menu

15 aprile 2018

Giulio Cappellini: basta parlare di distretti, il Fuorisalone è Milano

Share:

L’art director che nel 2000 inventò Tortona allestisce un Superloft internazionale

 

Giulio Cappellini porta al Fuorisalone un Superloft, e lo fa al Superstudio Più nel distretto di via Tortona, la zona che lui stesso quasi vent’anni ha contribuito in maniera decisiva a lanciare insieme alla manager Gisella Borioli. E il Superloft di Cappellini, art director del brand omonimo e di moltissimi progetti in giro per il mondo, è un appartamento da sogno, concepito, spiega lui stesso, “per una persona cosmopolita, che ama il design e l’arte, la tecnologia e l’artigianato e si fa contaminare da culture diverse personalizzando al massimo la propria abitazione”. Una casa internazionale che potrebbe trovarsi a Milano come a Parigi, Londra o Shanghai.

A quanti Saloni ha partecipato Giulio Cappellini?

“A più di quaranta”.

Come si muove durante questa settimana?

“Anche se ho pochissimo tempo libero durante la Design Week cerco di non perdere le presentazioni e gli allestimenti che ritengo più interessanti e innovativi. Ovviamente spesso chiedo consigli ad amici fidati che hanno avuto la possibilità di vedere alcune manifestazioni prima di me”.

Che cosa si aspetta di vedere, in particolare?

“Spero di vedere tanta innovazione nella creatività, nell’uso dei materiali e nei sistemi produttivi dei mobili. Spero di vedere prodotti belli e funzionali e non solo esercizi di stile fine a se stessi, che è ciò che invece eviterò. Fare design,quello vero, è un lavoro serio che richiede tempo, investimenti, energie e soprattutto tanta passione. Si possono trovare novità e talenti emergenti dovunque. Bisogna essere curiosi e guardare tutto con occhio critico ed attento”.

Che cosa non ama, invece, della settimana del design?

“Amo l’energia che si respira, ma penso che si debba mantenere una altissima qualità nelle presentazioni e nei prodotti. La proliferazione incontrollata di prodotti ed eventi rischia di far perdere in qualità e interesse. Vorrei poi che si parlasse di settimana del design di Milano e non più delle varie zone. Ormai il Salone si è aperto alla città tutta, creando un fenomeno culturale e sociale straordinario”.

Un posto dove non mancherà di andare?

“Il Superstudio Più dove circa vent’anni orsono ho iniziato a creare eventi del fuorisalone,quando a malapena i tassisti conoscevano via Tortona…”.

 

Giuli