Bruno Faucz, il midcentury brasiliano sale in cattedra | CieloTerraDesign
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Luca Maci

30 Marzo 2017

Bruno Faucz, il midcentury brasiliano sale in cattedra

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Alla Statale di Milano le atmosfere rassicuranti del designer che pesca indietro nel Novecento

È un mondo di sovrapposizioni, incastri e giustapposizioni, un continuo affastellamento spesso apparentemente precario in un equilibrio “empirico” fissato in frame a caratterizzare la prolifica produzione di Bruno Faucz.

Brasiliano di Santa Caterina, classe ’86, laurea e master in design, per sette anni alle dipendenze della São Bento do Sul, industria brasiliana di mobili, apre il suo studio di design nel 2013, ed è subito exploit, consolidato dalla critica con pubblicazioni, mostre, premi e collaborazioni con le principali case di produzione nazionali (Moora, Tissot, Salvatore).

Riconosciuto come uno dei più talentuosi designer brasiliani contemporanei, Faucz possiede la capacità di assemblare materiali ed elementi eterogenei in oggetti compositi ma allo stesso tempo compiuti, finiti, serrati spesso nella loro configurazione finale da inconsueti elementi di giunzione e fissaggio: così cordoni, bottoni, stringhe, fettucce, fibbie e perfino contrappesi si rendono manifesti diventando elementi caratterizzanti e definenti un vero e proprio stile, gradevole e rassicurante, di antica e umile memoria.

Di fondo, immagini e temi ripescati dalle ricerche del design iconico internazionale del dopoguerra; dal brasiliano Rodrigues allo svedese Norell al polacco Zalszupin, le figure di riferimento come per sua stessa ammissione.

Da questa ricerca nascono decine di prodotti (sedie, tavolini, pouf, lampade, madie) in un reinventato, contemporaneo e tettonico “midcentury style” dall’immagine rassicurante, familiare seppur accattivante, dalle linee spesso abbondanti e ammiccanti, dalle sezioni sovradimensionate nella loro accentuata gravità e sensualità.

Una produzione che i più curiosi potranno apprezzare durante la Milano Design Week 2017, presso lo stand Moora (stand 52, hall 06) o alla collettiva Brazil S/A presso l’Università Statale di Milano, insieme alle opere selezionate di Angelo Duvoisin, Zanini de Zanine, Fernando De Sā Motta, Leandro Garcia, Ovo, Rejane Carvalho Leita ed altri.