Exclusiva Design a Roma: "Diamo un mercato ai talenti" | CTD
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Paolo Casicci

8 febbraio 2017

Fondazione Exclusiva: “Diamo un mercato ai talenti”

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Exclusiva design workshop

Roma, dall’eccellenza del made in Italy un osservatorio sulla creatività

“Una rivoluzione è già in corso: la sta compiendo chi ha 25, 30 anni e ha capito che il mondo del lavoro come lo abbiamo conosciuto finora è finito da un bel po’. E allora si rimbocca le maniche e si ingegna. Spetta a chi è più grande censire e mettere in rete realtà simili: tra i nostri obiettivi c’è anche questo”.

Alla Fondazione Exclusiva di Roma, non lontano da Trastevere, nell’Area81 tra Porta Portese e l’ex Mattatoio riconvertita a borgo della creatività, si viene per parlare di design, arte e cultura in senso lato, ma le parole di Fabio Mazzeo, architetto e presidente e di Giorgia Turchetto, segretario generale con un curriculum da manager della cultura, scivolano fatalmente su questioni di sistema.

Architettura e artigianato d’eccellenza sono il terreno d’elezione in cui ha deciso di scommettere questa realtà nata a Roma nel 2015 come emanazione diretta di Exclusiva Design, tra i più quotati studi italiani di progettazione votato al lusso per un mercato principalmente estero. Quartier generale a Roma, uffici a Shanghai, Abu Dhabi e Mosca, Exclusiva si autodefinisce “un luogo del pensiero creativo italiano” dove specialisti dello stile e della tecnica e maestri d’arte si incontrano “per immaginare e creare opere uniche ed eleganti, modellate intorno alle esigenze e ai desideri dei propri clienti”. Per capire la natura e la missione della Fondazione, bisogna perciò conoscerne la matrice, che è appunto quella di un’impresa che, nelle sue scelte di mercato, non lascia nulla al caso.

Ma facciamo un passo indietro. “Da quando è nato lo studio” spiega Mazzeo, “Exclusiva Design ha sempre fatto un lavoro di ricognizione sul territorio, finalizzato ai propri progetti. La nostra base è a Roma, ma l’orizzonte sono l’Italia e i suoi distretti. Il nostro sguardo copre a 360 gradi l’eccellenza della sartorialità, perché l’obiettivo è confezionare progetti unici, irripetibili. Per questo, abbiamo avuto bisogno da subito di una squadra in cui alla prospettiva degli architetti, dei designer, si aggiungessero gli sguardi laterali di ingegneri, tecnici e operai: sembrerà retorico, ma spesso i nostri progetti prendono la piega suggerita proprio da chi vive il cantiere. Lavoriamo con un approccio umanistico. Per renderlo sistematico, abbiamo avviato una serie di workshop aperti a ragazzi provenienti, per esempio, dalla Russia e dalla Cina. Da lì è nata l’idea di un’impresa culturale come la Fondazione”.

Impresa culturale, dunque. Cioè? “Culturale vuol dire che stimoliamo i talenti” spiega Turchetto “impresa, che il nostro ruolo non è di distribuire denaro a pioggia, ma sviluppare idee che abbiano poi uno sbocco sul mercato”. Aggiunge Mazzeo: “La nostra ambizione è mettere in circolo creatività e talento, dare vita a una community che ‘estragga’ valore da chi ne fa parte e lo metta in circolo per dargli un destino che può e deve essere anche commerciale. In Russia, per fare un caso, ci hanno chiesto soluzioni di design che siano attuali anche tra cinquant’anni: una sfida enorme.

È come se il vento, cioè il designer, incontrasse un blocco in marmo, ossia il committente con le sue apparenti certezze. Difficile immaginare che il primo elemento possa “perturbare” l’altro, eppure, a poco a poco il vento inizia a modellare il marmo e il risultato non è solo un prodotto unico, irripetibile e prezioso, ma anche la storia di una speciale relazione che si è instaurata tra i due. Ecco, quello che vogliamo trasmettere ai giovani è la disponibilità a seguire questo approccio in cui il percorso creativo è un viaggio alla scoperta del soggetto per la definizione dell’oggetto e non viceversa. Tra i nostri sponsor ci sono imprese che non aspettano altro che avere a disposizione talenti con queste caratteristiche in grado di comprendere questo punto di vista”.

In questo scenario la Fondazione prepara le sue prossime iniziative. Spiega Turchetto: “Stiamo lavorando a un Osservatorio che si occupi di condurre ricerche semantiche sulla creatività e di costruire un repertorio dei talenti. E, quindi, a una serie di contest e di opportunità formative esperienziali che liberino la creatività, orientata però nel verso giusto. L’Italia è piena di start up che non riescono a percorrere quello che in gergo chiamiamo l’ultimo miglio. Noi vogliamo contribuire a indirizzare queste energie nel verso giusto.

Ci rivolgiamo agli studenti, agli allievi delle scuole pubbliche o private? Senz’altro: a patto che non intendano questo percorso come un viatico per ottenere un titolo, un attestato. La creatività funziona se va di pari passo con l’impegno ed è ben canalizzata. Noi vogliamo contribuire a darle un futuro”.