Il Giappone che non ti aspetti nella casa dai colori pastello di Adam Nathaniel Furman - CTD
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Claudia Coppa

1 novembre 2019

Colori pastello e forme geometriche, il Giappone che non ti aspetti di Adam Nathaniel Furman

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Adam_Nathaniel_Furman_Nagatacho_interior_design

Design dal background multietnico in un appartamento che sposa artigianato e tecnologia

Residente a Londra, ma forte di molteplici esperienze e di un background multietnico che spazia dall’Argentina all’India fino ad arrivare al Giappone, Adam Nathaniel Furman riesce a sintetizzare culture e linguaggi differenti in un unico elemento, che sia esso un oggetto di design, un progetto artistico o uno spazio. Ed è proprio quello che Furman fa all’interno di quest’appartamento di 160 metri quadrati situato a Nagatacho, cuore del distretto governativo di Tokyo.

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Photo Credit Jan Vranovsky

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Photo Credit Jan Vranovsky

La palette di colori pastello, i pattern e il mix di geometrie lineari e curve sembrano porsi in antitesi con l’idea comune di stile giapponese rigoroso, minimalista e meditativo. Al contrario, ritraggono a pieno il gusto degli abiti tradizionali che si palesano evidenti e sgargianti, proprio come quelli indossati da sua nonna.

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Photo Credit Jan Vranovsky

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La disposizione, aperta e interconnessa con un fulcro centrale, ospita una combinazione di elementi realizzati con tecniche contemporanee e di artigianato tradizionale. Dettagli in legno e mobili realizzati a mano da abili falegnami si affiancano a porte intarsiate e fabbricate con la tecnologia del taglio laser. I materiali vengono quindi accostati in base al fascino e all’immaginazione che possono derivare dalla loro visione di insieme, piuttosto che seguendo i criteri dell’origine e del metodo di trattamento. Un incontro fra vecchio e nuovo attraverso uno sguardo che viaggia dai ricordi di un bambino nelle campagne argentine agli studi di un giovane designer.

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Photo Credit Jan Vranovsky

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Photo Credit Jan Vranovsky

Così i marmi artificiali in plastica traslucida si uniscono all’abete rosso rifinito a mano, che a sua volta dialoga con le maniglie in porcellana artigianali, poste in prossimità di elementi in nylon splendidamente lucidi. Continuano la sequenza una moquette fatta a mano accostata al vinile e una carta da parati texturizzata vicino a una finitura murale plastica semiopaca.

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Photo Credit Jan Vranovsky

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L’utilizzo dei colori, apparentemente casuale, definisce gli spazi e accompagna i fruitori alla scoperta dell’abitazione. Il rosa e il celeste caratterizzano lo spazio di accesso, e insieme al viola della moquette fanno da filo conduttore attraverso i vari ambienti. Il calpestio viene interrotto nella cucina, dove troviamo un pavimento in due nuance di verde che fa da tappeto alle sedute blu. L’arancione corre lungo tutta la zona giorno e sulla tappezzeria delle sedie presenti in essa, mentre il giallo evidenzia ante e porte

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Tali colori si spandono nelle camere, in modo alternato, andando a delineare pareti, complementi d’arredo e armadi su misura. Allo stesso modo i bagni, interamente rivestiti di mosaico, si colorano con la palette descritta e vedono spiccare il giallo su radiatori e rubinetterie.

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Photo Credit Jan Vranovsky

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La cucina aperta sul soggiorno si articola in due spazi caratterizzati dalla stessa vista esterna, uno prettamente funzionale e uno più intimo e riflessivo, che, parzialmente divisi, vengono messi in continuità da una lunga penisola ideale per la colazione o per un pasto rapido e informale.

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Photo Credit Jan Vranovsky

 

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Photo Credit Jan Vranovsky

Probabilmente una casa che non tutti abiterebbero, ma che raccoglie in modo sapiente materiali, forme e colori in un risultato inaspettato. Un modo ludico e allo stesso tempo armonioso di realizzare uno spazio quotidiano, un’architettura fuori dagli schemi, capace di affascinare e risvegliare i sensi.

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Photo Credit Jan Vranovsky

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