Giampiero Romanò: vi colpirò come ho colpito Cattelan - CTD
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Paolo Casicci

28 marzo 2019

Giampiero Romanò e i suoi specchi: “Al Fuorisalone per conquistarvi come ho fatto con Cattelan”

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A Porta Venezia in design il vintage rivisitato con ironia dall’art-designer di Toilet Paper. “Il passato una gabbia? Sì, ma con la porta aperta”

Una botta di ironia arriva al Fuorisalone in zona Porta Venezia sotto forma di arredi vintage scomposti e ricomposti da Giampiero Romanò, classe ’73, art designer milanese finito per la sua creatività sopra le righe nel giro di Toilet Paper, la rivista di Maurizio Cattelan e Piero Paolo Ferrari.

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Giampiero Romanò, mobile per Toilet Paper

Autodidatta, Romanò si forma nel proprio laboratorio Creazioni d’interni nel cuore del quartiere di Porta Venezia e sin dai primi anni di attività viaggia alla ricerca di pezzi vintage dei grandi nomi italiani del design facendosi una cultura sul campo, attrezzi alla mano. Ironico, visionario e dotato di una grande manualità sviluppata in anni di lavoro artigianale, Giampiero inizia a dare voce alle proprie idee e ispirazioni, creando un universo alternativo fatto di specchi. Sono questi i protagonisti delle sue creazioni: alcuni li taglia, altri li cuce, li smonta, li illumina, li crivella. Venerdì 12 aprile dalle 18.30 Romanó aprirà le porte del suo laboratorio in via Rosolino Pilo 16 per il Mirror Fever party. Due giorni prima sarà al Design Pride con partenza alle 18 da piazza Castello, per portare su un carro speciale le sue creazioni.

Perché gli specchi? Un’ossessione, una specie di feticismo?

“L’idea dello specchio per me è quella di Lewis Carrol: al di là di ogni specchio, ogni aspetto della vita è regolato da imposizioni speculari e contrarie a quelle del nostro mondo, dettato da regole assurde. E questo mi piace, mi regala l’entusiasmo e la gioia di un fanciullo, di conseguenza ho creato un mio mondo parallelo fatto di specchi!”.

 

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Creazioni d’interni di Giampiero Romanò

Ritrovi nello specchio un segno dei tempi, ovvero quella cultura del selfie che rimanda alla vanità di questi anni egoriferiti?

“Non credo che lo specchio sia un segno della sola contemporaneità, ma che da sempre e per tutti abbia avuto un fascino ipnotico. Credo che l’attrazione verso questo oggetto sia rimasta stabile e che oggi sia solo aumentata la frequenza con cui si cede alla sua attrazione”.

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Specchio Scala, Giampiero Romanò

Come è avvenuto l’incontro con Cattelan e Ferrari?

“Per caso: Ferrari abitava in zona, passava sempre a curiosare nel mio laboratorio, ho iniziato ad aiutarlo assecondando le sue bizzarre richieste per realizzare foto Toilet Paper! Di conseguenza ho conosciuto Cattelan e siamo diventati amici, sono molto legato a loro”.

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Giampiero Romanò e Maurizio Cattelan

In che consiste la tua collaborazione con la rivista?

“Con Toilet Paper oltre a un continuo scambio dì idee e professionalità ho realizzato una collezione di oltre cento pezzi unici tra mobili specchiere e complementi d’arredo che sono stati esposti e venduti in importanti gallerie d’arte in Europa e oltre oceano. Tuttora sto realizzando dei prototipi di design inediti, ovviamente con grafiche toiletpaper“.

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Set per Toilet Paper

La casa, oggi: il tuo è un linguaggio che pesca indietro nel tempo. Ma il passato non rischia di diventare una gabbia?

“Il passato è una gabbia con la porta aperta se ci si sente liberi di svincolarsi dallo stile di partenza degli oggetti che utilizzo per le mie sperimentazioni e creazioni”.

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Giampiero Romanò nel suo aterlier in Porta Venezia, Creazioni d’interni

Che cosa è una casa, per te?

“Un laboratorio, ma senza attrezzi. E’ lì che si costruiscono le idee, nell’incontro con gli amici e i collaboratori… che hanno sempre gradito accesso!”.