento blu inorganico venuto alla luce e finito in commercio era stato il cobalto, scoperto nel 1802 e prodotto per la prima volta in Francia nel 1807. A differenza di quest’ultimo, il nuovo blu riflette bene il calore e non sbiadisce nel tempo. 

Al momento l’unica controindicazione del blu YInMn Blue sembra la sua rarità, che lo porta a essere molto costoso. L’Italia Art Store, una piccola impresa familiare del Maine, lo vende in tubetti da 1,3 once a 179,40 dollari l’uno, sei volte più del tubetto di colore acrilico più costoso. Non è un caso se altre aziende specializzate hanno rinunciato perché gli sforzi della produzione su larga scala non valgono i guadagni. 

E il team dell’Oregon cui dobbiamo il nuovo blu? Da quando ha scoperto YInMn, la squadra di Subramanian ci ha preso gusto e continua a sperimentare con possibili nuovi pigmenti. Nel 2019 ha dato vita al blu ibonite, un’intensa variante del cobalto.