Effimero Barocco, la bellezza di Roma in una collezione di carte da parati - CTD
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Effimero Barocco, la bellezza romana in una collezione di carte da parati

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Dall’arte alla grafica e all’interior: il progetto di wall covering di tre architetti ispirato alle feste del XVII secolo

Si chiama Effimero Barocco, è una linea di carte da parati pensata per gli interni e ispirata a un fenomeno artistico e culturale preciso: le decorazioni che nel XVII secolo furono pensate per le feste barocche di Roma, eventi effimeri che mobilitavano artisti e maestranze, impegnati a realizzare archi di trionfo, portali, macchine sceniche, giostre in grado di esaltare la magnificenza della Città Eterna. Abbiamo parlato della collezione, che è anche una chiave di lettura della tendenza dell’interior contemporaneo verso la personalizzazione, con Cecilia Anselmi, che firma la linea insieme ad altri due architetti, Carlo Pianosi e Fabio Gasparri.

Perché proprio un progetto di wall covering per gli interni ispirato al barocco romano?

Effimero Barocco nasce innanzitutto dalla volontà di mettere in comune le nostra professionalità di architetti con gli altri interessi (arte, fotografia, grafica, Roma stessa) che ognuno di noi coltiva in parallelo. Fabio Gasparri, oltre che architetto, è fotografo e socio del brand di fashion design Alessandra Giannetti, Carlo Pianosi ha lavorato diverso tempo come me alla progettazione urbana e negli ultimi anni si è concentrato maggiormente sugli interni. Io ho sempre affiancato l’attività professionale e di ricerca con l’insegnamento e dal 2015 porto avanti una mia ricerca grafica e critica con la serie di collage della Linea Rossa  al centro, nel 2018, della mostra Concetto Lineare da DMake a Roma con MOTOREFISICO. Effimero Barocco è anche in questo caso un progetto collettivo che nasce dalla complicità di tre individualità con l’obiettivo di mettere in comune le esperienze, le conoscenze, le passioni di ognuno coniugandole con i gusti condivisi per l’eclettismo contemporaneo, che riteniamo essere la compagine più interessante dell’interior design, e non solo, di questi ultimi anni. 

Tra astratto e figurativo, optate con decisione per  il secondo. Perché?

Abbiamo voluto dare luogo a un prodotto grafico, per un design degli spazi  interni non statico o autoreferenziale ma evolutivo, capace di rispondere alla richiesta crescente nel mercato per l’habitat che ha visto negli ultimi anni un ritorno della mescolanza di stili all’interno dei paesaggi domestici in controtendenza alla piattezza di un modernismo monotono, omologato e senza carattere. A questo abbiamo unito la nostra passione per il rétro, per gli anni 60 e per quella visionarietà che ha caratterizzato una stagione felice della nostra storia non proprio recente. Il metodo della campionatura e rimontaggio libero di frammenti che fu di Piero Fornasetti, le trame geometriche di Gio Ponti che ritroviamo a diverse scale dalle ceramiche per rivestimenti fino alle piante dei suoi edifici, gli accostamenti surreali negli interni di Carlo Mollino, le “forme astratte della scultura e dell’architettura barocca” di cui scriveva Luigi Moretti nei pochi numeri della rivista Spazio agli inizi degli anni 50 sono riferimenti imprescindibili, evocati in questa collezione che abbiamo voluto anche come tributo al lavoro di coloro che sono stati i fautori di un ritorno della decorazione nel progetto degli interni e dell’arredamento verso la metà del 900. Effimero Barocco vuole essere la riscoperta dell’iconografia dell’epoca barocca ma è anche una rielaborazione grafica e libera in chiave contemporanea di frammenti di immagini. Queste sono fotografie originali, quelle che Fabio in particolare scatta continuamente anche in maniera compulsiva girando per Roma, di architetture come Sant’Ivo alla Sapienza, San Carlo alle Quattro Fontane di Francesco Borromini, la cappella Paolina al Quirinale o affreschi come la volta di Andrea Pozzo nella chiesa di Sant’Ignazio, dipinti come la Giostra dei Caroselli Barocchi a Palazzo Barberini di Filippo Gagliardi e Filippo Lauri conservato a Palazzo Braschi, oppure incisioni di apparati effimeri e altari sacri. Opere emblematiche del barocco romano che abbiamo voluto rimettere in scena e interpretare nelle texture o nei trompe-l’oeil di questo progetto grafico. Una collezione incrementabile, adattativa, e con un certo margine di personalizzazione possibile.

