Design & Designers

Ceramica Flaminia, un debutto illuminante

Paola Navone e Hsiang Hsiao firmano le prime due collezioni di luci del marchio laziale

 

di Fabiana Carboni

 

Scura e lucidissima oppure opaca, dalla matericità esaltata attraverso una palette di colori tenui. Ecco come la ceramica è stata reinterpretata per Ceramica Flaminia, marchio fondato a Civita Castellana, nel Viterbese, nel 1955, da Paola Navone e Hsiang Hsiao. Sono nate così le prime lampade del brand: un concept in divenire che presto si amplierà con nuovi progetti di luci da terra, da parete e da soffitto.

 

Il debutto di Flaminia Lighting

Dopo aver contribuito a trasformare l’ambiente bagno da spazio di servizio a luogo di benessere, l’azienda viterbese debutta nell’ambito dell’illuminazione con il marchio Flaminia Lighting, rivelando ancora una volta la capacità dell’azienda di individuare le potenzialità della ceramica e valorizzare la qualità produttiva del saper fare.

 

Fra artigianalità italiana e innovazione tecnologica

La ceramica, con il suo fascino e la sua versatilità, viene plasmata dai maestri artigiani del distretto produttivo di Civita Castellana per dar vita a una collezione di oggetti illuminanti. Da un uso inedito di questo materiale tradizionale sono stati creati prodotti di grande appeal, caratterizzati da un’ampia offerta cromatica che è sempre stata una delle caratteristiche dell’approccio di Flaminia alla progettazione d’interni.

 

Il mix and match

All’ultimo Cersaie, il brand ha presentato in vetrina le lampade Make-Up e Saltodacqua. Rivolta più all’arredo che al bagno stesso ed ispirata agli interni dei camerini da teatro, la collezione Make-Up di Paola Navone offre una lettura del prodotto di illuminazione basata sull’ironia e l’internazionalità in bilico tra Occidente ed Oriente: un mix tipico dell’approccio al progetto del brand. Le lampade sono disponibili sia nella versione a sospensione che a parete. Le prime sono composte da più elementi da comporre come perline di una collana e saranno disponibili in tre misure. In quelle a parete, invece, ogni lampada è composta da tre bulbi ed è possibile abbinarle modularmente agli specchi della stessa linea.

  

Dal tè alla luce

Saltodacqua nasce invece dalla matita di un giovane taiwanese, Hsiang-Heng Hsiao, selezionato tra gli allievi del Marangoni Design Campus di Milano nell’ambito di un contest lanciato da Flaminia. Le coloriture della ceramica proposte dal designer nei toni più raffinati e intensi restituiscono una nuova immagine del prodotto. Della collezione fanno parte ora lampade da terra e a sospensione dalla forma pura e levigata, sottolineata da spessori che, appena accennati, ricordano quelli delle antiche tazze da tè orientali.

 

Parola d’ordine: colore

Da sempre protagonista delle collezioni del brand laziale, il colore torna nelle forme di queste lampade che reinterpretano la tradizione e si inseriscono perfettamente anche negli ambienti più classici. Flaminia continua la sperimentazione ultradecennale sulle nuove tonalità, come il Nuvola e il Fango, che prendono spunto dai colori della natura. O come i metallici Bronzo e Ghisa, due finiture cangianti che reagiscono alla luce in maniera diversa, come fanno i materiali al cui nome si ispirano.

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