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21 febbraio 2018

Concetto lineare, viaggio ipnotico tra architettura e grafica optical

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La mostra di Cecilia Anselmi e Motorefisico, visioni contemporanee di mondi immaginari

 

Una mostra, un’installazione, ma soprattutto un percorso visionario dalle mille possibilità tra fotografia, architettura e arte urbana. Inaugura a Roma venerdì 23 febbraio alla galleria dMake | art Concetto lineare di Cecilia Anselmi e Motorefisico. La mostra, curata dagli autori e da dMake | art, unisce due mondi: quello di Motorefisico, dove la linea entra come materia nello spazio reale, e quello di Cecilia Anselmi, in cui sempre la linea registra i movimenti e le geometrie degli spazi virtuali in una serie di collage. Concetto Lineare ha come protagonista il segno astratto e il suo muoversi liberamente tra lo spazio tridimensionale della galleria e quello surreale delle opere di Cecilia Anselmi, tra riferimenti a Josef Albers, Bruno Munari, all’arte cinetica e programmata degli anni 60, a Sol Lewitt e Daniel Buren. Pubblichiamo il testo che Gianna Angelini, semiologa, docente presso l’Accademia di belle arti di Roma e coordinatrice del triennio di Graphic&communication design del Quasar design university di Roma ha scritto per il catalogo della mostra. 

 

di Gianna Angelini

Viaggiare con gli occhi attraverso le forme e i colori di una immagine, con il giusto tempo e la giusta predisposizione, ha sempre il suo fascino. Ci ricorda che la conoscenza non passa solo per ciò che è evidente, ma spesso per ciò che è accidentale, nascosto al primo sguardo, e frutto di un inseguimento. L’inseguimento proprio della ricerca e della sperimentazione di se stessi.

Cecilia Anselmi: Costellazioni. Questioni di percezione, il filo rosso ricuce trame nel vuoto del mio collage surreale, dedicato a chi non c’è ma porto sempre con me. Fotomontaggio digitale basato su campionatura di un frame del Film di Alain Resnais “L’anno scorso a Marienbad” (!961). Sullo sfondo fotografia di un foglio scritto in Braille

 

Viaggiare con gli occhi attraverso le figure e le forme di uno spazio, d’altro canto, è oltremodo intenso, perché a guidarci non è solo la nostra interiorità spesso confusa e indistinta, ma tutto il nostro corpo. Che, se si predispone all’inseguimento e alla ricerca di ciò che è nascosto, può addirittura mutare forma nel mentre.

 

Cecilia Anselmi: Concetto Spaziale, la soglia. La linea rossa attraversa il varco del mio collage surreale.
Fotomontaggio digitale basato su campionatura e rimontaggio di foto di Motorefisico, opera/portale/murale in un locale di Roma, 2016; frame tratta dal film “2001 odissea nello spazio”,

 

Cecilia Anselmi con i suoi collage e il collettivo Motorefisico con le sue istallazioni, guidando il nostro occhio con le loro linee tra pareti, angoli e geometrie incorniciate, ci promettono un viaggio. Non un viaggio alla deriva situazionista però, in cui tu sei lì, vaghi guardandoti intorno e aspetti di perderti. Un viaggio diverso, con una mappa piena di indizi e segni impossibili da ignorare. Entrambi, infatti, tracciano percorsi per occhi e corpo al nostro posto e tirano la corda con tanto di spinta finale. Ma. Ma. Ma.

 

Motorefisico: interventi grafici e installazioni temporanee su superfici pavimentali o murali. Unosei_Nike Seoul, Corea del Sud, 2017

Cecilia Anselmi, con i suoi collage surreali, materializza, attraverso l’uso di un rosso innaturale, immaginari erotici fatti di incontri e scontri mitologici di respiro grevemente ancestrale. Le linee, come corde tese, stringono la morsa della visione, in un giogo che si trasforma presto in un gioco sensuale e languido che ci spinge a identificarci con icone e miti di tempi diversi. Oltre a essere corde ben strette, le sue linee rosse sono anche fili predisposti alla trama, a connettere e descrivere ciò che nella nostra natura  – o nella natura in generale – manca. Rimanendo fedele al desiderio di prestarsi al bello e asservirsi alla sola bellezza, Cecilia esplora l’universo femmineo, fatto di passioni ma anche tante paure, dalla radice alla punta. Così, ci fa incontrare Cappuccetto Rosso accanto a Norma Jean, la Nike di Samotracia accanto ai nudi di Helmut Newton, gambe e braccia nude accanto a Madonna, facendoci quasi soffocare in quel suo guinzaglio rosso. Da bravo architetto, Cecilia Anselmi, inoltre, àncora ogni punto vitale toccato dall’eros in solide rappresentazioni di griglie spaziali, fatte di pietra e cemento.

 

Motorefisico: interventi grafici e installazioni temporanee su superfici pavimentali o murali. III Points Festival Miami, Ottobre 2017

A esplorare le sua galleria di immagini si rimane sospesi. Il viaggio estetico che propone appare in qualche modo tracciato, eppure ci lascia privi di meta. Ci accompagna, è vero, ma poi ci lascia lì, a guardarci attorno cercando un senso, che le viscere ci stimolano a lasciar andare. Ad aiutarci solo un flebile ancoraggio spaziale. Perché, in questo viaggio, ci sono anche loro con noi: le marche in tinta opaca di Motorefisico, pronte a trattenerci a terra. A permettere al nostro sguardo di appoggiarsi su linee riflesse e inganni percettivi fluttuanti. Grazie a una trama mobile, lo spazio disegnato dal collettivo, infatti, funge da contenitore materiale della confusione emotiva tinta di rosso sulle pareti.

 

Concetto Lineare, Ruled Surfaces / Trasformando lo spazio /
Transforming space. Montaggio installazione / Making of, Photo by Vittoria Fenati Moraci

 

Concetto lineare, facendoci godere di linee astratte e concrete all’interno dello stesso spazio espositivo, permette la generazione di una narrazione molto interessante. La mostra, facendo uscire i collage di Cecilia Anselmi dalla dimensione del web al quale la sua creatrice li aveva inizialmente confinati con una loro pubblicazione in serie, ci conduce in un affascinante non-luogo a metà tra reale e apparente, percepibile e surreale.

Così, quasi paradossalmente, e quasi d’improvviso, avviene che questo insieme di fili e linee sottili, anziché trattenerci ci libera, facendoci allegramente perdere. Mentre cerchiamo una via d’uscita.

 

Concetto Lineare, Ruled Surfaces / Trasformando lo spazio /
Transforming space. Montaggio installazione / Making of, Photo by Vittoria Fenati Moraci