Fiam Italia: il sogno di vetro di Vittorio Livi | CieloTerraDesign
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Paolo Casicci

2 dicembre 2016

Il sogno di vetro di Vittorio Livi, Fiam Italia

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Fiam ghost_ciniboeri-1

Dal MoMa a Roma. Fattorini espone i pezzi più significativi del noto brand italiano

Nell’avventura del design italiano del Novecento, il caso di Fiam Italia rappresenta una scommessa vinta due volte. Per l’estetica, ovviamente. Ma anche per la tenacia alla base della ricerca tecnologica che ha permesso al brand marchigiano di inseguire, realizzare e aggiornare continuamente quella linea di trasparenza e raffinatezza che da quarantatré anni è il suo marchio di fabbrica. Un marchio riassumibile nelle parole “vetro curvato”.

Per questo è un’occasione da cogliere la mostra Sogni di vetro che s’inaugura sabato 3 dicembre a Roma da un’idea di Fattorini – che la ospita nel suo showroom nel cuore della capitale – e a cura di Cieloterradesign, con dieci tra mobili e complementi di arredo Fiam Italia firmati da archistar e creativi di tutto il mondo. Senza trascurare la finalità sociale: all’opening sarà venduta una serie limitata di vassoi Fiam realizzati per l’occasione. Il ricavato andrà a finanziare il progetto di un’aula didattica e ricreativa nella scuola Angelo Ruffini di Arquata del Tronto, comune messo in ginocchio dai terremoti recenti.

Dal tavolo Ragno, ricavato dal patron Vittorio Livi da un’unica lastra di vetro nella metà degli anni Settanta, agli specchi Caadre e Mirage, firmati rispettivamente da Philippe Starck e Daniel Libeskind, passando per la poltrona Ghost di Cini Boeri – forse il pezzo più celebre, del 1987, che ha ottenuto la ribalta mondiale del MoMa newyorchese – la storia di Fiam passa per una innovazione continua al servizio della bellezza.

Quando Massimo Morozzi volle disegnare Hydra, un tavolino dalle sagome particolarmente pronunciate, Livi inventò Paser, uno strumento in grado di pompare acqua e polvere abrasiva alla velocità di mille metri al secondo. Per il tavolo Illusion di Starck, invece, fu necessario dotare l’azienda di un impianto per la lavorazione del vetro a mille gradi.

Undici anni prima, nel 1987, Fiam stupì Cini Boeri, che dichiarò: “Non avrei mai pensato di fare una poltrona in vetro. La mia iniziale diffidenza per un’idea che sembrava irreale fu superata dal desiderio/sfida di vedere se fosse possibile concretizzarla. E se Fiam sarebbe stata così brava da riuscire a realizzarla”. Il palcoscenico del MoMa fu la risposta migliore ai dubbi dell’architetta milanese. Oggi Fiam è arrivata alla quinta generazione di macchinari, dando vita a una miscela riconosciuta in tutto il mondo come l’eccellenza nella formula che fonde la componente dell’alta manifattura e della sapienza artigianale con quella industriale e hi-tech.

Alla mostra Sogni di vetro si potranno ammirare, oltre alle creazioni di Livi, Libeskind, Starck e Cini Boeri, anche opere di Rodolfo Dordoni, di Paolo Rizzatto, di Dante Benini, Luca Gonzo e Helidon Xhixha, di Marta Laudani e Marco Romanelli e di Satyendra Pakhalé.

A fare da cornice alle prestigiose opere è lo showroom nel cuore di Roma, in via Arenula 55, di Fattorini, azienda che da oltre vent’anni si occupa di arredamento di design di alta gamma. Il negozio ha da sempre una particolare attenzione per la sostenibilità ambientale e la scelta dei prodotti proposti nei due spazi, uno nel centro storico e l’altro in via Tuscolana 1185, privilegia quelli realizzati da aziende con le quali Fattorini condivide l’approccio etico.

I visitatori potranno condividere i propri scatti con gli hashtag #sognidivetro e #dreamsofglass