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Talenti under 35, dove trovarli alla Design Week senza Salone Satellite

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Dai laureati di tutto il mondo al Supersalone allo spazio per i talenti di Pianca & Partners

Non è semplice parlare di giovani designer alla vigilia di questa Design Week. Innanzitutto perché il Salone Satellite, la piazza che dal 1998 ha fatto incontrare diecimila progettisti under 35 con i talent scout delle aziende e dato un destino di mercato a migliaia di sogni e prototipi, non avrà luogo, sostituita, nell’anno del Supersalone, da The Lost Graduation, la mostra a cura di Anniina Koivu aperta alle scuole internazionali di design: un’iniziativa che si preannuncia interessante più per i suoi aspetti culturali che commerciali. L’altro motivo è che i discorsi sui giovani spesso si lasciano dietro – nel design come in altri campi – quella scia un po’ moralistica cui in genere segue qualche promessa e poco altro di buono. 

Finemateria, il poliuretano come un minerale estratto. A Isola

Ma dove saranno, appunto, i talenti under 35 quest’anno? Una bella storia è quella di Stefano Bassan e Gianluca Sigismondi, il duo milanese di Finemateria. Classe ’96, laureati in Product Design nel 2019 allo Ied di Milano, iniziano a collaborare da studenti, poi nello studio Cara\Davide lavorano a diversi progetti (per Rinascente) e ad autoproduzioni. Lo scorso ottobre la giuria internazionale di EDIT Napoli elegge il loro come miglior prodotto inedito. Proprio da quell’esperienza, Comfort/Uncomfort, basata sugli scarti industriali, muove il progetto Window Display Foamy Fantasy, presentato a Vetrina Spaces Isola. Il punto di partenza è, appunto, la valorizzazione degli scarti, considerati qui come una sorta di gioiello grezzo, di minerale da estrarre e squadernare. Il poliuretano espanso, in particolare, è indagato dalla dimensione micro fino a larga scala secondo quattro differenti oggetti e interpretazioni, fino a diventare tappeto. Insomma: da materia, altra materia.

Emerging Lines, lo spazio per i talenti di Pianca & Partners

A Pianca & Partners va il merito di avere pensato a Emerging Lines, un format riservato proprio ai giovani designer che prende il via in questa Design Week. “Emerging Lines è un segno della fiducia verso nuove forme di creatività, per favorire opportunità di contatti, stimolare il confronto e la crescita di inedite collaborazioni, in un momento emblematico come quello della Design Week. Pensiamo sia giusto dare spazio anche a nuovi talenti in un momento centrale per il settore, come quello della Milano Design Week di settembre”, spiega Aldo Pianca. Nota a margine, ma tutt’altro che marginale: l’allestimento è a cura di Calvi Brambilla.

Un Manico che arriva da lontano

I tre designer della prima puntata sono Giuseppe Arezzi, Maddalena Salvini e Flatwig Studio. Del primo spicca Manico, un progetto di qualche anno fa frutto del ripescaggio deciso su spinta della gallerista Margherita Ratti. Il nome della poltrona deriva dai manici degli attrezzi di campagna ormai in disuso. Una seduta che si ispira alla vita agreste e alla tradizione vernacolare: un inno alla cultura siciliana – Arezzi è ragusano – più autentica e semplice. Nel segno della riduzione, si compone di elementi essenziali: struttura di frassino, due cuscini e cinturini in cuoio naturale.

Dai vimini al feltro nel nome della sostenibilità

Selvini porta a Emerging Lines Chest, parola che deriva dal greco Kiste e indica la scatola, un contenitore in vimini. Ma chest è anche la parola inglese che identifica il torace, lo spazio cavo che contiene i nostri organi vitali. La collezione di cestini, realizzata a partire da un pannello di legno precomposto flessibile, tagliato al laser, unisce i due significati per contenere ciò che ci dà vita.

Con Feel Felt, la designer riscopre invece le antiche caratteristiche del feltro: attraverso la creazione di stampi in tessuto è possibile realizzare già in fase di lavorazione oggetti tridimensionali, saltando alcuni passaggi e riducendo gli sprechi. Tutti ricavati dalla stessa lastra. Un progetto sostenuto, nella ricerca e nella produzione, dal Feltrificio Biellese.

Il set per il punch e le onduline

Mama Punch di Flatwig Studio, infine, è un set per servire il punch, realizzato interamente a mano, composto da una serie di elementi in vetro borosilicato soffiato e da un vassoio in jesmonite, mentre Ondula Clothes Stand e Ondula Coffee Table sono un portabiti e tavolino smontabili, disegnati utilizzando l’ondulina in verticale per sfruttarne le caratteristiche di stabilità. Un modo per rileggere l’impiego industriale della lamiera ondulata e renderlo domestico e fruibile.

AMArchitectrue da Antonia Jannone

Un progetto di giovani aperto ai giovani è F/A FakeAuthentic Iconic Ironic a cura di AMArchitectrue, al via il 7 settembre alla galleria di Antonia Jannone. Lo studio di Stefania Agostini e Luca Mostarda ha lanciato nel 2019 un concorso aperto a giovani creativi da tutto il mondo perché, attraverso un oggetto d’uso quotidiano, riflettessero sul tema FakeAuthentic. La mostra è diventata itinerante viaggiando tra Italia e Svizzera e la quarta edizione è quella in programma alla Design Week. “AMArchitectrue mette quotidianamente a confronto il proprio entusiasmo di giovani architetti con le difficoltà di affermarsi in un panorama straripante di proposte e ostacoli”, spiegano i curatori. “Per questo ci siamo dati come target per la Milano Design Week: per offrire la possibilità a una collettività di talenti emergenti, selezionati da un bando aperto, di presentare pubblicamente le proprie capacità e idee attraverso la realizzazione di pezzi di design”.

A Discovering di Superstudio Più l’acciaio riciclato da Sapiens Design

Vale la visita, nella sezione Discovering di Superstudio Più a cura di Fulvia Ramogida, anche il lavoro di Sapiens Design (Gloria Gianatti e Alessandro Mattina) per Nestart, una startup fondata sull’economia del riciclo: le collezioni prendono forma dal recupero della materia, modellata dall’acciaio di scarto industriale, opportunamente trattato. 

 

Le Super Superfici quarant’anni dopo Memphis

Che cosa succede se due art director (Giulio Iacchetti e Matteo Ragni, per Abet Laminati) chiedono a otto designer under 35 di ispirarsi a Memphis nel quarantennale del movimento per impiegare il laminato con la stessa radicalità che contraddistinse Sottsass & Co. Il risultato – ne parleremo diffusamente più avanti – sono otto creazioni che fungono da termometro della visionarietà di alcuni tra i migliori talenti italiani.

Tappa imperdibile, per chi è a caccia di fermenti, è ovviamente Base in Tortona, che quest’anno è un po’ l’epicentro delle iniziative di riflessione sull’abitare del futuro. 

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