Design low cost: la sedia fratelli Bouroullec per Hay | CTD
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Mario Alessiani

24 aprile 2018

Il nuovo design low cost firmato Bouroullec

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La sedia in plastica dei fratelli francesi per Hay: eccezione o inversione di tendenza?

 

Torno dalla Design week milanese con una certezza, se ancora ce ne fosse bisogno: che il tempo del design vintage non è finito e che le donne ne sono le portabandiera.

Tra addetti ai lavori s’è parlato moltissimo, per fare qualche nome, di Nika Zupanc (presenza fissa da Rossana Orlandi, quest’anno con una nuova collezione di sedie), di Elena Salmistraro e di Sara Ricciardi. Di quest’ultima avevo notato un post su Instagram con un enorme pallone colorato senza capire di che cosa si trattasse, poi sono andato a vedere la sua installazione Arcadia per Alice Stori Liechtenstein alle 5Vie e sono rimasto ammirato. Anche l’omaggio di Elena Salmistraro ai maestri dell’architettura mi ha incantato. Del resto, della prevalenza del gusto femminile nel design contemporaneo avevo già scritto qui.

Le sedie Elementair dei fratelli Bouroullec per Hay

Le sedie Elementair dei fratelli Bouroullec per Hay

E il prodotto?

Tutti d’accordo sulle installazioni, dunque: ma le novità in arrivo dal mondo del product? In questa esaltazione del bello ho avuto la sensazione che siano passate un po’ in sordina le vicende progettuali che eppure hanno riguardato grandi designer internazionali come Jasper Morrison, Konstantin Grcic o i fratelli Bouroullec. Questi ultimi in particolare hanno lanciato per Hay una sedia in polipropilene, Elementair, all’apparenza molto semplice. C’è chi giura di aver visto nei giorni precedenti il Salone un post sul profilo instagram di Ronan con la sedia e la dicitura “99€”, senza ulteriori dettagli, neanche sul marchio. Quel post, se mai è esistito, non c’è più. Resta però la sedia e il segnale molto importante lanciato con questo pezzo (e prezzo). Un messaggio che arriva dal mondo ultraufficiale e patinato della Design week (in cui i Bouroullec hanno un posto in prima fila) e viene messo in circolo da due top player. Il concetto è: può esistere una qualità che costa, se non poco, almeno non troppo? La risposta è sì.

Svolta semi-low cost

Sull’Instagram di Hay, Ronan Bouroullec spiega la genesi della sua creatura lamentandosi di quanto siano brutte le sedie in plastica in giro per i bar di mezza Europa e spiegando di aver voluto provare a invertire la tendenza con qualcosa “di giustamente bello”. Bello sì, ma anche più accessibile della media rispetto ai pezzi di design.

Questo vuol dire che forse nel mondo del design che conta s’inizia a pensare anche alla sostenibilità del prodotto in termini di costo? E che la sedia dei Bouroullec per Hay è una risposta alla tendenza sharing dei millennial che, anziché comprare, scambiano e affittano rinunciando ai feticci sempre più cari che hanno conquistato le generazioni precedenti?

sedia dei Bouroullec per Hay

Hay

Come a tavola

Mi piace pensare di sì. E mi piace pensare anche che nel design tornerà presto a funzionare un po’ come nell’industria del food, dove gli chef stellati preparano piatti concettuali e buonissimi, vendendo, più che cibo, esperienze a caro prezzo, mentre il grande pubblico, fatto anche di intenditori, continua a gustare ottime cacio e pepe spendendo molto meno.

Sì, una cacio e pepe per tutti. Del resto è lo stesso Ronan Bouroullec a usare la metafora della pasta a proposito della sua sedia: un piatto semplice ma ottimo se ben cucinato. Non dico che bisogna replicare all’infinito la stessa ricetta, ma che se ne possono creare di nuove usando ingredienti semplici e facilmente lavorabili. Se dietro al post con cui Ronan Bouroullec ha spoilerato la sua stessa creatura si nasconde l’inizio di una nuova era, lo sapremo presto. Intanto possiamo tornare a sperare in un design bello, buono e per un pubblico più ampio possibile.