Roma è ancora fonte di ispirazione. Perché avete pescato indietro di secoli e non nel contemporaneo con cui questa città fa i conti poco e male tutti i giorni?  

Abbiamo capito che a Roma non si può calare la contemporaneità dall’alto come in qualsiasi altro luogo del mondo. C’è bisogno di trovare un modo di declinare il contemporaneo che sia conciliabile con un patrimonio figurativo e un immaginario sconfinato troppo forte che appartiene a questa città, in una mescolanza inedita e originale che al contempo possa essere di ritorno riconoscibile ed esportabile ovunque nel mondo. Effimero Barocco prende spunto dal pensiero artistico che caratterizzò il periodo tra il XVII e il XVIII secolo lasciando tracce indelebili nell’arte di gran parte d’Europa. Abbiamo preso spunto dalla temperie metaforica di quella stagione delle arti per sviluppare un catalogo di grafiche dedicate a un grande fenomeno di cultura, sotto il segno della civiltà dell’immagine, della gioia e del trionfo della città. Qualcosa di molto lontano con quanto accade oggi certamente. E di questo siamo consapevoli. Ma la nostra vuole essere una provocazione bonaria che speriamo sia utile a innescare pensieri, fantasie, visioni positive della cui mancanza la nostra città soffre da tempo. E lo si può fare anche proponendo un prodotto per arredare le nostre case. E il riferimento alla storia non è una fuga autoreferenziale per non affrontare il nuovo, ma un voler ribadire che l’arte è sempre in ogni sua epoca una fonte inesauribile di ispirazione sia per reinventare in maniera vitalistica il presente che per immaginare il futuro.

 

 

Che cosa succedeva per queste feste effimere?

“Roma Gran Teatro del Mondo Barocco” è lo scenario urbano del XVII secolo, ovvero lo sfondo ideale per l’ambientazione di feste e cerimonie laiche e religiose in occasione delle quali furono realizzati a Roma grandi apparati effimeri nelle strade, piazze, chiese dai più noti architetti del tempo. Queste feste erano accomunate da alcune caratteristiche come l’ambientazione che era quasi sempre la città. Nell’ambiente urbano si susseguivano processioni e parate, si posizionavano archi trionfali lungo le strade, apparati decorativi e mobili sulle facciate di palazzi, case e chiese. La città con i suoi spazi e le sue architetture era protagonista degli eventi. Questa serie di disegni per carte da parati è ispirata quindi alla potenza immaginifica di Roma che riesce ancora oggi con la sua bellezza senza tempo ad influenzare la creatività degli artisti contemporanei proprio perché nel corso dei secoli fino al barocco non ha mai cessato di ricreare sulle sue rovine e nel suo lascito di frammenti una immagine di città-mondo in continua evoluzione. 

La collezione sarà estesa ad altri supporti o oggetti, oltre alle carte da parati?  

Ci rivolgiamo a chi voglia portare ovunque nel mondo, all’interno della propria casa, del proprio ufficio o dei luoghi del tempo libero e nei negozi un po’ dell’atmosfera visionaria e scenografica di una stagione felice delle arti. È un progetto su cui stiamo già lavorando da circa un anno, e che il 30 ottobre a Roma in occasione della Rome Art Week nella sede di Studio Room 28b, base romana del nostro gruppo nel rione Monti, abbiamo presentato ad un pubblico di addetti ai lavori con un allestimento dedicato alle stampe su alcuni prototipi di carte da parati. Partner tecnico è Decorum  Wallcoverings & JdS StudioDesign un’azienda laziale che ci permette di stampare a qualsiasi scala dimensionale.  Il progetto è però pensato per evolversi e andare oltre questo ambito specifico aprendosi alla riproducibilità delle grafiche su diversi tipi di supporti, materiali di rivestimento e finitura per gli arredi. Questi possono essere adattati e progettati ad hoc ex novo in base alle esigenze del cliente o modificati, restaurati o riadattati a nuovi usi, mantenendo la natura di un progetto dedicato prevalentemente al decor e al design degli interni.