Daniele Lago: al Salone il mio design gentile che non taglia fuori nessuno | CieloTerraDesign
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Daniele Lago: al Salone il mio design gentile che non taglia fuori nessuno

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Il patron del brand in Fiera con i progetti di interior per otto donne

Nelle sue ultime uscite pubbliche, abbiamo visto Daniele Lago presentare un volume, Never stop designing spaces, edito con Rizzoli, in cui ripercorre la bellezza dei borghi italiani come in un Grand Tour d’altri tempi, ma all’insegna del design. E, poi, illustrare il resort alle Maldive interamente arredato dal suo brand per Cocoon. Il Salone e il Fuorisalone sono l’occasione per una delle più creative aziende italiane dell’arredamento per consolidare l’immagine di brand vivace e multitasking. Un’azienda il cui fatturato cresce di pari passo con l’impatto sociale (e social) delle sua proposta. E che ora si misura con il tema della gentilezza. Partendo, evidentemente, dall’assunto che in giro ce ne sia meno del dovuto.

Che cosa propone Lago al Salone?

“Una riflessione sulla gentilezza: che cos’è? Da dove viene? Dove si trova? Qui a Lago ci siamo fatti queste domande che, credo, la nostra società dovrebbe farsi più spesso. Il potere della gentilezza prenderà forma nei 500 metri quadrati allestiti al Salone del mobile con otto interior di otto donne straordinarie e gentili. Tra tutte, l’etoile Carla Fracci, che tuttora usa allenarsi in zona notte al mattino. Altre donne saranno raccontate attraverso le loro case gentili: la scrittrice Chiara Gamberale, la pallavolista Maurizia Cacciatori, l’architetto e designer Cristina Celestino, Lella Golfo di Fondazione Belisario, Camilla Lunelli di Ferrari, la fashion designer Patrizia Pepe. Intesa San Paolo contribuisce con cinquanta smartworkers per sensibilizzare sulle questioni femminili nel mondo del lavoro. Da sempre, come dimostra questo allestimento, intendiamo il design come uno strumento di trasformazione sociale con cui indagare temi rilevanti, anche dal punto di vista, appunto, sociale. Per dire, sul tema della gentilezza abbiamo studiato con Luisa Collina del Politecnico di Milano e i suoi allievi”.

Che cosa ti aspetti in generale da questa Milano Design Week?

“Tanta gentilezza, conferme e nuove prospettive di crescita”.

Un tuo amico ha solo 24 ore e ti chiede un consiglio: Salone o Fuorisalone?

“Di giorno Salone, di sera Fuorisalone. Ventiquattro ore bastano”.

Due nomi da seguire?

Sara Ricciardi e Sara Ferrari, entrambe ex Lagostudio”.

Due locali che consigli?

“Ristorante Erba Brusca e 7Gr per un buon caffè”.

La più grande scoperta, anche umana, che hai fatto al Salone o al Fuorisalone?

“L’inclusività del mondo del design è straordinaria, soprattutto se comparata con altri mondi molto più chiusi, che non fanno entrare l’esterno”.

L’oggetto più bello che hai acquistato alle design week milanesi?

“Purtroppo non ho tempo per dedicarmi agli acquisti”.