Il duplex portato alla luce grazie al design dei colori - Cieloterradesign
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Claudia Coppa

21 Maggio 2020

Il duplex era un vicolo cieco, il design di colori e luce gli ha cambiato volto

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Il progetto dello studio Lucas y Hernández-Gil che cita Max Rothko e Daniel Buren

Fondato a Madrid nel 2007, lo studio Lucas y Hernández-Gil definisce il suo approccio al progetto curioso, intuitivo e con un punto di vista differente. Nel 2019, lo studio ha saputo affrontare e risolvere in un modo fuori dagli schemi il problema di illuminazione che contraddistingueva questo duplex dalla conformazione stretta e profonda e con scarsa illuminazione e connessione con l’esterno.

L’accesso, diretto su piano strada, è delineato da due grandi vetrate schermate da una struttura metallica verticale che dà l’idea di nascondere uno showroom. Una volta entrati, un ambiente total white interrotto da una parete curva in lamiera blu che nasconde un bagno color salmone, un soffitto metallico che alterna pieni e vuoti con un risultato cromatico che ricorda Daniel Buren, e una griglia a pavimento che permette il passaggio della luce esterna fino al piano sottostante.

Subito si intuiscono i giochi di luce che caratterizzeranno l’appartamento lungo il percorso longitudinale che si sussegue ambiente dopo ambiente. Fra lo spazio di ingresso e il resto dell’abitazione, infatti, si trova una piccola corte mediterranea verdeggiante illuminata da luce esterna, che ritornerà in modo naturale e artificiale al piano seminterrato, come elemento fondamentale di rapporto continuo con l’esterno anche in mancanza di un contatto diretto.


Più avanti un lucernario che, come un pozzo di luce verticale, illumina la scala dall’alto fino in fondo, e poi la cucina, il soggiorno e la prima camera da letto, in cui il bianco viene interrotto dagli arredi colorati pensati dallo spin-off dello studio Kresta Design, che si occupa in modo specifico dei progetti di arredamento e design.

Scendendo, si viene accolti dagli improvvisi ma avvolgenti colori blu cobalto e rosa pesca della scala, che individuano una dualità cromatica ispirata ai campi di colore di Rothko. Da qui le sensazioni cambiano, e nonostante il tutto sia in linea con l’identità che caratterizza il piano sovrastante, gli spazi appaiono surreali.

Alternarsi di geometrie, passaggi dal bianco al blu e poi al rosso, spazi di passaggio asettici con luci al neon viola, tende argentee di separazione, ma soprattutto un finto tappeto erboso in un color arancio fluo da cui emerge la vegetazione che gode della luce filtrata proveniente dal piano terra.
Ad affiancare l’armonico contrasto fra il verde e l’arancione, i pannelli metallici ondulati che ricoprono tutte le pareti circostanti riflettendo la luce e portandola fino alla camera adiacente.

Tutti gli spazi, seppur sempre flessibili e permeabili, vengono quindi differenziati e caratterizzati dalle geometrie, dai colori e dai materiali con un unico scopo: irradiare l’ambiente con un senso di luce naturale.