Il tour della luce tra emozione e funzione - CTD
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Paolo Casicci

19 aprile 2019

Emozione o funzione? Il tour che getta una luce sul lighting design

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Giorgia Brusemini, designer e blogger: con i miei itinerari guido il pubblico a districarsi tra centinaia di proposte

La luce, o meglio il lighting design, è stata protagonista dell’ultimo Fuorisalone milanese. Non soltanto perché il 58esimo Salone segnava la presenza di Euroluce (in alternanza biennale con Eurocucina), ma anche per la quantità di installazioni nei vari distretti che partivano proprio dalla luce per costruire percorsi emozionali.

Difficile orientarsi nella grande offerta di mostre e allestimenti, a meno di non seguire il fil rouge di Giorgia Brusemini, lighting designer che attraverso il blog Ogni casa è illuminata, una rubrica sulla rivista Casa Facile e i light tour organizzati periodicamente a Milano dipana la matassa di proposte che mettono al centro l’illuminazione. Proprio in occasione della settimana del design conclusa da poco, Giorgia ha organizzato un light tour per dieci persone, costruendo un itinerario particolare.

“Il #MilanoLightTourMDW2019 nasce da un bisogno percepito che da anni aleggia sopra questa frenetica settimana: nel tempo che ho a disposizione voglio riuscire a vedere quello che è più interessante per me, senza perdere troppo tempo per accedere a location che poi si rivelano deludenti. Occupandomi di lighting design e essendo l’anno di Euroluce, ho pensato di costruire un percorso tematico che facilitasse tutte quelle persone interessate principalmente al settore luce e alle sue novità. Dopo aver raccolto, nelle settimane precedenti il Salone, informazioni dettagliate su eventi ed esposizioni, anche non strettamente legati ad aziende del settore, ho scelto quello che mi permetteva di far vivere un percorso trasversale fortemente esperienziale ed emozionale legato alla luce. Tralasciando tutti gli aspetti logistici e organizzativi necessari per garantire ai partecipanti di godersi il tour agevolmente e senza intoppi, lo step successivo è stato quello, ad apertura della settimana, di verificare che le location e le esperienze che avevo selezionato fossero realmente quello che mi era stato raccontato. E qui devo ammettere che qualcosa è stato eliminato. Alla fine ho individuato le mie dodici tappe. Ne è risultato un ‘percorso di luce’ ( e anche un po’ un percorso vita…) da coprire a piedi o in metropolitana (da evitare i mezzi in superficie) della durata di sei ore, fluido, perfetto, che intervallava esperienze immersive a esposizioni più tradizionali legate da un unico racconto trasversale da me proposto con l’obiettivo di informare e sensibilizzare alla buona illuminazione e la diffusione della cultura della luce”.

Il primo passo è selezionare mostre ed eventi, poi verificare che location ed esperienze scelte mantengano davvero quello che promettono. Non tutte passano questo filtro. Durante la Design Week ne ho individuate dodici e le abbiamo esplorate in sei ore alternando esperienze immersive a proposte più tradizionali

Ecco le tappe del tour spiegate da Giorgia.

Leading with light in Zona Tortona, di Lexus con lo studio giapponese Rhizomatiks, ha messo in scena una meravigliosa performance che combinava luce dinamica, danza e robotica avanzata. L’ambiente teatrale immersivo prevedeva una seconda parte di interazione diretta del pubblico con la luce dinamica.

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Lexus con lo studio giapponese Rhizomatiks, zona Tortona

La seconda tappa, Delta Light Studio Milano, ancora in Tortona, era una visita allo Smart Lab, cuore del nuovo showroom dell’azienda belga del settore dell’illuminazione architettonica, accompagnati da Giuseppe Iacobino director – lighting advice division dell’azienda. Lo Smart Lab permette di simulare in maniera chiara gli effetti di luce che si possono ottenere attraverso l’utilizzo dei diversi apparecchi.

La terza tappa era The Light Experience, presso The Light Gate, la nuova sede iGuzzini progettata da Atelier(s) Alfonso Femia in Brera. All’interno di questo spazio permanente dedicato alla sperimentazione della luce abbiamo assistito a uno spettacolo di luce e musica realizzato attraverso l’utilizzo degli apparecchi dell’azienda, intervallato da indicazioni e consigli pratici per ottenere determinati effetti luminosi. Un esperienza coinvolgente ed al contempo istruttiva.

