Un pomeriggio all'Ikea ho scoperto tutta la voglia (analogica) di condivisione che c'è - CTD
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Davide Gallina

25 febbraio 2020

Un pomeriggio all’Ikea ho scoperto tutta la voglia (analogica) di condivisione che c’è

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Le casse Frekvens di Teenage Engineering per il colosso svedese: un tuffo nel design di Rams e Sapper che svela il desiderio di musica senza cuffie, come in una festa

Qualche giorno fa, come spesso mi ritrovo a fare, passeggiavo all’Ikea. Non stiamo qui ad arrovellarci sulla bontà o meno del progetto Ikea. Semplicemente, facciamo quattro passi insieme come li faremmo in galleria.

Mi affretto a spiegare il significato di “facciamo quattro passi in galleria”, no panic. Fare quattro passi in galleria è in fondo osservare come vanno le cose, dove va il mondo, che cosa succede di nuovo. 

Ecco, quel giorno da Ikea ho avuto la sensazione di vedere un mondo che cambia, muta o forse semplicemente ritorna. Passeggiando tra lenzuola e scolaposate diventati portapenne, questa sensazione si è materializzata davanti a Frekvens, una limited edition realizzata dal marchio svedese in collaborazione con il design studio Teenage Engineering.

Diciamo subito che a prima vista è una super operazione nostalgia in stile anni Settanta e Ottanta e in salsa contemporanea, ma che ti colpisce come nessun altro oggetto fa in tutto il percorso Ikea. Si tratta di casse audio casalinghe o portatili, componibili e modulari.

In un attimo mi sono ritrovato in mano un mini diffusore audio bluetooth che è uno degli oggetti più rappresentativi della collezione. E sono partito subito per la tangente.

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Grande come un pacchetto di sigarette, forma a parallelepipedo, colore nero puro con due soli elementi che gridano usami: un rotore per il volume giallo e una clip metallica da cintura

Partiamo dalle dimensioni. È strano vedere come un oggetto che pesca dall’immaginario del pacchetto di sigarette diventa, anche per i non fumatori, un chiaro messaggio: prendilo, mettitelo in tasca ed esci.

Questa semplicità comunicativa che le casse sprigionano urlando la propria portabilità mi accende sensazioni che per ritrovare dobbiamo risalire agli anni Cinquanta e Sessanta delle radioline portatili

In mano questo oggetto continua a parlarti e, in un attimo, connesso il telefono, mi trovo a ruotare il manopolino giallo con immensa soddisfazione. Riavere un feedback rotante analogico sul controllo del volume è impagabile (come è impagabile vedere la linea del livello volume sul proprio telefono salire e scendere in autonomia) riaprendo anche qui un immaginario che solo gli amplificatori casalinghi riuscivano a restituire.

È impagabile vedere la linea del livello volume sul proprio telefono salire e scendere in autonomia

La clip metallica, semplice e arcaica, rimane l’ultimo tassello che, rivedendomi adesso, mi ha davvero trasformato. Sono in un corridoio dell’Ikea con alla cintura un radiolina che suona e attira sguardi di curiosi che apprezzano e sorridono.

Sì, è qui che la mia mente si apre e ritrova subito analogie e citazioni impossibili da non cogliere. Ecco Dieter Rams e Richard Sapper volare nel corridoio del mio punto vendita Ikea. 

Il lavoro che fecero questi due maestri fu operare contemporaneamente su due piani: cimentarsi con la trasformazione tecnica e tecnologica dei componenti, avendo così la possibilità di guardare a nuove modalità di utilizzo di questi oggetti nella vita quotidiana. 

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Forse senza il lavoro di questi due grandi progettisti, in particolare senza la radio TP1 per  Braun o la Grattacielo per Brionvega, non avremmo avuto oggi la collezione di Teenage Engeenering. La portabilità e le interfacce dei progetti di Sapper e Rams le ritroviamo tutte in queste casse portatili o perfette per casa e che raccontano del bisogno di condivisione di contenuti audio: non in streaming o in rete, ma dal vivo, in uno spazio fisico. 

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Frekvens di Teenage Engenereeng per Ikea

Sul sito dei Teenage Engineering, si scopre un mondo di possibilità legato alla personalizzazione dei loro oggetti grazie a download di componenti stampabili in 3D a casa propriauna maniacale cura delle interfacce fisiche legate al mondo sonoro e un lavoro di ingegnerizzazione dei pezzi molto vicina alla realtà industriale, ma con un approccio tipicamente hacking-maker

Una collezione che racconta il bisogno di condivisione di contenuti audio, ma non in streaming o in rete: dal vivo, in uno spazio fisico

Nell’universo della smaterializzazione digitale, questi piccoli prodotti fanno un lavoro immenso di analisi delle nostre esigenze e dei nostri bisogni e chiudono il cerchio del progetto aggiungendo alla tecnologia una forte spinta comunicativa e ludica.

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Alla fine, quei quattro passi in galleria mi hanno detto tantissimo di un mondo con una grandissima voglia di condividere, non solo virtualmente, emozioni e passioni legate per esempio alla musica. Una condivisione che non passa dalle con cuffie ma che è all’aperto. Come in una grande festa.

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