Giulio Iacchetti: non parlatemi di glamour o giro i tacchi | CieloTerraDesign
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Paolo Casicci

12 aprile 2018

Giulio Iacchetti: non parlatemi di glamour o giro i tacchi

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Otto domande al designer: “Non sopporto la parola tendenza, ma la qualità delle proposte è in crescita”

La Design week di Giulio Iacchetti sarà piena di appuntamenti. “Ogni volta che arriva il Salone del Mobile mi sembra di vivere la Vigilia delle Vigilie…” racconta il designer, “un tumulto di progetti, pensieri, telefonate, attese, disdette all’ultimo minuto… è sempre così… e ogni volta ricerco, senza trovarla mai, l’emozione del mio Primo Salone con un prodotto che avrebbe segnato la nostra storia professionale (nostra perché mi sto riferendo al vecchio Ragni)… in via Carducci… Il primo Salone di Pandora Design… tra le tante cose presentate, una piccola posata usa e getta, disegnata combinando una forchetta con un cucchiaio… avete capito di cosa sto parlando? Una cosetta accaduta 18 anni fa… Ma insomma, bando alla malinconia!”

La settimana di Iacchetti inizia presto, domenica, con Internoitaliano, il brand del designer che ospita alcune novità tra le quali una seduta di Tommaso Caldera e una famiglia di sedie in alluminio disegnate dallo stesso Iacchetti in collaborazione con Emanuele Lispi, “un giovane artigiano che lavora il metallo alla grande”. Lunedì opening della Triennale con il tavolo T table disegnato per il nuovo allestimento del bar. Martedì in Fiera allo stand della Falmec, Iacchetti andrà a vedere per la prima volta la cappa disegnata per l’azienda veneta, mentre a sera sarà alla libreria Corraini al Piccolo Teatro in via Rovello con un allestimento dedicato al Coccio design edition e intitolato Wall of Fame: tra i nuovi progetti, i souvenir dedicati a Milano, Roma e Pisa. Mercoledì è il giorno di Dnd: Iacchetti ha commissionato a cinque grandi architetti – Stefano Boeri, Alfonso Femia, Maurizio Varratta, Cino Zucchi, 967 Arch. altrettante maniglie per Dnd e il lavoro sarà messo in scena da Francesco Librizzi nello showroom di Lualdi di Foro Buonaparte 74. Sempre giovedì, Iacchetti presenta una penna disegnata per Nava, nello showroom di via Durini giovedì. Tocca poi al servizio per insalata con tanto di dosatore per la salsa di soia disegnato per la collezione Hands on Design.

Iacchetti girerà per Milano “con la mia inossidabile Vespa PX, e l’idea di una nuova Vespa è l’argomento centrale di un articolo che Icon mi ha dedicato. Speriamo lo legga anche qualcuno dell’ufficio tecnico della Piaggio…”.

“Negli ultimi anni sono ossessionato dalla forma degli ossi” prosegue il designer, “ne ho disegnati tanti, grandi, piccolissimi, sottili, massicci. Il mio caro amico Emmanuel Zonta li ha trasformati in splendidi oggetti di legno: saranno esposti alla Galleria di Luisa delle Piane, un posto magico che non ha bisogno di presentazione”

E così siamo a domenica sera: “Organizziamo a casa la solita cena della tristezza, così battezzata perché suggella la conclusione della settimana più pazza dell’anno: è il luogo di pettegolezzi, chiacchiere, dichiarazioni roboanti esaltate da abbondanti libagioni ed effluvi alcolici. Mi sembra già di vedere i soliti amici attorno al tavolo di casa, le ore che si fanno sempre più piccole e il solito motto che tirerò fuori come una litania: troppo presto per andare a casa tardi, troppo tardi per andare a casa presto”.

A quanti Saloni e Fuorisalone hai partecipato? 

“Sicuramente diciotto, ma forse un po’ di più!”.

Come scegli eventi/allestimenti da andare a vedere, a parte chiaramente quelli in cui sei direttamente coinvolto?

“La regola è muoversi a caso, così si aggiunge il piacere della scoperta di cose non segnalate da nessuno”.

Che cosa ti aspetti di vedere in questa edizione? Che cosa potrebbe stupirti e che cosa, invece, eviterai?

“Evito il glamour, lo spreco di idee e di materiali, e poi ideologicamente mi rifiuto di vedere il lavoro di progettisti che non sopporto”.

Dove pensi sia possibile venire in contatto con i nuovi talenti e avere uno sguardo sulla ricerca, sulle nuove tendenze?

“Sicuramente in quei luoghi definiti da tutti come il concentrato di talenti e di ricerca, per quanto riguarda la parola ‘tendenze’: appena ne ho sentore giro i tacchi”.

Una caratteristica della Design week che ami e una che, se potessi, cambieresti.

“Le due cose coincidono: il fervore, il darsi un tono per cose effimere che durano cinque giorni, le persone che incontri e che saluti ripetutamente, il senso della festa, la malinconia che ti prende quando tutto sta per finire…”.

In che direzione pensi che il Salone e il Fuorisalone stiano cambiando nel corso degli anni?

“A mio avviso c’è una costanza di irrazionalità, anarchia e rumore che rimane costante, noto però un aumento costante della qualità delle cose, degli inviti, delle immagini, degli allestimenti…”.

Un nome da tenere d’occhio.

“Stefano Boeri”.

Un posto del cuore a Milano durante la settimana del design?

“La Galleria Luisa della Piane”.