Glass Week e Homo Faber, perché il design si dà appuntamento a Venezia - CTD
menu

13 settembre 2018

Vetro e non solo, perché il mondo del design si dà appuntamento a Venezia

Share:
light_blowing-venezia-serena_confalonieri-lotus-lampade

Dalla Glass Week a Homo Faber, la Laguna prova a lanciare un modello basato su manifattura e progettualità d’autore

Il design fa bene a Venezia, Venezia fa bene al design. Che si tratti di progetti con il vetro, come quelli sotto i riflettori in questi giorni di Glass Week, o delle altre manifatture al centro di Homo Faber che debutta oggi in Laguna.

light_blowing-venezia-fondaco_,marcello

Light Blowing al Fondaco Marcello @ Cristina Galliena Bohman

Un know-how storico e unico

È un momento importante per la scena creativa italiana che raduna in un know-how unico eccellenza artigiana, arte, industria e progettualità d’autore. Ed è un momento importante anche per Venezia, perché questa scena ha scelto proprio la Laguna per darsi appuntamento più volte nel giro di pochi mesi, mettere in mostra i suoi tesori e proporre un modello virtuoso che potrebbe/dovrebbe far scuola in tutto il Paese. Sembra quasi che Venezia si stia candidando a diventare un polo italiano della creatività, o almeno di quella più vicina alle sue tradizioni, alternativo a Milano.

homo-faber-stefano_boeri-fondazione_cini-allestimento

Homo Faber, il progetto dello studio di Stefano Boeri per l’allestimento curato da Jean Blanchaert, antiquario, gallerista, scultore e profondo conoscitore del vetro, per l’esposizione Best
of Europe all’interno della Sala degli Arazzi della Fondazione Cini.

Homo Faber non è un caso isolato

Oggi inaugura alla Fondazione Cini sull’Isola di San Giorgio Maggiore la mostra Homo Faber, crafting a more human future, prima edizione di un viaggio attraverso il ricchissimo e variegato patrimonio di creatività e competenze dei migliori designer e artigiani contemporanei e tradizionali attivi in tutta Europa. E non è un caso se Homo Faber (organizzato da Michelangelo Foundation in collaborazione con la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, la Fondation Bettencourt Schueller, la Fondazione Giorgio Cini e La Triennale Design Museum) abbia scelto proprio Venezia per il debutto. La città, pur con le sue contraddizioni (o forse proprio per quelle: una città che lotta per sopravvivere, resiste allo spopolamento e alla scomparsa delle sue manifatture), è infatti sotto i riflettori da alcuni mesi come palcoscenico e centro di produzione di una serie di eventi che puntano a rilanciare quel mix profondamente italiano (e in molti casi prima ancora veneziano) di alto artigianato e design.

homo-faber-stefano_boeri-fondazione_cini-allestimento

Homo Faber, il progetto dello studio di Stefano Boeri per l’allestimento curato da Jean Blanchaert, antiquario, gallerista, scultore e profondo conoscitore del vetro, per l’esposizione Best
of Europe all’interno della Sala degli Arazzi della Fondazione Cini.

Il “lodo veneziano” e la prossima Design Week

Tra maggio e giugno era stata la rassegna Design.Ve a esaltare la creatività d’autore per palazzi storici, calli e campielli scegliendo come filo conduttore un tema legato al genius loci, ovvero il design che sa adattarsi darwinianamente alla realtà, perché nessuno meglio dei veneziani sperimenta da secoli la capacità di fare di necessità virtù e di farlo con stile. Dal 6 al 14 ottobre tornerà, invece, la Venice Design Week, aprendo le porte di residenze storiche e puntando ancora una volta al dialogo con l’arte e con l’autorialità, declinato ovviamente in chiave contemporanea.

light_blowing-venezia-soffi-lampada

Crystal di Soffi @ Cristina Galliena Bohman_

Un nuovo modello: Light Blowing

Se dovessimo scegliere un evento per riassumere questo “lodo veneziano” che comincia a imporsi, punteremmo su Light Blowing all’interno della Glass Week ancora in corso. Se la settimana del vetro è una serie di mostre e performance che rimandano al sogno, neanche tanto taciuto, di rivitalizzare con il design la manifattura di Murano, Light Blowing, giunto alla seconda edizione, fa un salto passando da evento espositivo a format stabile con focus su collezioni inedite, installazioni site-specific e edizioni limitate realizzate espressamente per l’evento veneziano.

