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Il calendario di Sara Ferrari per scoprire il design

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Dot.: ogni mese un’icona da comporre unendo due punti al giorno

 

In genere associamo al design un senso di appagamento: estetico, funzionale o, nel migliore dei casi, di entrambe i tipi. Una sedia è di design se piace allo sguardo. Un divano è di design se è comodo. Ciò che non assoceremmo mai ai concetti di funzionalità e bellezza sono le nostre frustrazioni quotidiane o, al meglio, le piccole sfide pratiche cui la vita ci mette davanti e che al design chiediamo di farci vincere.

Ecco perché il calendario Dot. per il 2018 (sì, è già tempo di calendari!) di Sara Ferrari è un progetto divertente e fuori dagli schemi. Un gadget che sviluppa una dialettica tra emozioni positive e negative e ci sfida a mantenere il controllo, giorno per giorno. Si tratta di fogli mensili in cui, come nelle riviste di enigmistica, ogni pagina ha una figura da ricomporre unendo tanti punti quanti sono i giorni di quel mese. La sfida consiste nel resistere e non unire tutti i punti subito, ma collegarne due al giorno, anche quando diventa chiara l’immagine che si sta realizzando.

Ma Dot. è anche un modo per andare alla scoperta delle icone del design. “Sì”, dice Sara Ferrari, che ha all’attivo diverse collaborazioni con aziende, tra le quali Chicco. “Dot. è un calendario che rappresenta un modo divertente per scoprire il design. L’idea è molto semplice, connettendo i puntini, che indicano i giorni, verrà svelata, durante l’arco del mese, l’immagine di un’icona del design. Segnare che giorno sia, significa infatti tracciare una linea e quindi rivelare un pezzettino in più dell’immagine nascosta, che verrà completata alla fine di ogni mese. Per gli appassionati di design rappresenta un indizio giornaliero di una gara ad indovinare di quale icona si tratti , per chi invece ne sa meno, è un modo per conoscere il design”.

Tramite un QR code è poi possibile accedere a una pagina web dedicata (e nascosta) dove si possono scoprire più informazioni per ogni singolo prodotto. E per i più curiosi ci sono anche le soluzioni di ogni mese. “Amo questo progetto perché nella sua semplicità riesce ad essere divertente ed educativo. C’è anche la sfida alla frustrazione dell’attesa, ma è tutto voluto, per rendere l’esperienza del passare del tempo ancora più eccitante”.

“L’idea di progetto è nata qualche tempo fa, in Olanda, durante un periodo speso a stretto contatto con un ricercatore, Steven Fokkinga, presso l’Università Tecnica di Delft. Con  Fokkinga  pensavamo a un mix fra emozioni positive e negative per arricchire l’esperienza col prodotto. E il mio compito è stato provarlo…. dite che si sono riuscita?”.