Geoffrey Pascal, il designer che trasforma il letto nella nuova scrivania - CTD
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7 dicembre 2018

Per lavorare da casa serve un letto di design che diventa scrivania

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La collezione Grafeoiphobia di Geoffrey Pascal per stare comodi come su un materasso davanti al computer

Quando si parla di stile di vita fluido e di professionisti nomadi, non ci si riferisce soltanto a chi ogni giorno si sposta da un ufficio a un altro o da un coworking a un bar, ma anche a chi trascorre buona parte del proprio tempo di lavoro non subordinato – la maggior parte, senz’altro – a casa. Se l’era della scrivania è finita o sta per finire negli uffici tradizionali, come hanno decretato Barber & Osgerby presentando le ultime collezioni firmate per Vitra ad Orgatec, a maggior ragione lo è per i free lance e per tutti quelli abituati a ritagliarsi uno spazio per il laptop in cucina, in salotto, in camera da letto.

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Grafeiphobia di Geoffrey Pascal

Geoffrey Pascal è il giovane designer olandese – 25 anni – neolaureato alla Design Academy di Eindhoven, che ha disegnato una collezione di mobili a misura di chi lavora da casa e dall’ergonomia modellata su un canone fissato nientemeno che dalla Nasa. L’ente spaziale americano ha definito, infatti, la postura ideale da lavoro per non scaricare il peso soltanto sulla schiena, ma distribuirlo su più punti del corpo. Studiata per tutelare la salute degli astronauti in assenza di gravità, la postura vidimata dalla Nasa è l’opposto di quella che si assume solitamente davanti a una scrivania, concentrando la forza verso la parte bassa della schiena.

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Grafeoiphobia di Geoffrey Pascal

Grafeoiphobia – ovvero paura del banco – è la collezione di Pascal basata sul telaio di un letto di legno a doghe con diversi adattamenti e imbottiture che consentono di lavorare in posizioni simili a quelle che si assumono a letto e, appunto, a quella perfetta per gli astronauti. Pascal ha iniziato a sviluppare il concept quando, studente, ha cominciato a non sopportare la scrivania e a scoprire il numero crescente di persone che lavorano o studiano a letto. “Quando lavoro dietro a una scrivania, provo un senso di costrizione e di stress, così ho deciso di fare da cavia per il mio progetto e di lavorare a letto tutti i giorni. Su un materasso il rapporto con il lavoro cambia e la concentrazione aumenta”.

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Grafeoiphobia di Geoffrey Pascal

Chiaramente, la collezione punta a far assumere a chi lavora posizioni simili a quelle che si prendono su un materasso, ma i pezzi non sono tutti strutturati come letti, perché Pascal sa benissimo che lavorare coricati non è salutare né igienico. Così, il designer ha lavorato sul dosaggio della schiuma per l’imbottitura (dell’azienda specializzata in materassi Recticel) per sperimentare diverse posizioni tipiche di quando si è distesi.

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La collezione Grafeoiphobia di Geoffrey Pascal

C’è il Basic Besk (da bed e desk), ispirato dalla possibilità di sedersi a letto con un laptop sulle ginocchia. Il mobile è buono per lavorare fino a tre ore e articolato in tre moduli: uno schienale in tre parti, un sedile e un poggiapiedi che funge anche da piccolo contenitore. Un piccolo cuscino rettangolare, uno grande e un rinforzo rotondo sono il supporto per la schiena. Il design del mobile è personalizzabile in base all’altezza.

Il Triclinium Gum, invece, ha un telaio inclinato che sostiene un materasso e un cuscino aggiuntivo da posizionare tra le gambe. Si possono aggiungere ulteriori cuscini utilizzando le cinghie. È un pezzo che Pascal consiglia per lavori fino a mezzora.

L’ergonomia è ispirata alla postura ideale studiata dalla Nasa per gli astronauti e fa sì che il peso non sia scaricato soltanto sulla schiena ma distribuito su più punti del corpo

Infine, The Flying Man: tre pezzi, uno per la parte inferiore delle gambe, uno per il busto e una scrivania per il laptop che ha una parte superiore reversibile in modo che possa essere utilizzata anche come sgabello imbottito. Qui il supporto per la gamba e il torace può essere utilizzato anche come seduta e scrivania convenzionali. È un pezzo buono per lavorare fino a un’ora o a fine giornata, quando si è più stanchi.

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Grafeiophobia di Geoffrey Pascal

Insieme, i tre pezzi danno non soltanto la possibilità – secondo il loro progettista – di lavorare più comodi e con meno stress, ma anche l’opportunità di pensare al proprio lavoro come realmente “nomade”, passando cioè da un mobile all’altro, senza rimanere statici, magari usando ciascun pezzo in base all’attività da svolgere. “Così facendo, il lavoratore non si stanca e si annoia come se fosse su una sedia, ma può lavorare più a lungo e in un ambiente più accogliente, giocoso e confortevole”.