Dalla tavola al 3D, la nuova pattern revolution | CieloTerraDesign
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Fabiana Carboni

18 Agosto 2017

Dalla tavola al 3D, la nuova pattern revolution

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Non soltanto carta da parati, così le fantasie grafiche diventano mobili

C’è un fil rouge che scorre tra design, architettura, moda e visual art. Un fil rouge trasversale ai tempi, alle discipline e al gusto. Quel fil rouge è dato dai pattern, grandi protagonisti da sempre del mondo della grafica e degli interni. La pattern revolution è continua, non conosce pause.

Le collezioni

Giusto per citare qualche esempio tra le collezioni più recenti, ecco Bisazza, che insieme a Greg Natale, giovane designer australiano, ha prodotto una serie di pattern a mosaico che traggono ispirazione dalla natura in tutte le sue declinazioni e che è stata presentata a Milano o in occasione del FuoriSalone 2017. Ecco poi Fendi, Manuel Canovas, LaSelva, Cole & Son, Emu, Wall & Decò, e Nya Nordiska che già nel 2015 uscì con una collezione di tessili ispirate ai motivi degli anni Settanta.

Un po’ di storia 

Nati e definiti come schemi grafici dalla struttura ripetitiva e caratterizzata da un equilibrio regolare nel rapporto tra i singoli segni grafici che li compongono, i pattern vengono portati alla luce da William Morris, considerato il padre del movimento Art&Crafts, nel tardo Ottocento, in Inghilterra. Morris per primo li utilizzò come trama per le sue carte da parati e i suoi motivi rimangono ancora adesso uno degli strumenti più potenti della comunicazione visiva. Sempre all’epoca di Morris, un altro designer ante litteram, Owen Jones, diede alle stampa un testo diventato fondamentale, The Grammar of Ornaments, in pratica una lunghissima galleria di pattern catalogati per epoche storiche e stili, dall’Antica Roma all’Estremo Oriente. Un volume, quello di Jones, dalla modernità assoluta.

Il caso Italianism 

I pattern non sono soltanto strumenti potenti del linguaggio architettonico e grafico, ma anche un termometro della creatività di un determinato momento storico. Non è un caso che Italianism, l’osservatorio e conferenza creativa ideato da Renato Fontana, abbia deciso di dedicare proprio ai pattern una rubrica fissa, Pattern Matters, sul suo sito. “Ci sono almeno un paio di ragioni per cui abbiamo deciso di realizzare una sezione del sito in cui, con cadenza settimanale, presentiamo pattern inediti e realizzati in esclusiva per il nostro sito” racconta Fontana: “La prima ragione è che ci piace molto l’idea di una vetrina in cui ospitare artwork differenti che poi, quasi come i wallpaper in una location, ‘rivestono’ la nostra homepage. È un modo, quindi, di dialogare con tanti professionisti e artisti della nostra community, facendone apprezzare il lavoro. In secondo luogo, i pattern, nella loro essenza di elementi modulari reiterati a schema fisso o variabile, possono essere interessanti non solo per designer o illustratori: nelle prossime settimane ospiteremo fotografi, artisti materici, appassionati di tessile, esperti di 3D o digital processing. E sarà divertente costruire combinazioni o collaborazioni mescolando tecniche e supporti differenti. Infine è sempre un modo di raccontare storie italiane, che è il cuore della nostra proposta. Storie che riguardano i realizzatori ma anche i temi o i soggetti toccati. Che spesso sono inaspettati e sorprendenti per noi stessi”.

Le nuove proposte

Esattamente come per Italianism, tanti sono gli artisti e i designer che hanno fatto in tempi recenti della geometria non sempre troppo convenzionale il fulcro del loro lavoro. E’ il caso di Sigrid Calon: da un lato, la designer non si definisce una pattern-maker, ma dall’altro sostiene che i pattern “fanno semplicemente parte di me e del mio lavoro”. Insomma, impossibile prescinderne. E impossibile non citare poi la collezione di carta da parati di Eley Kishimoto caratterizzata da dodici pattern diversi, ognuno disponibile in differenti colorazioni. Oppure i mobili ipnotici di Charles Kalpakian, designer libanese classe ’82 che è riuscito a rendere in 3D le geometrie di diversi pattern già famosi. Con Kalpakian, il mondo dei pattern vive in effetti la sua più recente e ardita rivoluzione.

Cartoleria

Gli amanti di quaderni e agende non possono perdersi Write Sketch &, marchio di stationary nato a Milano nel 2015 dalle menti di Matteo Carrubba e Angela Tomasoni. Le loro collezioni di notebook dai colori sgargianti e con disegni geometrici raffinati sono un vero e proprio inno al postmoderno. Ennesimo esempio di quanto pattern con struttura e colori ben studiati possono essere in grado di comunicare una forte idea espressiva.

Sui social

Se invece inseguite la moda e le nuove tendenze sui social, ecco alcuni siti con profili instagram dedicati proprio ai pattern. Patternity, con oltre 50 mila follower, è specializzato nella raccolta di pattern celati nella vita di tutti i giorni. The Design Library è invece la pagina del più celebre archivio mondiale di pattern. La library ha sede a New York ed è visitata continuamente dai creativi dei principali brand della moda, a caccia di motivi d’antan da cui prendere ispirazione. Eating Patterns è infine il profilo che dimostra come anche il cibo possa essere utilizzato per la creazione di pattern innovativi. Buoni anche per il palato, insomma.