light_blowing-venezia-medusa-ochre-lampadario

Medusa Bloom di Ochre @ Cristina Galliena Bohman

Nata da un’idea di Samantha Punis e Ilaria Ruggiero, la rassegna è una selezione di opere “fatta cercando di dare voce a progetti nuovi dal punto di vista del metodo produttivo, della tecnica o per il lay-out finale, seguendo un percorso preciso e coerente con la nostra visione e con i nostri gusti”, spiegano le due direttrici artistiche.

light_blowing-venezia-cluster-lampadario

Cluster, frutto della collaborazione di dieci artisti e con il National Museum di Stoccolma
@ Cristina Galliena Bohman

light_blowing-venezia-cluster-lampadario

Cluster, frutto della collaborazione di dieci artisti e con il National Museum di Stoccolma @ Cristina Galliena Bohman

A Light Blowing 2018, all’interno del Fondaco Marcello affacciato sul Canal Grande, si alternano installazioni luminose come Magus di Filippo Feroldi per Purho e Colleoni Arte in cui 25 sfere di vetro soffiato vengono contaminate da tessuti dai colori e trame decisi. E poi The Medusa Bloom di Ochre composta da 76 luci per un effetto scultoreo, Crystal di Soffi in cui grappoli di luci giocano con l’effetto ottico del cristallo naturale.

Cristina Celestino e WonderGlass: l’incanto impalpabile dei fiori essiccati

Se la manifattura qui è determinante, forte è la mano autoriale, realizzando un connubio che può spingere le aziende e rigenerare i circuiti dell’alto artigianato. Ispirata dalla natura anche Cristina Celestino che presenta Physalis disegnata per WonderGlass. Il punto di partenza per la designer friulana è stato il delicato processo di raccolta di fiori freschi a scopo di essiccazione. In particolare Celestino si è concentrata sulla varietà di piante da fiore Physalis per la loro caratteristica forma a lanterna, un’architettura organica effimera costituita da un involucro molto leggero e impalpabile. Physalis è soffiata dai maestri vetrai di WonderGlass utilizzando il vetro Pulegoso a Murano. Come il fiore con la sua tavolozza di colori tipicamente desaturata, i pezzi spaziano dai toni più caldi del rosa ai bianchi semitrasparenti. La replica del vetro è composta da un vetro rosa pallido filtrato dalla trama delle bolle racchiuse in esso. Quasi impercettibile esteriormente, il vetro risulta delicato e brillante. Composto da tre frutti lasciati pendere dolcemente da una ramificazione di metallo e illuminati da una luce impalpabile, Physalis sembra voler offrire i propri frutti per la raccolta.

light-blowing-venezia-cristina_celestino-wonderglass-lampade

Physalis di Cristina Celestino per WonderGlass @ Cristina Galliena Bohman

light-blowing-venezia-cristina_celestino-wonderglass-lampade

Physalis di Cristina Celestino per WonderGlass @ Cristina Galliena Bohman

Ci sono poi le nuovissime Lotus di Serena Confalonieri per Mason Editions proposte in edizione limitata per l’evento veneziano, e infine Cluster, frutto di un lavoro collettivo in cui dieci designer — Matti Klenell, Katja Pettersson, Simon Klenell, Åsa Jungnelius, Ludvig Löfgren, Stina Löfgren, Gabriella Gustafson, Monica Backström, Mattias Ståhlbom e Carina Seth Andersson — hanno dato vita a un progetto di illuminazione realizzato per The Glass Factory in collaborazione con il National Museum di Stoccolma.

light-blowing-venezia-serena-confalonieri-lotus

Lotus di Serena Confalonieri per Mason Editions, edizione speciale @ Cristina Galliena Bohman

Una direzione per la manifattura, la crescita per le aziende

Il valore aggiunto di una rassegna come Light Blowing è proprio il fatto di avvicinare alta manifattura, progettualità d’autore e brand: “Le aziende, i designer che operano con questo materiale, sono del resto i primi a sentirne la necessità” spiegano Punis e Ruggiero. Sottolinea Andrea Dotto, ceo di Purho: “Il design è un valore aggiunto per la classicità di un materiale che è rimasto arenato ai fasti del passato. Avere la possibilità di collaborare con designer che hanno voglia di sperimentare con il vetro, che hanno voglia di mettersi in questa missione è un dato positivo. È necessario fare gruppo affinché il vetro muranese torni ad essere tutelato. La presenza di un progetto come Light Blowing — capace di dialogare con i grandi centri di produzione vetraria e con il designer internazionale — può rappresentare un punto di svolta”. Insomma, non resta che aspettare e vedere dove porterà questa via veneziana del design.

light_blowing-venezia-magus-filippo_feroldi-lampade

Magus di Filippo Feroldi per Purho e Colleoni Arte @ Cristina Galliena Bohman