Coolture

Fattobene, vita privata di oggetti felicemente retrò

L’e-commerce che fa rivivere il patrimonio industriale italiano

di Isabella Clara Sciacca

 

Che cosa c’è di più italiano che annusare un barattolo di Coccoina? O soffiare su un bastoncino per gonfiare un Crystall Ball? Ora potete riavere l’orologio a palette Cifra 3, che a partire da New York nel 1962 conquistò il mondo, creando un nuovo modo di visualizzare il tempo.
La carta aromatica d’Eritrea, la cucitrice Zenith, le carte da gioco Modiano sono soltanto alcune delle molte scoperte che si possono trovare su Fattobene, un retail on line, un archivio di prodotti e, da pochi giorni anche un libro, che raccoglie i prodotti  che hanno fatto gli ultimi cento anni della storia italiana e delle sue aziende locali.
Oggetti che hanno mantenuto nel corso di decenni una forte identità grafica che ma anche alti standard di qualità e, superando indenni recessione e globalizzazione, arrivano a noi per ricordarci che, anche se il tempo passa, in fondo nulla cambia.
Non un museo ma uno shop
La selezione dei prodotti tiene conto della grafica e del packaging, che devono essere quelli originali di uscita del prodotto, anche nei casi in cui ci sia stato un restyling successivo, e delle caratteristiche dell’oggetto che deve avere mantenuto qualità e peculiarità nel corso del tempo. Tutti gli oggetti selezionati sono ancora in produzione, anche se molti di loro sono impossibili da reperire fuori dalla regione d’origine. Per questo motivo la raccolta di oggetti iconici è poi diventata un e-commerce in grado di spedire in tutto il mondo. “Ogni oggetto ci ha colpito per motivi diversi: una grafica o un design unici, una storia curiosa o la sua semplicità apparente” dice Anna Logorio, giornalista e creatrice di Fattobene insieme al fotografo Alex Carnevali, “ a volte invece ci innamoriamo della storia che c’è dietro l’oggetto, dell’azienda che lo produce”.
 
Raccontare la piccola industria
I prodotti di nicchia così selezionati acquistano nuova accessibilità commerciale, ma, soprattutto, vengono valorizzati e, attraverso loro, il primato manifatturiero dell’Italia fuori dalla crisi.
Una raccolta di oggetti industriali, che è anche una galleria di storie. L’archivio degli oggetti, infatti, consente di raccontare le aziende, piccole realtà locali e in qualche caso imprese di considerevoli dimensioni, poco note in Italia ma che esportano nel mondo. Il fulcro del progetto diventa allora la capacità delle aziende di trasformarsi, di reinventarsi e di innovare nei campi più differenti, ma anche una mappatura dell’Italia come luogo di manifatture d’eccellenza diffuse, per scoprire un patrimonio creativo e innovativo del Paese fin’ora poco esplorato. 
Il caso delle girandole
Si viene allora a sapere che il maggior produttore di girandole al mondo non è la Cina, ma sta in Liguria, oppure che il creatore del gioco dei chiodini era un pilota di caccia appassionato di giocattoli, che, dopo la Seconda guerra mondiale, intuì le infinite possibilità che la plastica poteva dare alla produzione di giochi educativi. E che il Tamarindo Erba fu creato dal farmacista milanese Carlo Erba, il primo a sperimentare in Italia gli effetti dell’hashish
Google non ha la risposta
Il sito, nato nel 2015, raccoglie ad oggi 36 oggetti, la cui selezione non è stata affatto facile, dal momento che molti non sono presenti nel web ed è solo grazie alla curiosità e al desiderio di confrontarsi con le persone che sono emersi nomi e aziende.Per trovarli, abbiamo viaggiato da nord a sud – dice Anna Lagorio – alla ricerca di archetipi della tradizione che il tempo non ha scalfito e che oggi fanno parte del nostro immaginario collettivo. Il risultato è una collezione in continuo divenire, composta da saponi art déco e tessuti popolari, caraffe da osteria o bevande dai nomi antichi, come il rosolio o il ratafià”.
Classico quotidiano
I prodotti sono tutti senza dubbio facilmente riconoscibili, il loro potere evocativo è forte, tanto sono rappresentativi di un certo momento storico, di una moda, di un’abitudine collettiva a cui rispondevano con stringente senso di attualità. L’aura di nostalgia, la forte carica emotiva che connota ogni pezzo li rende compiuti al di là di ogni uso pratico e oltre ogni possibilità di essere oggetto di aggiornamento.
I prodotti in catalogo sono  industriali, nati per rispondere ad una domanda del mercato e ancora oggi in vendita, ma la loro identità è stata ed è così iconica da rimanere cristallizzata nel tempo.

 

 

 

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