Il sogno di Roma viaggia su due ruote | CieloTerraDesign
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Alberto Fiorillo

30 luglio 2016

Il sogno di Roma viaggia su due ruote

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Il Grab spiegato da chi lo ha progettato

Foto di Andrea Romagnoli

Amare i posti belli è semplice. Bisogna imparare a voler bene anche a quelli brutti: è la prima cosa da fare per riuscire a cambiarli, renderli migliori. Ecco uno dei proponimenti del GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Bici capitolino: far apprezzare Roma, tutta Roma, e farla conoscere davvero a fondo, in bici e a piedi. La Roma magica, eterna, seducente del Colosseo e dell’Appia Antica, di San Pietro e Castel Sant’Angelo, del biondo Tevere e di Villa Borghese. Ma anche la Roma che appare anonima e scialba solo a chi la osserva con superficialità: quella di borgata – di Tor Marancia e Quadraro – o quella della periferia multiculturale di Torpignattara. Quartieri dove, per dire, la street art sta via via riempiendo di colore le facciate dei palazzi, facendo crescere la voglia, la pretesa di portare bellezza anche fuori dal centro storico.

Il GRAB, dunque, non è solo il progetto per la realizzazione di un anello ciclopedonale di circa 45 chilometri accessibile a tutti che si sviluppa completamente all’interno della città di Roma. E’ un prodotto del made in Italy, un modo innovativo di valorizzare la città, può facilmente diventare un’eccellenza del Paese.

Antitesi del G.R.A. delle auto, è un’infrastruttura leggera e ad alta redditività economica e culturale, un investimento capace di attrarre nuovi turismi a impatto ridottissimo, dai cicloviaggiatori agli amanti del trekking urbano, una via car free per la mobilità interquartiere, il prologo dello sviluppo di una vera rete ciclabile metropolitana e di diffusi interventi di manutenzione e rigenerazione territoriale.

Il GRAB è la ciclovia urbana più affascinante del mondo e insieme un moderno Grand Tour, una lezione itinerante di storia: parte da Romolo e Remo e dalla millenaria magia della Regina Viarum – la via Appia – e arriva alle architetture contemporanee di Zaha Hadid e di Renzo Piano e alla street art del Quadraro e di Torpignattara unendo tra loro Colosseo, San Pietro, Trastevere e il centro storico, la Galleria Borghese, l’Auditorium, il MAXXI e tantissimi altri punti di interesse, attraversando parchi e inaspettati paesaggi bucolici (a 3.000 metri dal Foro Romano ci sono pastori e greggi di pecore), costeggiando i fiumi Tevere, Aniene, Almone.

Il Raccordo ciclabile impone la pedonalizzazione dell’Appia Antica, sollecita la nascita del parco archeologico di Roma tra la Colonna Traiana e i Colli Albani così come lo aveva sognato Antonio Cederna già negli anni Cinquanta. L’anello connette inoltre zone densamente popolate e aree marginali che possono trovare nel GRAB un originale meccanismo di innesco di processi di trasformazione urbana, generando green economy e green jobs.

Coltivare bellezza nella parte fragile delle città, proporre un nuovo uso e trovare nuove funzioni a spazi trascurati senza aggiungere nuove volumetrie, rammendare questi territori tra loro e farli diventare parte integrante del tessuto urbano è, infatti, uno dei grandi obiettivi a cui punta con forza l’anello. Il percorso ipotizzato, tutto pianeggiante, si snoda in larga parte lungo vie pedonali, pedonalizzabili e ciclabili, ville storiche e argini fluviali. Pochi chilometri si sviluppano su strade a bassissima intensità di traffico. Poche migliaia di metri sono attualmente congestionati da un intenso flusso di veicoli motorizzati.

Grazie alla validità dell’idea progettuale, frutto del lavoro volontario delle associazioni che lo hanno ideato e promosso, il GRAB non solo è immediatamente finanziabile dalla legge di stabilità, ma ha favorito l’inserimento nell’ultima manovra economica del governo di uno stanziamento di 91 milioni di euro nel triennio 2016-2018 per la realizzazione di quattro itinerari di interesse nazionale, prologo di una futura rete ciclabile italiana: oltre alla ciclovia del Grande Raccordo Anulare delle Bici, ci sono la Ciclovia del Sole tra Verona e Firenze, VENTO tra Venezia e Torino e la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese tra Basilicata, Campania e Puglia. Quando finalmente il GRAB sarà completato, la capitale e il Paese avranno un corridoio verde, una greenway unica e irriproducibile che trasmetterà nell’immaginario di chi abita a Roma e di chi la vive da turista l’idea che si tratta di una città easy, accogliente, sana, moderna.