Jannelli&Volpi, la carta da parati diventa design circolare - CTD
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Paolo Casicci

30 ottobre 2019

Jannelli&Volpi, la carta da parati diventa design circolare

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Gli scarti in pvc dell’azienda milanese diventano base per l’erba dei campi sportivi. Una storia d’eccellenza che ha per protagonista un marchio da sempre pioniere della sostenibilità

C’è un legame molto forte tra il decor delle nostre case, la domanda di bellezza e l’esigenza di un’industria più sostenibile. Questo link passa da Tribiano, in provincia di Milano, per l’esattezza da uno stabilimento di 23 mila metri quadrati dove ogni giorno si producono 16.500 chili di rolli di carte da parati destinati a riempire tre container diretti in ottanta paesi di tutto il mondo.

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I granuli ricavati dagli scarti di Pvc

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La parola chiave di questa storia è circolarità, e a metterla in campo – anche letteralmente – è un marchio storico del design italiano come Jannelli& Volpi, eccellenza fondata nel 1961 e che da allora ha impresso sulle proprie bobine la creatività di nomi che vanno da Italo Lupi a Paola Navone, senza contare le licenze per brand come Armani Casa, Missoni e Marimekko.

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Il Pvc viene staccato dallo scarto dei parati e riutilizzato

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L’ultima scommessa dell’azienda milanese è il frutto di un percorso intrapreso da tempo con la discrezione tipica di chi innova senza imbracciare il megafono. Si tratta di un processo che permette agli scarti di lavorazione della carta da parati vinilica di diventare materia “seconda”, destinata, nella fattispecie, a fare da base e riempimento per campi sportivi in erba sintetica, evitando il passaggio in discarica.

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Con Greenwall, ovvero il risultato di questo processo, siamo in quel mondo in cui le aziende innovano percorrendo strade che, all’apparenza, non rappresentano un business diretto, ma che lo diventano posizionandole in un circuito virtuoso, al passo con i migliori case history mondiali.

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Greenwall nasce dall’incontro di Jannelli&Volpi con Polygreen. Un incontro facilitato a sua volta dal caso, ovvero la chiusura, per ragioni giudiziarie, della discarica in cui l’azienda di parati portava i propri scarti. “Da quell’emergenza è nato il bisogno di ingegnarsi per trovare una soluzione”, racconta Paola Jannelli. “E la soluzione è arrivata dall’incontro con Polygreen, grazie a cui abbiamo maturato la consapevolezza che l’economia circolare è un fatto di condivisione: da soli non si va da nessuna parte, mentre uno scambio di competenze aiuta a risolvere i problemi di tutti e migliora l’ambiente”.

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L’impiego principali dei granuli di recupero è come base per campi sportivi in erba sintetica

Alla base di Greenwall c’è una tecnologia totalmente made in Italy, un procedimento brevettato in grado di fornire un prodotto ad alte prestazioni sportive, a basso impatto ambientale e con altissima resistenza ai raggi UV e all’usura, oltre al minor consumo di acqua per l’irrigazione. Il granulo termoplastico, chiamato Ecotherm, si ottiene aggiungendo fibra vegetale come la cellulosa e triturando la componente vinilica della carta da parati di scarto. Sulla base di granuli viene poi posata l’erba sintetica in campi omologati da Fifa e Figc (ogni anno ne vengono realizzati oltre cento che richiedono tra le ottanta e le cento tonnellate di granuli polimerici), ma il potenziale di utilizzo è molto più ampio, dalle pavimentazioni per palestre indoor ai campi da basket e pallavolo, fino alle aree gioco per bambini e le piste ciclabili. A loro volta, i granuli utilizzati per i campi possono essere riciclati e reimpiegati al 100 per cento, chiudendo il cerchio di questo ciclo virtuoso.

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Jannelli&Volpi, parete del Creative Lab nello stabilimento di Tribiano

Non è un caso che a mettere in pratica questo processo di vera economia circolare sia un’azienda che da tempi non sospetti è impegnata ad alzare gli standard ecologici. Gli scarti vinilici recuperati con Greenwall sono infatti l’ultimo anello di una catena di recupero che vede i pallet e i rifiuti legnosi trasformati in pellet per il riscaldamento, gli scarti metallici dei macchinari (per sostituzioni e manutenzione) portati nella ricicleria istituzionale e quelli della carta e TNT, ottenuti dalle bobine di avviamento, diventare coriandoli per i bambini o per imballaggi. “In azienda abbiamo iniziato a stampare rinunciando ai solventi a favore degli inchiostri a base d’acqua nei primi anni Ottanta, quando ancora non lo faceva nessuno” ricorda poi il responsabile di stabilimento Vito Intini.

La collezione JV451 Yumiko che debutterà a Déco Off a gennaio, design CreativeLab Jannelli&Volpi. 

Collezione Yumiko, debutto previsto il prossimo gennaio a Déco Off

Nel futuro di Jannelli&Volpi potrebbero esserci ulteriori novità sostenibili: l’azienda sta valutando la dotazione di una centrale a pannelli solari di ultima generazione e di un sistema di cogenerazione a gas metano che permetterebbero di coprire la maggior parte dei consumi energetici in alcune fasce orarie e di diventare fornitore della rete. Dalla cogenerazione si ricaverebbero acque di raffreddamento e calore, che completerebbero la rete di recupero energetico attiva da anni che reimpiega per scopi termici il calore sprigionato dagli impianti produttivi. E’ poi allo studio il progetto della casa dell’acqua, da completare entro il 2020 per eliminare l’utilizzo delle bottiglie di plastica. E si sta lavorando per ottenere un Pvc composto da sostanze eco-compatibili.