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The Light Experience, iGuzzini

Poi abbiamo visto Aglow di Liz West, installazione urbana realizzata in collaborazione con Nemozena, il marchio ispirato all’empowerment femminile, in piazza Belgioioso. L’arte ha la capacità di toccare alcune corde come nient’altro. Lo abbiamo provato di fronte a questa installazione che sfrutta la luce naturale riflessa. L’opera composta da centosessantanove ciotole di forma emisferica fluorescenti di colori acrilici disposte a terra in un disegno esagonale è il risultato della ricerca continua dell’artista sulla relazione tra colore e luce e la sua ossessione per i materiali che migliorano la percezione dell’opera da parte degli spettatori.

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Aglow di Liz West, in collaborazione con Nemozena, piazza Belgioioso

La quinta tappa era Il tempio della luce, allo showroom di Viabizzuno in Brera. Un faccia a faccia con la poetica del fondatore dell’azienda Mario Nanni, che permea ogni progetto e nuovo prodotto presente all’interno dell’allestimento architettonico e scenografico realizzato con una struttura autoportante elettrificata. Uno sguardo anche al ricco progetto editoriale che affianca ogni prodotto e ad uno strumento indispensabile: il nuovo Manuale della Luce03.

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Viabuzzuno, Brera

La sesta tappa sono state le Riflessioni Intono di Luce & Light, sempre in Brera: un piccolo allestimento disegnato da Vi+M Studio che permetteva al visitatore di sperimentare le due innovazioni che caratterizzano la nuova applique presentata dall’azienda: il mimetismo e la smart speaker conformity. Con la nostra voce abbiamo controllato luce e musica emessa dalle singole applique esposte.

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Luce & Light, Brera

Siamo poi andati in piazza Lino Bo Bardi per Dyson Engineered for you The Mall, per vedere dal vivo e in anteprima la nuova lampada Dyson Light Cycle che rileva e riproduce negli interni la luce naturale del luogo in cui si trova. Un vero concentrato di design e tecnologia. Speciale è stata la presenza degli ingegneri di Dyson, che raccontavano, attraverso semplici dimostrazioni pratiche, le tecnologie inserite nella lampada, ad esempio la tecnologia Heat Pipe per mantenere invariata la qualità della luce dei led per 60 anni.

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Dyson Engineered for you The Mall, piazza Lina Bo Bardi

L’ottava tappa era All New di Modular Light Instrument e Lensvelt in Ventura Centrale. L’azienda belga esperta di illuminazione architettonica ha realizzato un’installazione luminosa che ha trasformato il tunnel di Ventura Centrale in un teatro d’atmosfera. Uno spazio quasi onirico avvolto in una sottile nebbia: questa semplice e raffinata idea ha reso visibili gli immateriali fasci di luce emessi dalle lampade presentate.

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Modular Light Instrument e Lensvelt, Ventura Centrale

La nona tappa era Sky frame – A piece of Sky: entrando in una sorta di imbuto a specchio esagonale, grazie a superfici traslucide e apparecchi luminosi, ci siamo staccati dalla terra e siamo stati catapultati in una nuova dimensione che evoca immagini del cielo, dell’universo e nelle orecchie i suoni della rotazione terrestre registrata dalla Nasa.

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A piece of sky, Ventura Centrale

Ancora, con Come to Light della nuova azienda italiana Aria abbiamo visto un’installazione ipnotica dello studio creativo Unstatic Technologies che si presentava come un grande cubo in wireframe realizzato con il sistema lineare ‘trentacinque’ e capace di disegnare paesaggi luminosi multicolore a ritmo di musica.

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Aria, Ventura Centrale

L’undicesima tappa, Humanscale Bodies in Motion, per Humanscale: quattro salti sull’installazione interattiva progettata da Todd Bracher non se li è fatti mancare nessuno. L’installazione utilizza tecnologia e sensori di proiezione digitale del XXI secolo per raccogliere e comunicare i dati attraverso quindici fasci di luce che si proiettano su un grande display.

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Humanscale, Ventura Centrale

La dodicesima tappa era Unfluencer – De-sinning the Designer per Freitag. La parte suggestiva che a noi interessava erano le sensazioni che si provavano immergendosi nella grande struttura composta da sottili fili di tessuto, che grazie alla luce e alle proiezioni, diventava il luogo ideale dove potersi purificare”.

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Unfluencer, Freitag a Ventura Centrale

Un percorso tra tecnologia ed emozione, dunque: quanto la prima rischia di annoiare il pubblico e quanto la seconda di far perdere di vista che l’illuminazione è anche, o soprattutto, funzione?

