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15 aprile 2018

Daniele Lago: sfido la gravità nel segno di Leonardo

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L’imprenditore e designer tra tavoli con un piede solo ed eventi ispirati al genio del Rinascimento

 

Dopo la gentilezza, tema della passata Design week di Lago, il brand veneto più pop e aperto alle contaminazioni culturali porta al Fuorisalone quello che, più che uno slogan, sembra un vero e proprio mantra: Never stop looking beyond, mai stancarsi di guardare oltre. Un’esaltazione del mito di Leonardo e dell’uomo rinascimentale, e dunque di un’era in cui i saperi, le esperienze e i mestieri si mischiavano, rendendo i destini degli esseri umani e della storia più imprevedibili. Anche per questo motivo, Lago ha deciso di sostenere le aperture serali del Cenacolo per la settimana del design. E, tra le altre iniziative, ha raccolto l’invito di Italianism a ospitare Come si dice pattern in italiano?, l’allestimento nell’Appartamento di via Brera 30 con quarantadue pattern commissionati ad altrettanti creativi emergenti italiani. Al Salone, invece, Lago porta una collezione di mobili in cui spicca Bold, il nuovo tavolo che sembra voler sfidare la forza di gravità, giocando su un sorprendente effetto di sospensione, sostenuto come è da un solo supporto decentrato in grado di reggere il peso del top ultra sottile.

Che cosa rappresenta il Cenacolo di Leonardo per Daniele Lago?

“Un cambio di paradigma: quando tutti si preoccupavano di dipingere le persone e i luoghi, Leonardo dava importanza all’aria e alla tensione che si respirava negli ambienti. Più che l’opera stessa, è sempre stata la figura di Leonardo ad affascinarmi, sin da quando ero bambino. Per me è sempre stato un’icona di innovazione, un personaggio che ha generato cambiamenti paradigmatici nei campi in cui ha operato”.

Che cosa vuol dire Never stop looking beyond per un designer nell’Italia di oggi?

“Significa avere la capacità di immaginare un futuro del mondo e della società. In questa capacità, che deve essere legata a valori specifici, deve esserci e risaltare tutto il valore dell’umanità. Essere designer significa non solo sviluppare oggetti, ma anche aiutare gli imprenditori a sviluppare le imprese con azioni che rendono possibile il futuro che immaginano, mettendo a terra il pensiero in potenza. Se facessi solo il designer, credo che vorrei contribuire in termini intellettuali, culturali e progettuali a sviluppare l’impresa”.

Come sarà la settimana dell’azienda Lago?

“Quest’anno cercheremo di essere internazionali nell’offerta e di aumentare le quote nei mercati esteri. Torneremo, dopo diverso tempo, a presentare arredi con un alto contenuto di innovazione, ma al contempo vogliamo semplificare l’offerta di prodotto. Mi aspetto sicuramente concretezza e di fare riflessioni legate al progetto di Leonardo che credo contribuirà a creare nuove relazioni, nuove chiacchierate. Per quanto riguarda il Salone, è un momento molto interessante, perché affronta e raccoglie mondi differenti e offre un grande valore alla città e alla community del design, soprattutto con la vitalità del Fuorisalone, ma non credo riuscirò a godermi la fiera…! La settimana del design è uno dei doppi motori che hanno permesso a Milano di essere uno dei leader mondiali nel settore”.

Un posto del cuore a Milano durante la settimana del design, oltre ai luoghi di Lago.

“Direi il Distretto di Brera, uno dei quartieri più interessanti e unica realtà del Fuorisalone che è stata in grado di equilibrare innovazione, serietà e solidità”.