Meno coltelli, più sedie e colore: Ikea sbarca in India - CTD
menu

10 agosto 2018

Meno coltelli, più sedie e tende in technicolor: Ikea cambia stile per sbarcare in India

Share:
ikea-india-negozio

Anche i colossi si adeguano. Come ha fatto il brand svedese per il suo primo punto vendita nel Subcontinente preso d’assalto all’inaugurazione

Bisognava esserci. A Hyderabad, nel sud dell’India, quando il 9 agosto ha aperto i battenti il primo negozio Ikea del Subcontinente. Una processione di quaranta mila aspiranti shopper, famiglie, lavoratori in ferie per un giorno, alcuni arrivati dalla parte opposta del Paese, in coda fino a un’ora per entrare nello store con cui il colosso svedese muove alla conquista di un mercato nuovo. Un mercato che cresce di più (il 9 per cento in un anno) e più rapidamente di quelli occidentali (il giro d’affari dei negozi Ikea nel mondo l’anno scorso è stato il 4 per cento più alto dell’anno precedente).

Ma anche i colossi, si sa, devono adeguarsi. Così, l’apertura di questo centro vendite di 37 mila metri quadrati con 950 dipendenti, il primo di una serie di venticinque che il marchio vuole inaugurare da qui ai prossimi sette anni e per tirare su il quale ce ne sono voluti sei, è diventato un case history di come una multinazionale lavora per avere successo e fare business assecondando le esigenze di una cultura completamente diverso.

ikea-india-negozio

L’ikea di Hyderabad, in India

Per questo all’Ikea di Hyderabad troverete meno coltelli (a tavola in India si usano poco o nulla) e più cucchiai. Oppure molte più sedie e sgabelli pieghevoli che negli altri store occidentali, visto che le famiglie indiane, mediamente più numerose, amano ricevere ospiti e “allargarsi” ancora di più. Anche gli allestimenti hanno richiesto un grande spirito di adattamento del gigante scandinavo: armadi e tavoli da lavoro sono esposti più in basso per venire incontro alle donne indiane, meno alte delle europee o americane. E ancora i lettini per bimbi sono in mostra all’interno delle camere da letto degli adulti, perché in India il momento del distacco dalla stanza di mamma e papà arriva più tardi. Molte, poi, le ricette indiane nel ristorante del negozio che ha mille posti a sedere, più che in qualsiasi altra area ristorazione dei negozi Ikea nel mondo. E poi, per tornare ai mobili, piedi dei tavolini modificati per resistere alla tanta acqua che gli indiani usano per lavare i pavimenti.

ikea-india-negozio-allestimento

L’ikea di Hyderabad, in India

Tutti adattamenti decisi dopo che un team di dipendenti ha osservato un migliaio di case in giro per tutta l’India, mentre il centro veniva costruito. Grande attenzione anche al colore: “Gli indiani amano i loro colori, quindi abbiamo deciso di puntare sulla vivacità per l’allestimento”, ha detto a The Verge Mia Lundstrom, direttore creativo di Ikea India. Succede così che sugli scaffali dei prodotti quelli con le tonalità più luminose dell’arancio e del blu vengono visualizzati in primo piano, mentre quelli marroni e grigi finiscono sul retro, al contrario di quanto avviene per esempio in Europa. Tutto questo non ha impedito che negli occhi dei quaranta mila neoclienti stregati dalle novità, e che conoscevano Ikea dal web, si leggesse straniamento. Ha raccontato a The Verge Max Monauierm, un dirigente del negozio: “Vogliono sapere come acquistare roba, quale sia il processo di assemblaggio”. Le domande più frequenti riguardano i prezzi e la consegna.

Piedi dei tavoli modificati, ristorante da mille posti con ricette locali, letti per bimbi allestiti nelle camere degli adulti e personale assunto per il montaggio. Uno staff ha monitorato la vita in mille case del Paese per capire come avere successo

Teoricamente, Ikea dovrebbe far breccia in India grazie ai prezzi, che sono sicuramente concorrenziali come in tutto il mondo, ma forse non quanto basta. Il punto è che nel Subcontinente la quasi totalità di mobili, complementi e oggetti per la casa si comprano in piccoli negozi specializzati già abbastanza economici e che offrono spesso consegna a domicilio e montaggio gratuiti. Il colosso ha perciò abbassato i prezzi (sebbene questi siano poi soggetti a ricrescere per via della tassazione locale che fa salire il prezzo di prodotti di importazione dal 30 al 50 per cento), assunto centocinquanta addetti al montaggio e attivato una partnership con UrbanClap, una piattaforma che mette in contatto i propri utenti con traslocatori, tuttofare e falegnami, per offrire il servizio a tutti i clienti. Sempre per tenere i prezzi più bassi, l’azienda sta puntando su fornitori locali per tappeti, cuscini, materassi e divani, adempiendo così a un’altra legge, che obbliga le aziende che vendono in India a rifornirsi per una certa quota di prodotti nazionali.

Ikea-India-negozio

L’ikea di Hyderabad, in India

L’unica certezza dell’Ikea indiana, insomma, restano i nomi dei prodotti: tutti rigorosamente originali. Va bene adeguarsi, ma fino a un certo punto.

 

Tagsikea