Ceramica e design, una storia di grandi formati - CTD
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Silvia Cosentino

3 dicembre 2019

Ceramica e design, una storia di grandi formati

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La collezione di gumdesign per Styl’Editions, tecnologia che non snatura la materia

Quello tra ceramica e grandi formati è ormai un legame consolidato e dalle mille possibilità. Arrivano a esplorarle i gumdesign. Laura Fiaschi e Gabriele Pardi hanno firmato in occasione dell’ultimo Cersaie una serie di collezioni per Styl’Editions, brand dell’azienda di Sassuolo Stylgraph, che mettono insieme passato e tecnologia. Perché la ceramica, anche quando passa al formato XL, mantiene la sua bellezza se non si snatura.

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Trattouno

Perché c’è bisogno delle piastre di ceramica in grande formato? Qual è il loro valore aggiunto?

Le lastre ceramiche di grande formato hanno il pregio di avere uno spessore minimo (3/6 mm) che permette un uso flessibile del materiale. Dal rivestimento di pareti verticali ai piani orizzontali, mantengono eccellenti performance tecniche, massima igiene e resistenza al gelo, al fuoco, alle muffe, all’azione dei raggi UV. Sono realizzate con materie prime naturali e con una tecnologia sostenibile, interamente riciclabili. Le misure ampie garantiscono continuità della materia, sono grandi “fogli” pronti a essere disegnati. Il nostro lavoro su questo tipo di materiale ricerca nuove strade progettuali, nuove applicazioni e lavorazioni che permettano alla materia prima di conservare – da una parte – le proprie caratteristiche naturali, dall’altra una continua sperimentazione per ottenere nuovi prodotti adattabili alle esigenze (anche minime) dei progettisti.
La grande dimensione, in definitiva, permette progetti completamente diversi dalla piccola piastrella ceramica con effetti finali sorprendenti.

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Sole

Quanto è importante per voi il rispetto delle tradizioni legate al mondo della ceramica?

La tradizione – in qualsiasi settore – è fondamentale, conduce alla contemporaneità, permette continui collegamenti (poetici, concettuali, pragmatici) e interpretazioni concrete; come si può parlare una lingua se non si conosce prima l’alfabeto? La conoscenza delle tecniche, delle risposte di alcune lavorazioni sui materiali ceramici, delle fragilità e delle resistenze del materiale suggerisce lavorazioni che derivano anche da altri settori produttivi, nascono in questo modo contaminazioni per noi necessarie e che permettono soluzioni innovative nel trattamento della materia prima. Le collezioni Sole, Luna e Anamnesi si distinguono per la ricerca nei colori e nei segni di illustrazione, riconoscibili come astratti. Stampa digitale e forno di cottura implementano la percezione materica del prodotto finale. La grafica diventa il tramite per raccontare storie, e la superficie ceramica è lo schermo di lettura.

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Novecento

Come nasce l’idea di voler narrare un racconto tramite una superficie?

L’aspetto narrativo è alla base di ogni nostro singolo progetto, non arriva a percorso ultimato ma conduce all’oggetto, alla collezione. Prima di progettare una forma si individuano percorsi, letture, analisi visive e si identifica un approccio “umanistico” al progetto. La storia è la finalità, non mnemonica ma percettiva, intuitiva. In questo panorama, la grafica (progettata, mai “illustrata in modo spontaneo”) diviene linguaggio visivo, tramite per comunicare emozioni allo spazio domestico/lavorativo; proprio come accade per un libro, i segni, i colori divengono i caratteri tipografici, l’armonia del segno insegue il “testo narrante” riconducendo l’uomo al centro del progetto, non più “trascinato” da trend, icone, mode del momento.

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Luna

Tessile, grazie alle raffinate tecnologie di sabbiatura, spicca per la superficie in rilievo che crea effetti di luce e ombra e dona profondità all’ambiente. Quali sono stati i vostri riferimenti di ispirazione nel concepire una collezione di questo tipo?

La collezione Tessile è la prima “osservazione” di altri mondi: la sabbiatura – utilizzata soprattutto nell’ambito dei materiali lapidei – viene traslata repentinamente, senza alcun avviso di sorta, su un altro supporto per verificarne il comportamento. Il risultato è sorprendente, la lastra ceramica si disgrega, perde materiale in modo controllato e permette finiture di grande precisione grazie a tecnologie – in parte – già presenti nel mondo ceramico. Ecco che la contaminazione dei distretti produttivi conduce a un risultato imprevedibile, fino ad oggi; ecco che la conoscenza dei materiali, delle lavorazioni, delle risposte dei materiali alle lavorazioni diventano “l’alfabeto” attraverso il quale possono essere scritti nuovi “testi”. La soluzione estetica del tessuto è solo una delle infinite possibilità che suggeriamo ai professionisti del mondo dell’arredo, il nostro lavoro vuole fornire – ma ancora di più suggerire – nuove traiettorie da percorrere con l’incarico della direzione creativa del brand Styl’editions.

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Tessile

Quanto è importante che il materiale ceramico si dichiari come tale, non “fingendosi” altro?

Quando abbiamo conosciuto Maurizio Cavagnari e Silvia Cerretti, imprenditori e titolari di Stylgraph, azienda madre di Sassuolo dedicata alla progettazione delle superfici per i più importanti brand internazionali della ceramica, abbiamo fatto un’analisi dello stato di fatto, di ciò che producevano le grandi aziende ceramiche sassuolesi; abbiamo dovuto costruire un “codice genetico aziendale”, uno strumento “linguistico” necessario per definire i confini (da raggiungere o oltrepassare). Uno dei punti fondamentali da “oltrepassare” è stato quello della materia, elemento imprescindibile e legato indissolubilmente alla fase progettuale. Vogliamo che il materiale sia “rispettato”, esaltato, utilizzato per la sua natura intrinseca così come facciamo quando lavoriamo il legno, la pietra, il metallo, il vetro… il tema della “finzione” è oltretutto distante dal nostro modo di essere, parliamo proprio delle nostre abitudini e comportamenti; non possiamo esser “falsi”, noi in prima persona, così come il materiale che utilizziamo.

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Frammenti

Quali sono secondo voi le caratteristiche imprescindibili per preservare l’integrità della ceramica nella sua più pura identità materica?

La sua natura, niente altro. Occorre – dal nostro punto di vista – rispettare la natura “dell’altro”, che sia persona o oggetto; i materiali ci parlano, occorre osservarli, trattarli con sensibilità, dialogare con loro affinché sia permesso il miglior rapporto possibile. Troppo spesso i materiali vengono maltrattati da pensieri e azioni distanti dalla natura del materiale stesso. Nel caso specifico – la ceramica – abbiamo di fronte un materiale vivo, che si trasforma a seconda di come si tratta; possiamo applicare del colore, della polvere, possiamo asportare materiale con tecnologie avanzate… oppure possiamo trasformarlo.

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Anamnesi

La collezione Chiaroscuro è un esempio all’avanguardia dal punto di vista della composizione materica, essendo la ceramica caricata con cristalli stampati in nanotecnologia. Credete che la progettazione di superfici si spingerà in futuro sempre più verso logiche tecnologicamente orientate, o al contrario si tornerà a una involuzione tecnologica più orientata alla tradizione?

Sicuramente, cosi come la tradizione è elemento fondamentale per la costruzione del futuro, anche una logica tecnologicamente avanzata sarà necessaria per evolvere il pensiero progettuale, la sua applicazione alla materia, la produzione di nuovi manufatti sempre più funzionali per l’ambiente e la nostra vita. La tecnologia come strumento e non in sostituzione al pensiero progettuale.