A Milano l'arte finisce nel cassetto | CieloTerraDesign
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A Milano l’arte finisce nel cassetto

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Da Sottsass a Botta, grandi designer alla prova con un mobile di tutti i giorni

Il curatore della mostra Quasi segreti, Beppe Finessi, ha raccontato a Elle Decor due aneddoti, uno sul grande Bruno Munari e un altro su Ettore Sottsass: “Mi ricordo che Munari teneva in studio delle cassettiere Olivetti molto alte, dove conservava cose di ogni genere. Un giorno sono andato da lui per realizzare un libretto e per scegliere un colore, all’improvviso si è alzato, ha tirato il cassettone dove ricordava perfettamente di aver riposto un campione di color magenta, perfetto per lo scopo. Un altro episodio riguarda Ettore Sottsass. Arrivato intorno agli ottant’anni, ci ha detto più volte di star mettendo in ordine la sua vita. Aveva un grande amore per i cassetti, dove teneva ordinate le sue carte per disegnare“.

Due ricordi, due aneddoti, che sono l’introduzione perfetta a questa esposizione – a Milano fino al 25 aprile – dedicata a un elemento d’arredo comune, quasi banale, sul quale si sono esercitati nel tempo alcuni tra i migliori artisti e designer di tutto il mondo. I cassetti sono i protagonisti di Quasi segreti. Cassetti tra Arte e Design al Museo Poldi Pezzoli di Milano, mostra organizzata con Inventario, il progetto editoriale ed espositivo di Foscarini.

L’esposizione si concentra sul mondo contemporaneo dei cassetti, elementi  funzionali, capaci di contenere, ordinare e nascondere ma che, come spiega Finessi, “proprio per queste loro caratteristiche d’uso, sono anche capaci di suggerire visioni, evocare ricordi e suggestioni”. Giovani designer e grandi maestri hanno riletto e interpretato questa presenza domestica imprescindibile nelle case. In mostra ci sono cassettiere dal classico sviluppo verticale, dove però anche le maniglie possono diventare una parte significativa del progetto, come in Genesio di Alik Cavaliere. Ci sono maestri contemporanei che hanno giocato con la decorazione, come nelle creazioni di Alessandro Mendini. E poi cassetti realizzati da Tejo Remy, affastellati casualmente uno sull’altro. E ancora opere sofisticate di Mario Botta e Ettore Sottsass e le straordinarie creazioni di Shiro Kuramata, ricercata voce del design giapponese del Novecento.

La mostra si sviluppa lungo l’intero percorso espositivo del Museo Poldi Pezzoli, dove le opere si inseriscono in modo armonioso accanto agli stipi e cassoni già presenti nella casa museo, “piccole wunderkammer – le chiama Annalisa Zanni, direttore del museo – realizzate in materiali rari e preziosi, destinate ad accogliere, nei loro cassetti, molte volte introvabili, se non per chi li creava e chi li possedeva, oggetti speciali”.

“Questa mostra fa parte della nostra attività con Inventario, la straordinaria avventura editoriale che promuoviamo e sosteniamo, diretta da Beppe Finessi e premiata nel 2014 con il Compasso d’oro Adi”, dice Carlo Urbinati, presidente di Foscarini: “Inventario è il nostro think-tank verso il mondo della cultura, delle arti, del design. Da sei anni è anche una mostra, di cui siamo particolarmente orgogliosi, al Museo Poldi Pezzoli: una fortunata collaborazione, nata nel 2011, che si è consolidata negli anni rivelandosi una sfida sempre nuova e appassionante”. A corredo dell’esposizione un volume edito da Corraini Edizioni che presenta, oltre ai saggi dei curatori, le immagini e le descrizioni delle opere esposte, anche una rassegna più estesa di ulteriori opere, che indagano il tema del cassetto – cassettiera.