Una fondazione per sostenere il brand Italia attraverso i percorsi e i musei meno noti - CTD
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Una fondazione per sostenere il brand Italia attraverso i percorsi e i musei meno conosciuti

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Dalla Fondazione Patria Italia Bellezza fondi per cinque progetti da qui al 2021. Si parte con i Lazzaretti Veneziani dove nacque il concetto di quarantena

C’è una storia recente che in Italia mette insieme turismo, cultura, mecenatismo e quarantena. Non la quarantena che abbiamo vissuto in questo 2020 e in cui speriamo di non ripiombare, ma quella messa a sistema dalla Repubblica di Venezia mezzo millennio fa, in due isole diventate destinazione museale grazie all’impegno della cittadinanza.

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Parliamo dei Lazzaretti Veneziani, per tre secoli soglia di ingresso a Venezia, luogo che racconta oggi, grazie a un pionieristico progetto di recupero non-profit, una storia importante, attraverso un ecomuseo e diverse attività che conservano e valorizzano un territorio delicato anche dal punto di vista paesaggistico, visto che il Lazzaretto Nuovo include il Sentiero delle Barene, un percorso naturalistico lungo il vecchio “giro di ronda” dei militari, allestito con il Museo di Storia Naturale di Venezia e dedicato al tipico ambiente della laguna veneta e raro ecosistema a rischio di scomparsa.

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Crocevia di passaggi e incontri tra culture, la Repubblica di Venezia già nel XV secolo implementò la prima strategia di salute pubblica per il controllo delle malattie infettive. I Lazzaretti furono infatti il centro di un’innovazione che consentì di superare la paura della malattia e rendere sistematiche metodologie che ancora oggi, tornate di attualità, consentono in tutto il mondo di immaginare un futuro sereno e soluzioni innovative a problemi complessi.

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La notizia è che i Lazzaretti sono il primo progetto a finire sotto il faro della Fondazione Italia Patria Bellezza, presieduta da Maurizio di Robilant e diretta da poco da Alessia del Corona Borgia. La missione della Fondazione è finanziare realtà virtuose già esistenti perché sviluppino progetti di comunicazione senza i quali faticherebbero a farsi conoscere a un pubblico, anche internazionale. “Vogliamo occuparci in particolare dell”ultimo miglio’”, spiega Maurizio di Robilant, “destinando risorse per sostenere realtà virtuose già esistenti, a cui manca però un ultimo step per essere competitive, quel tassello fondamentale che riguarda comunicazione, branding e awareness: l’ultimo miglio prima della bellezza”.

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Nello specifico, grazie al supporto della Fondazione, i Lazzaretti Veneziani potranno realizzare il nuovo sito web e avviare una serie di tour virtuali, aprendosi a una nuova dimensione, sempre più digitale. Inoltre, il fondo garantirà la visita gratuita dell’isola a venti classi scolastiche nel corso del 2021.

Il finanziamento dei Lazzaretti è il preludio al sostegno di altre quattro realtà che saranno individuate dalla Fondazione nel 2021. Abbiamo parlato con Maurizio di Robilant di questo impegno e di che cosa vuol dire, oggi, lavorare per comunicare la bellezza italiana.

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La Fondazione mette a disposizione risorse proprie o a sua volta attinge a finanziamenti? 

La Fondazione utilizza un budget messo a disposizione fin dagli esordi da me, presidente e fondatore. Si tratta di una forma di restituzione di un privato cittadino, un impegno personale di “give back” nei confronti del Paese. Negli anni scorsi la Fondazione ha anche goduto di modeste, ma significative contribuzioni da alcuni imprenditori e da un paio di associazioni. Nei prossimi anni, oltre alle risorse della Fondazione, verrà attuata una strategia per trovare ulteriori fonti di finanziamento, sia da privati e imprese, che da istituzioni pubbliche nazionali ed europee, con l’obiettivo di finanziare un numero sempre maggiore di progetti mirati alla comunicazione e alla testimonianza del bello in senso lato. Progetti esistenti, nati e cresciuti nei territori e portatori di una forte partecipazione locale. Il crowdfunding che lavora sui territori coinvolti dai progetti è un’altra forma di finanziamento che stiamo studiando.

