Da Shining agli Uccelli, il designer che mette al muro l'horror | CieloTerraDesign
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Da Shining agli Uccelli, il designer che mette al muro l’horror

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I diorami in cornice di The Smallest Boy ispirati ai film horror

Un giorno forse qualcuno saprà spiegare perché ci piace così tanto essere spaventati, quale meccanismo si nasconde dietro il nostro sorriso compiaciuto per qualcosa che ci fa tremare, come quando, per esempio, guardiamo e allo stesso tempo cerchiamo di non guardare la scena di un film horror. Nessuno di noi ha la risposta.

Sappiamo solo che questi film ci hanno cambiato. Dopo aver visto Psycho, non ci siamo più infilati sotto la doccia con la stessa spensierata ingenuità di prima, così come, dopo aver visto Shining, quelle due sorelle gemelle a scuola, prima tanto simpatiche, abbiamo iniziato lentamente ad evitarle. Alcuni di questi film fanno parte di noi, del nostro passato e del nostro immaginario, tanto quanto i nostri più personali ricordi d’infanzia.

Deve avere pensato proprio questo Rubén Martínez, designer spagnolo di Santander, quando ha iniziato a creare diorami che rievocano e talvolta rappresentano fedelmente alcune fra le immagini dei più grandi capolavori horror del cinema di tutti i tempi.

Hitchcock e la celebre spirale della copertina di Vertigo o la cabina telefonica su cui piomba lo stormo impazzito di Uccelli prendono corpo e volume nei diorami di Martínez, vere e proprie minature in tre dimensioni, realizzate completamente in carta.

Che cosa lo ha portato all’idea dei diorami cinematografici?

“Quando ho deciso di iniziare a creare diorami, ho subito preso come punto di partenza scene cinematografiche e i ricordi che avevo di alcuni film. La nostalgia verso passato e il mio amore per il cinema mi riportano ai film della mia infanzia, che non mi stanco mai di rivedere. Il mio obiettivo nel rappresentare un film in una sola immagine è evocare lo spirito del film, concentrare l’emozione che può suscitare in una sola scena”.

Perchè ha scelto una tecnica così old fashioned come i diorami invece di una più moderna come, ad esempio, la stampante 3D?

“Mi sento molto più a mio agio a lavorare con la carta, che ho sempre utilizzato nel mio lavoro di designer.

Credo che la stampa in 3D per ora non riesca ad ottenere la precisione del dettaglio che raggiungo lavorando con la carta e il risultato finale è molto più d’effetto. E poi ancora una volta la nostalgia per i bei tempi mi ricorda di quando da piccolo lavoravo con la carta e mi divertivo a fare paper cut-out”.

Quali film hanno influenzato la sua visione e la sua produzione?

“Ci sono migliaia di film, dai classici film espressionisti tedeschi ai registi come Wes Anderson, Billy Wilder, Woody Allen, Scorsese, i fratelli Coen… Sono attratto dalle storie ben raccontate, soprattutto di finzione, ma per rendere i diorami visivamente interressanti è importante che l’immagine rappresentata sia ricca di suggestioni visive”.

Chi compra le sue opere?

“Di solito giovani legati all’arte, al design e, naturalmente, ai film. Molte opere sono state vendute fuori dalla Spagna, soprattutto negli Stati Uniti”.

Quali sono i suoi progetti futuri?

“Ho in mente tantissime idee nuove che voglio rappresentare, voglio dedicarmi a suggestioni differenti e a nuovi formati”.

Con il suo brand The Smallest Boy Martínez ha creato un mondo in miniatura in cui i nostri sogni ( o incubi) d’infanzia rivivono nel nostro presente, cose piccole per gente grande.