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15 aprile 2018

Gumdesign: niente stress, al Fuorisalone fatevi guidare dal passaparola

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La coppia di designer toscani: evitiamo i party esclusivi e speriamo di vedere meno cucine ambulanti…

di Isabella Clara Sciacca

Con la Casa di pietra uniscono design e alto artigianato. Gumdesign sono Gabriele Pardi e Laura Fiaschi.

A quanti Salone del Mobile avete partecipato?

“Nel 1999 abbiamo partecipato al nostro primo Salone Satellite, da quel momento abbiamo sempre vissuto attivamente sia il Salone del Mobile con prodotti dedicati ad aziende che il Fuorisalone, curando eventi e partecipando a mostre culturali”.

Come scegliete gli eventi da seguire?

“Cerchiamo di vivere la settimana milanese come una ‘vacanza’, utile per la nostra mente e per la nostra formazione professionale; tempo fa programmavamo le visite, costruivamo un calendario ma con il passare degli anni ci siamo resi conto che la cosa migliore è ‘lasciare al caso’ le destinazioni, seguire il passaparola… ed è il modo migliore per incontrare amici, vivere Milano con poca ‘ansia da prestazione’ e soprattutto trasformare una settimana di lavoro in una settimana di relax culturale”.

Che cosa vi aspettate di vedere in questa edizione? 

“Vorremmo vedere il Fuorisalone come un unico grande evento territoriale dedicato alla ricerca e alla sperimentazione”.

Che cosa potrebbe stupirvi e che cosa, invece, eviterete?

“Resteremmo stupiti se la presenza di cucine ambulanti, macchine brandizzate diminuisse drasticamente…, ma non accadrà; eviteremo tutto ciò che potrà diventare folla, ressa, party esclusivi, vogliamo recuperare un momento di energia creativa internazionale”.

Un tema di questo Fuorisalone è artigianato e grande distribuzione, il vostro milieu: quali sono le realtà più interessanti da seguire?

“Da alcuni anni stiamo lavorando molto sul tema del design e dell’alto artigianato, crediamo sia una tappa fondamentale per la costruzione di un designer; innovazione, prodotto, tecnologie tradizionali ed avanzate devono convivere per costruire nuove strade imprenditoriali sulle quali fondare una vera ripresa del tessuto sociale, professionale e produttivo in Italia. Ma teniamo a precisare che una strada non preclude l’altra, sono percorsi complementari che permettono al creativo di estendere le proprie conoscenze, competenze, sensibilità al mondo del progetto”.

Dove pensate che sia possibile farsi un’idea della ricerca?

“Non amiamo la parola tendenze, nasconde spesso un circuito intossicato e poco profondo che deriva semplicemente da soluzioni di comodo prese sottobraccio da chi non conosce il mondo del progetto; la ricerca, l’attenzione alle tecniche ed ai materiali, i percorsi narrativi si trovano sia al Salone che al Fuorisalone, sono punte che emergono come monili trovati per caso in un mercatino dell’antiquariato”.

Una caratteristica del Salone che amate e una che, se poteste, cambiereste.

“La vitalità, l’energia, la conoscenza… non amiamo invece la direzione “patinata”, basata su tendenze e non su concetti/progetti”.

In che direzione pensate che il Salone stia cambiando nel corso degli anni?

“In questo momento c’è una grande attenzione al mondo dell’alto artigianato, alle maestranze che vanno recuperate e potenziate, ai materiali da utilizzare in modo innovativo; una grande sensibilità per l’ecosostenibilità e per una produzione controllata di piccole e medie aziende”.

Salone o Fuorisalone? 

“Entrambi”.

Un nome da tenere d’occhio.

“Nostra figlia Alice ;-)”

Un posto del cuore a Milano durante la settimana del design.

“Il quartiere di Brera resta per noi sempre uno dei luoghi più affascinanti, per il suo tessuto urbano e per le sue attività locali; alcuni angoli restano incontaminati e veramente piacevoli da vivere in tranquillità”.