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Christian Boltanski a Bologna, di luogo in luogo

Dal MAMbo alle periferie, la mostra diffusa di uno dei più grandi artisti viventi

di Isabella Clara Sciacca

Christian Boltanski torna a Bologna, città del suo esordio italiano, con un progetto complesso che utilizza i molti linguaggi espressivi dell’artista e spazia in diversi luoghi, dando vita ad un persorso articolato e vissuto, che si snoda per tutta la città.

Una mostra sorprendente quella pensata dall’artista parigino, classe 1944, uno dei massimi artisti viventi, a cura di Danilo Eccher, che supera i limiti dello spazio museale per espandersi e contagiare tutta la città, anche le aree meno note e prestigiose, fino ad abbracciare le periferie.

La mostra, che sarà inaugurata il 26 giugno al museo MAMbo, “Anime. Di luogo in luogo” procede per tappe, scandendo i giorni con presentazioni e performance: pronta la nuova installazione “Réserve” nel bunker della Lunetta Gamberini con apertura al pubblico prevista il 27 giugno, giorno del 37° anniversario della strage di Ustica, così come, ancora il 27, avrà luogo la performance “Ultima”. Già da alcuni giorni, fuori dalla cerchia dei viali sono apparsi, invece,  i “Billboard”, trenta immagini fotografiche che riproducono i dieci sguardi dei partigiani bolognesi caduti nella Resistenza e ripresi nell’opera “Regards”, realizzata nel 1997 e poi donata alla Galleria d’arte moderna.

Sono 20 le imponenti installazioni scelte da Boltanski e Eccher per la mostra, che racconta la ricerca dell’artista attraverso i lavori più significativi degli ultimi trent’anni. Dalle celebri opere “Monuments” e “Ombre” a quelle più recenti, come il video del 2016 “Animitas”, intrecciando temi che hanno da sempre caratterizzato l’indagine condotta dall’artista: la memoria, la perdita, le periferie e la condivisione.

La mostra sarà la più grande retrospettiva dedicata in Italia a Christian Boltanski e non è un caso che la scelta della città che ospita la mostra sia caduta sul capoluogo emiliano. Sono passati, infatti, esattamente vent’anni dal suo debutto in Italia, proprio a Bologna, con la mostra “Pentimenti” del 1997 e dieci dall’inaugurazione del Museo per la Memoria di Ustica, la prima installazione permanente realizzata in collaborazione con i parenti delle vittime. In quest’ultima Boltanski colloca i resti del DC9 abbattuto il 27 giugno 1980 mentre si dirigeva verso Palermo, insieme a 81 specchi neri, uno per ogni vittima della strage, che rimandano l’immagine del visitatore, mentre da ognuno di essi un altoparlante sussurra pensieri e frasi universali, che riportano al senso della morte, della vita e alla sua fatalità.

C’è un forte legame dell’artista parigino con gli spazi della mostra e di questo legame si parla proprio nella prima sala di “Anime. Di luogo in luogo”, che apre con “Coeur”, la grande installazione sonora che mostra, in un loop senza fine, il battito del cuore dell’artista. “È l’omaggio di Boltanski a Bologna”, dichiara Eccher.

 

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