Keep Life, il design esce dal guscio con un nuovo materiale sostenibile - CTD
menu
Paolo Casicci

17 Novembre 2020

Keep Life, il design che esce fuori dal guscio

Share:

Un nuovo materiale sostenibile nato da un brevetto di Pietro Petrillo ed esaltato nelle collezioni di undici designer

È sempre una buona notizia l’arrivo di un materiale nuovo nel mondo del design, specialmente se aiuta a progettare in maniera sostenibile e circolare. Keep Life, inventato con tanto di brevetto industriale nel 2017 dal designer campano Pietro Petrillo, è un materiale naturale ricavato dai gusci di nocciole, castagne, noci, mandorle, pistacchi e arachidi con l’aggiunta di un legante privo di sostanze nocive, di solventi e di formaldeide.

Crunchy, maniglie e pomelli di Studio Irvine

“Keep Life è ‘diversamente legno’” sorride Petrillo, che da due anni ne promuove l’impiego con una call aperta ai colleghi designer, chiamati a misurarsi con le proprietà di un materiale che mantiene un che di primordiale e garantisce tre diversi tipi di finitura e levigatura, da quella più materica a una liscia e non porosa.   

Lo specchio e portaoggetti My Landscape di Marta Laudani

Cosa vuol dire esattamente che Keep Life è ‘diversamente legno’? 

Keep Life vuol dire mantenere in vita: è un gesto concreto per prolungare l’esistenza di un albero attraverso una sua parte. Il guscio del frutto conserva infatti al suo interno una parte di lignina, la stessa sostanza contenuta nei tronchi. Vuol dire che ciascun guscio mantiene le proprietà fisiche che attribuiscono al legno resistenza, durezza, rigidezza e densità. Insomma, Keep Life è a tutti gli effetti legno anche se non percepiamo i gusci come tale.

Eduardo, set da caffè di Design Espresso

Più che un nuovo materiale, Keep Life è un nuovo modo di ricavare il legno dai gusci della frutta secca, di cui finora nessuno aveva colto le potenzialità nel design. Scartati dalle aziende agroalimentari, i gusci diventano materiale combustibile, in questo caso sono un’alternativa all’abbattimento degli alberi

Puddle, specchio firmato Sovrappensiero

Da dove nasce l’idea di ricavare un materiale dai gusci? 

Da una cena di Natale in famiglia. Al Sud è usanza accompagnare i pasti con un cesto di paglia intrecciata che contiene ogni tipo di frutta secca. Cinque anni fa, per caso, osservando i gusci vuoti sul tavolo, ho notato che formavano quasi un manto armonico e irregolare con diverse sfumature di colori. Ho pensato che da quel tappeto poteva nascere un materiale e nel giro di due anni è arrivato il brevetto. Dopo una prima fase di stagionatura del guscio, avviene una selezione che li differenzia per resistenza e colore, passando per una prima analisi granulometrica degli inerti eseguita tramite setacciatura. Una volta raggiunta la combinazione desiderata, si può passare all’impasto a mano utilizzando gli inerti e il legante. La fase successiva prevede l’essicazione del materiale con conseguente auto-indurimento all’interno di stampi, progettati su misura e realizzati mediante stampaggio 3D con filamenti naturali. L’intero processo di essiccazione dura dai venti ai trenta giorni ed è effettuato in modo del tutto naturale. L’ultima fase di lavorazione prevede l’utilizzo delle tradizionali attrezzature da falegnameria con l’impiego della tecnologia del CNC. 

 

Core, i gioielli di Silvia D’Ambrosio

Ma abbiamo ancora bisogno di materiali nuovi, anche se naturali? 

Rispondo con una domanda: e se catalogassimo Keep Life non come un materiale nuovo, ma come un nuovo modo di ricavare un legno leggermente diverso da quello che conosciamo? I gusci, come dicevo, sono un’estensione vera e propria dell’albero e quindi Keep Life è un materiale in continuità con il legno, con la differenza che mentre gli alberi sono coltivati e poi abbattuti per estrarre il legno dai  tronchi, i gusci finora non erano stati presi in considerazione. In realtà io credo che sia indispensabile non solo pensare allo sviluppo di nuovi materiali, ma soprattutto allo sviluppo di nuovi processi produttivi che partono da materiali già in uso (il legno, appunto) che nel caso specifico di Keep Life provengono da un’attenta osservazione della natura stessa e non sono da intendere come processi di riciclo, bensì di continuità materica. I materiali tradizionali a nostra disposizione vanno rivisti nei processi produttivi cercando di renderli il meno impattanti possibile. La scelta deve essere consapevole e garantire il futuro smaltimento o la rigenerazione dei materiali stessi.

Lonely Bees Club di Bsse/34, casetta per api

Memorie, lo scrigno di ricordi di Pietro Petrillo impreziosito dalla carta di Amalfi

Quale valore aggiunto porta Keep Life nel mondo dei materiali?

Diciamo che, più che aggiungere, Keep Life semplifica. Perché può diventare un’alternativa materica al legno da tronco e incentivare la coltivazione degli alberi da frutto piuttosto che l’abbattimento degli alberi stessi.  

Il piantatoio di Matali Crasset

Quali sono gli impieghi migliori di Keep Life? 

Keep Life esalta l’aspetto primordiale di un mobile o di un oggetto. Una creazione realizzata con Keep Life colpisce al tatto, ma anche l’olfatto e la vista, perché il suo profumo e i suoi colori rimandano a contesti prettamente naturali. Avere in casa qualcosa realizzata con Keep Life vuol dire mettere al centro la natura. I designer che si sono cimentati nella call hanno realizzato mobili e oggetti i più diversi: set da caffè e porta ricordi, lampade tascabili e panchine. Insomma, Keep Life è perfetto per arredi come per complementi e pure per rivestimenti.

Veneris, specchio e portagioie di Nunzia Ponzillo

È stato semplice convincere l’industria agroalimentare a rifornirti dei gusci di scarto che in genere sono destinati a una fine diversa? 

La difficoltà iniziale è stata quella di inserire il lavoro di recupero del guscio in un mercato chiuso, visto che le aziende che lavorano il frutto hanno già da tempo una rete di acquirenti che comprano il guscio per uso combustibile. Quindi il vero problema è stato far capire che da un certo punto in avanti il guscio poteva continuare il proprio ciclo di vita. 

Almond, specchio da tavolo di Dudesign Studio