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Infinity, la cucina è trasparente

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La cucina in vetro che mette il cibo in primo piano

 

Presentata alla Biennale di Architettura di Venezia 2016 con un’eco degna di una star internazionale, ecco apparire Infinity, la cucina che promette di rivoluzionare la vita domestica.

Il mercato da sempre si è occupato con notevole dedizione dello sviluppo di un modello di cucina che potesse essere allo stesso tempo campione di funzionalità e di estetica, che ottimizzasse tempi e spazi del nostro troppo congestionato quotidiano, risolvendo – e questo sì, sarebbe davvero rivoluzionario – buona parte del caos in cui viviamo.

Ma in quest’opera l’industria della cucina fin’ora non è riuscita.

Ecco quindi Infinity, la cucina completamente trasparente che consente di tenere tutto sott’occhio, visto che è realizzata interamente in vetro, declinato in tutte le sue forme e possibilità.

Sono trasparenti tutte le superfici, i ripiani, gli scaffali interni, i cassetti, ma anche il lavello, i rubinetti, le tubature e gli utensili.

I designers hanno voluto migliorare le possibilità della classica cucina componibile di cui Infinity conserva solo il sistema modulare, i blocchi.

Grazie alla sua completa trasparenza anche il cucchiaio riposto nell’ultimo cassetto è subito ritrovato; si potrà tenere costantemente sotto controllo la dispensa e lo stato o la quantità dei cibi conservati; sarà possibile individuare immediatamente una perdita dello scarico, anch’esso trasparente, così come sarà più facile individuare, per quanto nascosta, una superfice da pulire.

Ma Infinity è soprattutto una scelta estetica, perché se la cucina sparisce, ecco che il vero protagonista diventa il cibo, unico oggetto visibile e colorato.

Sempre più vicini alla tendenza del momento, che ci vuole tutti più attenti alla qualità del cibo e delle materie prime più che alle elaborate raffinatezze gourmet di un tempo, con la cucina Infinity la nostra intera esperienza culinaria sarà rivoluzionata.

Infinity è ideata dallo studio di design olandese MVRDV, non nuovo a sperimentazioni sui materiali e sulla trasparenza come le Crystal Houses di Amsterdam, in cui è stata ricostruita interamente in vetro la facciata di un edificio storico.

Infinity fa parte di un progetto avviato da Weng Ling del Centro per le Arti di Pechino (BCA), nato insieme all’architetto Kengo Kuma e all’artista Au Yeung Ying Chai e rientra in un progetto più ampio dedicato alle superifici trasparenti.

Come dice Winy Maas co-fondatore di MVRDV, se non ci fossero schermi e anche le pareti domestiche diventassero trasparenti potremmo superare i soffocanti spazi urbani e spingere lo sguardo fino all’orizzonte.

Qualcuno, qualche secolo fa, aveva progettato una città fatta di case di vetro, in cui i vicini potessero guardare attraverso, perché non ci fosse più niente di cui diffidare. Chissà che con MVRDV non si arrivi a vedere questa utopia finalmente realizzata.