“Questo pericolo non c’è se il tour è un percorso ragionato con la presenza di una voce narrante, che in questo caso è la mia, che ti propone di volta in volta la chiave di lettura. Il settore lighting è legato a doppio filo alla tecnologia e non dobbiamo dimenticare che in questo ultimo decennio si sono verificati radicali cambiamenti determinati proprio dai velocissimi sviluppi tecnologici. La mia visione è che l’emozione contribuisce in maniera universale ad avvicinare le persone a qualsiasi tematica predisponendole ad un ascolto diverso, ad un’apertura verso argomenti anche più complessi o tecnici. Inoltre, il Fuorisalone, da questo punto di vista, è ormai una garanzia poiché spinge le aziende a essere creative come non mai nel raccontare i propri prodotti. Naturalmente ci sono aziende più brave a farlo e altre meno (e qui emerge visibilmente anche la differenza tra Paese e Paese) ma in generale tutti lo sanno: al Fuorisalone ci si mostra in una maniera diversa rispetto alla presenza in fiera, al Fuorisalone bisogna essere belli come il sole, anche!”.

Il Fuorisalone è l’occasione perfetta per emozionare, e l’emozione avvicina le persone a qualsiasi tematica, predisponendole ad un ascolto diverso, a un’apertura verso argomenti anche più complessi e tecnici

Quante suggestioni arrivate in questo tour diventano poi prodotto e quante invece si perderanno per strada senza tradursi in invenzioni, prodotti, collezioni?

“Questa domanda è bella perché mi permette di mettere l’accento sulla differenza che c’è tra il mondo del design del prodotto e quello dell’illuminazione in senso più ampio. Tutto quello che viene solitamente presentato nelle installazioni immersive è già esistente e collaudato, magari è portato alla sua massima performance ed utilizzato in maniera non convenzionale, ma questo serve come ispirazione. L’esperienza delle installazioni dove la luce la fa da padrona aiuta a comprendere come la luce progettata contribuisce a realizzare effetti straordinari utilizzando determinati apparecchi. Nello specifico, le lampade che abbiamo visto nel mio tour sono già disponibili sul mercato”.

Quale è la consapevolezza sul lighting design di chi partecipa a un tuo tour? Hai modo di riscontrare come ne escono?

“Il tour sulla luce che ho proposto al Fuorisalone è un’iniziativa speciale direttamente collegata al mio blog Ogni casa è illuminata, una piattaforma digitale indipendente pensata per avvicinare le persone al tema della buona illuminazione e alle sue potenzialità. Esiste, soprattutto qui in Italia, una percezione distorta del ruolo della luce (artificiale e naturale). Spesso le persone attribuiscono all’arredo o ad altri elementi il maggior comfort di un ambiente, anche quando in realtà è l’elemento immateriale della luce a determinare la differenza. Attraverso una narrazione coinvolgente fatta di parole nuove, immagini ed esperienze dirette (e qui nascono i Milano Light Tour #milanolightour), cerco di far comprendere come la propria casa, il proprio luogo del cuore, può cambiare completamente intervenendo solamente sull’illuminazione”.

Spesso le persone attribuiscono all’arredo o ad altri elementi il maggior comfort di un ambiente, anche quando in realtà è l’elemento immateriale della luce a determinare la differenza.

Chi partecipa ai tuoi tour?

“Due tipi di persone: chi mi ha conosciuta on line e segue il mio blog da un po’ di tempo, e quindi è già appassionato al tema. Fargli vivere un’esperienza coinvolgente legata alla luce mi permette di fortificare ancora di più questa passione e il nostro legame. Stiamo facendo assieme un percorso e tra noi avviene un costante scambio: loro conoscono me e io conosco loro e ricevo i loro feedback e recensioni su tutto quello che gli propongo. Al tour partecipano però anche persone che mi conoscono direttamente, che sentono di essere attirate dalla tematica ma hanno bisogno di un’aiuto per comprendere meglio. In questo caso il tour esperienziale legato alla luce è risolutivo perché è talmente coinvolgente che fa superare qualsiasi tipo di indugio. Durante tutto l’anno, una volta al mese, propongo un Milano Light Tour differente rispetto a questo del Salone: è un tour a cavallo tra storia e attualità, un percorso che permette, a chi è appassionato, di avvicinarsi al mondo della buona illuminazione per la casa e di conoscere da vicino quello che oggi è il meglio della produzione di lampade di design made in Italy”.

A questo link il tour standard guidato da Giorgia Brusemini. 

Le foto sono di Giorgia Brusemini. Foto apertura: courtesy Humanscale