Giulio Ceppi, il cielo sopra Cuba | CieloTerraDesign
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Virginio Briatore

1 Giugno 2017

Giulio Ceppi, il cielo sopra Cuba

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Un’asta con le foto del designer per finanziare il progetto di studi a Milano di tre creativi da La Habana

Se potete, portatevi a casa un pezzo di cielo. Avete tempo sino al 30 giugno. E non un cielo qualsiasi, ma l’ultimo di un mondo che ha provato per oltre mezzo secolo a vivere in maniera diversa dal modello culturale ed economico imperante.

Tutto nasce dall’energia vitale di Giulio Ceppi, architetto e designer che definire visionario è riduttivo. Durante un viaggio a Cuba percepisce il “senso di nostalgia perenne” che avvolge l’Isola e sente il bisogno di allentare tale isolamento.

La piccola installazione El Ultimo Cielo, inaugurata il 25 maggio 2017 alla Triennale di Milano, ne è la risposta: il primo progetto che promuove l’interscambio culturale tra Cuba e Italia, promosso da Politecnico di Milano e Triennale, realizzato con 30 foto su pellicola 4.5×6 scattate da Giulio Ceppi e montate su scatole originali di sigari cubani.

Il ricavato delle opere, che saranno oggetto dell’asta benefica on line a cura di Finarte, dal 5 al 30 giugno, consentirà a tre giovani designer cubani di viaggiare per primi da La Habana a Milano e partecipare attivamente al primo interscambio formativo e progettuale Italia/Cuba, tra  Politecnico di Milano e Instituto Superior de Diseño de Cuba.

Tre è un piccolo numero e da solo spiega bene quanto sia difficile mettersi in cammino verso un mondo nuovo e sconosciuto. Avranno molte cose da imparare nel vivere a Milano e al tempo stesso i giovani del Politecnico potranno per la prima volta capire che poco non significa necessariamente meno e che la bellezza, la musica, la convivialità possono anche non avere un costo e neppure una app. Lo spiega bene Ana Pedroso, responsabile di Cubeart, l’associazione culturale no profit per la promozione dell’arte e della cultura, che coordina il progetto: “Questo progetto offre la possibilità di ripensare al design attraverso la sostenibilità e  valutare le possibilità che Cuba offre per un pensiero ‘pulito e non contaminato’ dalle logiche della globalizzazione”.

Il progetto di Giulio Ceppi è visibile sino al 4 giugno in Triennale con 30 fotografie montate su altrettante scatole originali di sigari cubani, che pendono sospese nello spazio, ben inquadrate dal commento di Dermis Leon, curatrice della mostra: “L’allestimento crea una prospettiva verso l’alto che ricerca, tra le aperture di architetture devastate dal tempo e dalla storia, un pezzo di cielo azzurro e luminoso. Nelle fotografie non c’è nostalgia né folclorismo, tantomeno la pretesa di creare un’immagine romantica di una città che, dopo le trasformazioni sociali e politiche degli ultimi anni, è diventata di moda. In esse c’è invece uno sguardo curioso, perso in quei frammenti di edifici dove ancora persiste la vita quotidiana dei suoi abitanti. Aggrappati a queste rovine incipienti, spesso convivono panni stesi al vento e la natura tropicale selvaggia che invade e convive con la pietra e la struttura architettonica. Questi frammenti, contenuti in scatole sospese, isolate tra di loro, sono messi in relazione dallo spettatore di fronte al paradosso stesso di contemplare l’ultimo cielo, dell’ultima utopia” .

Per contribuire attivamente al progetto: vendita con trattativa privata: 24 Maggio-4 Giugno fotografia@finarte.it   Asta online: 5-30 Giugno su www.finarte.it