 

Vogliamo occuparci in particolare dell”ultimo miglio, destinando risorse per sostenere realtà virtuose già esistenti, a cui manca però un ultimo step per essere competitive, quel tassello fondamentale che riguarda comunicazione, branding e awareness: l’ultimo miglio prima della bellezza

Come scegliete i progetti beneficiari? 

I criteri di selezione sono: la coerenza con il tema della bellezza come interpretato dalla Fondazione (che lo interpreta sotto vari punti di vista, e non esclusivamente quello estetico). Quindi il valore e la qualità scientifica del progetto. Occorre poi un team proponente e operativo che davvero crede nel suo progetto e dedica il proprio tempo e i propri sforzi a riconoscere, produrre e promuovere la bellezza (e del resto la Fondazione ha chiara l’ambizione di diffondere la consapevolezza che la bellezza sia un vantaggio competitivo che noi italiani possediamo rispetto al resto del mondo). Ancora, il forte rapporto con la comunità di riferimento è un altro criterio indispensabile, perché è dai territori con il proprio genius loci che si può incidere sulla cultura e la consapevolezza del valore del bello. I fondi sono ancora pochi e di conseguenza cerchiamo progetti che, seppur piccoli, parlino a molti e in modo condiviso e consapevole. Facciamo sopralluoghi e parliamo con gli operatori del settore quotidianamente; ci proponiamo anche di essere equi a livello geografico e di valorizzare progetti in aree molto diverse tra loro. L’Advisory Board, composto da esperti in diversi settori è un’altra fonte di scouting e selezione.

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Quante realtà italiane simili ai Lazzaretti Veneziani hanno bisogno di essere accompagnate alla fine dell’ultimo miglio?   

Grazie al nostro lavoro di scouting e al lancio dei nostri bandi, nel futuro saremo in grado di censire un buon numero di realtà a cui manca quella strategia di branding e comunicazione per valorizzare il lavoro svolto sul genius loci dei territori, sarà una mappa interessante del potenziale di bellezza che giace sottotraccia.

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La comunicazione è centrale in questo progetto. Quale è la reputazione mondiale del brand Italia, in questo momento?

In termini di reputazione generale l’Italia è al 17° posto tra gli 80 paesi presi in esame nel Country Index del Repitation Institute che naturalmente prende la misura su una ampia serie di parametri. Se guardiamo l’incidenza di ogni singolo parametro sulla percezione dell’Italia risulta evidente quali siano e che peso abbiano i nostri punti di forza: siamo il primo paese al mondo per Influenza Culturale e per Patrimonio storico, culturale e alimentare e siamo al secondo posto in termini di “divertimento”, “scenografie”, clima, e accoglienza. Siamo la destinazione turistica più gettonata al mondo anche se abbiamo “solo” 58 Milioni di visitatori ogni anno, il che ci pone al 5° posto nel report 2018 fornito dal World Tour Organization (UNTWO). Questi pochi numeri servono a dire che la reputazione di cui gode l’Italia nel mondo non è il nostro problema prioritario, lo è invece la drammatica cecità del potenziale strategico che essa sottende, perché, a differenza dei nostri cugini d’oltralpe, diamo per scontato ciò che loro enfatizzano e valorizzano consapevolmente…e che, guarda caso, anche solo nel comparto turistico, li pone al 1° posto nel mondo con 87 Milioni di visitatori. In una battuta: fin quando non saremo consapevoli di essere la Patria della Bellezza, non la agiremo come elemento di competitività per farne un possente volano di sviluppo economico, culturale e sociale.