Un designer ha fatto col volto di Fornasetti quello che il maestro fece con lo sguardo di Lina Cavalieri - CTD
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Paolo Casicci

16 Dicembre 2020

Un graphic designer ha fatto con il volto di Piero Fornasetti quello che il maestro fece con lo sguardo di Lina Cavalieri

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Fornasettico, la collezione di cuscini e altri complementi firmata da Gianfranco Setzu

Un graphic designer ha fatto con Piero Fornasetti quello che il maestro milanese fece con Lina Cavalieri il secolo scorso: iconicizzare un volto e renderlo protagonista di una collezione. Fornasettico è il progetto firmato da Gianfranco Setzu.

Perché la scelta è ricaduta sul genio milanese?

Perché Fornasetti è fondamentale. Il suo universo, meticoloso, attento, pieno di pulizia formale e qualità estetica, è un orizzonte verso cui è bellissimo incamminarsi. Per me la lezione di Fornasetti è sempre viva, vedo in lui un contemporaneo designer maker “fluido”, da cui traggo ispirazione .

In un’epoca in cui, forse, abbiamo smesso di produrre icone, sembra quasi che tu voglia lanciare un messaggio nella bottiglia iconicizzando il volto di un grande maestro.   

Nel mio lavoro ha voluto giocare con Fornasetti e le sue infinite variazione del viso di Lina Cavalieri, invertendo il viso perfetto della soprano e attrice con il suo. Il filtro narrativo è la mia tecnica che usa il vettoriale come un acquerello digitale, giocando con sfumature e gradazioni cromatiche che danno alla figura una sorta di ossatura geometrica pulita, come a raccontare quelle profondità  e complessità che ognuno porta con sé. Iconizzarlo un po’ come lui ha iconizzato la sua musa: non so se sia un messaggio nella bottiglia, ma nel flusso sicuramente si perderà, come si perde tutto alla fine!

Iconizzare Fornasetti un po’ come lui ha iconizzato la sua musa. Forse è un messaggio nella bottiglia nell’epoca della fine delle icone…

Hai conosciuto personalmente Piero Fornasetti?

Purtroppo no, avevo 8 anni quando lui morì. Ma ti racconto quando lo conobbi attraverso il suo lavoro. Ero a Milano per il Macef e avevo 16 anni. Girando in centro mi addentrai per Via Monte Napoleone, e alla fine , girando sulla sinistra per Via Manzoni trovai il suo spazio, che oggi non è più lì: un piccolo spazio come una bottega rinascimentale, pieno di oggetti ricercati e con il viso di Lina Cavalieri impresso su tutto. Oltre a tutte quelle immagini, ricordo perfettamente la sensazione che provai, fu come entrare in un piccolo universo, pieno di dettagli, ricco di suggestioni. Rimasi colpito!

Che cosa è il graphic design, oggi?

La capacità  di immaginare mondi e renderli concreti, al pari del design di prodotto e dell’arte, con i quali si confonde e si mischia. È la capacità di rendere visibile l’idea, che non c’entra nulla con software o tecnicismi. Il graphic design è una forma mentis.