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Foscarini, un faro sulle Maestrie artigiane

Un’installazione di Peter Bottazzi e le foto di Gianluca Vassallo per esaltare le maestranze del marchio veneziano

 

Mettere in luce la sapienza artigiana alla base di alcuni pezzi iconici. E farlo grazie all’opera di uno scenografo e progettista poliedrico, che ha lavorato al fianco di Peter Greenway, Moni Ovadia, Robert Wilson. Foscarini presenta per i Brera Days a Milano l’installazione Maestrie, l’ampio progetto che coinvolge diversi artisti e professionisti e punta i riflettori sul sapere artigiano.

L’installazione

A Foscarini Spazio Brera una grande installazione firmata da Peter Bottazzi punta a ricreare in modo coinvolgente ed emozionale il sapere e il lavoro artigianale alla base di alcuni dei modelli iconici dell’azienda. “Ho provato a dipanare e stratificare materiali, immagini, movimento, luci, proiezioni, prodotti e rumori, coreografando in maniera poco ortodossa migliaia di stimoli”, spiega Bottazzi, che nel curriculum vanta anche la curatela degli allestimenti per le mostre di Steve Mc Curry. Da oggi, una grande struttura lunga 12 metri campeggia nello spazio di Foscarini Spazio Brera per condividere suggestioni e “frammenti di verità” attraverso immagini dei volti e delle mani degli artigiani che danno forma, con il loro lavoro, a idee e progetti. Le fotografie che pubblichiamo sono state scattate da Gianluca Vassallo all’interno delle piccole aziende artigianali dove nascono lampade come la Mite e la Twiggy di Marc Sadler, l’Aplomb di Lucidi e Pevere, la Rituals e la Tartan di Ludovica e Roberto Palomba, la Lumiere di Rodolfo Dordoni.

Fucine e laboratori

Il visitatore viene accolto da un maxi-schermo su cui scorrono suggestive immagini di produzione, “ammassi di stimoli e preziosi ritagli di sapere”, in un racconto che è al tempo stesso messa in scena e processo rituale per celebrare la saggezza e la sapienza delle mani. “Per far ciò ho attinto al lavoro fatto da Gianluca Vassallo”, continua Bottazzi, “che si è fatto nostro portavoce e veicolo, addentrandosi all’interno di fucine e androni ricolmi di vita e calore, tra mani e materiali, barattoli e fatiche, per restituirci quanto terreno e pesante sia sempre il percorso che porta a tradurre e concretizzare un’idea”.

Il Dna del made in Italy

“Maestrie è il racconto di una dimensione finora nascosta”, commenta Carlo Urbinati, presidente di Foscarini, “che mette in luce il sapere artigiano da cui nascono tanti oggetti straordinari del design italiano e alcune delle nostre lampade più amate, che costituisce una parte essenziale del nostro Dna. Per tanti anni ci siamo focalizzati sul prodotto finale, sull’impatto estetico ed emotivo che poteva suscitare trascurando però il ‘come’ si otteneva questo risultato. Volevo trovare il modo di trasferire l’emozione che provo ogni volta, quando vado a visitare gli artigiani che realizzano le nostre lampade. Rimango sempre affascinato dalle cose straordinarie che si possono fare e dal fatto che spesso ci si dimentica di quanto siano attraenti, di quanto siano importanti”.

Il 12 ottobre alle  18.30,  Bottazzi e Carlo Urbinati saranno protagonisti di una conversazione sull’installazione e sul progetto Maestrie, che comprende un libro/catalogo con foto di Gianluca Vassallo e Massimo Gardone, con contributi critici di Stefano Micelli e Manolo De Giorgi. L’incontro fornirà ulteriori spunti e ispirazioni ai visitatori, invitandoli, “a fare un poco di fatica, a smettere i panni della comodità”, per usare le parole di Bottazzi, “per provare a farsi catturare e fascinare in modo fisico e attraverso i sensi, spogliandosi di sovrastrutture per avvicinarsi in modo epidermico, emotivamente, all’atto del fare, il fare costante e vero che le nostre mani hanno il dono di rendere magico e unico”.

Foto Gianluca Vassallo

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