La Milano Design Week 2019 in 6 parole chiave - CTD
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Redazione

14 marzo 2019

La Milano Design Week 2019 in 6 parole chiave

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Guida pratica per eventi e temi al prossimo Fuorisalone

Ticket

Per la prima volta, per visitare parte di un distretto della Design Week milanese bisognerà pagare. La scelta di Ventura Future di introdurre un ticket ancorché del valore poco più che simbolico di 5 euro per accedere a Base negli spazi dell’ex Ansaldo ha già diviso gli addetti ai lavori. C’è chi si è detto d’accordo e chi, invece, la considera la soluzione sbagliata a un problema che comunque esiste, ovvero quello di trovare un principio di selezione al sovraffollamento degli eventi nella sei giorni milanese. Evidentemente c’è chi comincia a essere insofferente alla folla che si ritrova a popolare allestimenti e mostre come se si trovasse a un qualsiasi aperitivo.

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Base, ospiterà Ventura Future oltre alle proprie produzioni. Foto di Maria Teresa Furnari

Ma il bello del Fuorisalone è anche la varietà del suo pubblico e, d’altro canto, gratuità e democraticità sono da sempre requisiti essenziali della rassegna, iscritti nella sua carta d’identità come le file lunghissime alle installazioni di maggior successo. Tra un mese sapremo se la decisione sarà stata premiante o se, invece, si tratta di un esperimento destinato a non fare scuola in futuro. Intanto, i biglietti per Ventura Future possono essere acquistati qui.

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La portineria di Base, foto Serena Eller

Ingegno

Entra di diritto tra le parole chiave di questa edizione non soltanto perché è stata inserita nel Manifesto del Salone del Mobile (insieme a impresa, qualità, progetto, sistema, giovani, comunicazione e cultura). E neanche perché la 58esima edizione della Fiera è dedicata al genio di Leonardo da Vinci. La vera ragione è che senza ingegno non è possibile concepire e mandare avanti una rassegna sempre più bulimica, che di anno in anno si espande fino a conquistare nuovi spazi urbani, cercando di farlo sempre con idee nuove, al passo con i tempi e proiettate verso il futuro. Quest’anno i primi a doversi ingegnare sono stati proprio gli organizzatori della Fiera, che hanno provato a dare una scossa al set up degli espositori. Almeno due le novità da segnalare: Workplace3.0, lo spazio dedicato all’arredamento per gli uffici, non sarà concentrato come in passato in alcuni padiglioni, ma diffuso e trasversale, per mettere in scena al meglio l’evoluzione dell’idea di ambiente lavorativo contemporaneo, sempre più ibrido e contaminato tra sfera privata e luoghi della condivisione. Nasce inoltre un nuovo percorso espositivo trasversale dedicato ai prodotti di design e alle soluzioni decorative e tecniche del progetto d’interni. S.P Spazi espositivi è in pratica un focus sugli interni nei padiglioni 22-24 con sessantasei aziende specializzate in decorazione, uno spazio B2B e un’occasione di networking.

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Il 58esimo Salone del Mobile di Milano, a Rho Fiera dal 9 al 14 aprile 2019

Ingegno è anche quello che ha portato alla nascita del Bovisa Design District con una interessante idea di storytelling, il progetto della Repubblica del Design, pensato e coordinato da Davide Crippa e Ada, Associazione Designer Anonimi, per ragionare sul design 365 giorni l’anno, utilizzando la Design Week come pretesto. Vedremo. Da segnalare il raddoppio di Alcova: la rassegna che l’anno scorso ha debuttato battezzando il distretto di NoLo, apre una seconda location a Isola, Alcova Sassetti, altro sito post industriale proprio come l’ex panettonificio Cova a Loreto.

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Alcova raddoppia. Nella foto di Giulia Piermartiri, l’ex stabilimento Sassetti in zona Isola

Giovane adulto

Questa Design Week aspetta al varco una serie di promesse del design italiano per le quali il prossimo Fuorisalone potrebbe essere l’occasione di dimostrare una maturità ormai piena, in alcuni casi una vera e propria consacrazione. C’è una generazione a cavallo tra i 20 e i 35 anni che negli ultimi tempi è riuscita ad affermarsi nel difficile tentativo di ri-disegnare un mondo già progettato dai maestri che l’hanno preceduta. Sono i designer millennial molto presenti su Instagram, creativi per aziende o in autoproduzione, quelli che ogni giorno affrontano sforzi duplici: non solo devono disegnare e produrre a ottimi livelli, ma anche rappresentare il proprio lavoro in chiave di comunicazione.

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Vito Nesta omaggia Giuseppe Verdi con Musica da viaggio, al Grand Hotel et de Milan

Un’occasione per vederli all’opera è la riedizione del cavallo di Leonardo. Della maestosa statua bronzea custodita all’Ippodromo Snai San Siro sono state affidate dodici rivisitazioni ad altrettanti designer. Nel gruppo, c’è parte della meglio gioventù del design italiano contemporaneo: Vito Nesta, Matteo Cibic, Simone Crestani, Serena Confalonieri, Elena Salmistraro.

Vito Nesta, poi, è alla sua prima personale: nel Grand Hotel et de Milan va in scena Musica da viaggio, a cura di Annalisa Rosso, un omaggio a Giuseppe Verdi nelle stanze dove il musicista passò gli ultimi giorni di vita. Antonio Aricò. invece, si presenta con un documentario, Le radici e le ali, che è la sintesi perfetta di una identità creativa forte: artigianato e radici, design e industria, famiglia e mondo, Calabria e Milano, sono raccontati in quaranta minuti che alternano interviste ad Alberto Alessi, Stefano Seletti alle voci e ai volti delle persone che hanno permesso ad Aricò di diventare un designer, a partire dal nonno falegname Saverio Zaminga. Da segnalare, tra i designer alla prova della consacrazione, Sara Ricciardi, che dopo il successo di Arcadia l’anno scorso presenta in zona 5Vie un allestimento immersivo dedicato ai tessuti di Serge Ferrari, e Federica Biasi, appena nominata alla direzione artistica di Manerba.

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Antonio Aricò presenta il documentario Le radici e le ali all’Arci Bellezza, in via Bellezza 16/a, la sera dell’8 aprile

Instagrammabile

Non sarebbe una Milano Design Week senza l’effetto meraviglia delle installazioni progettate per generare file lunghissime e finire sui social. L’anno scorso Cos fece il botto nel cortile di Palazzo Isimbardi, quest’anno ci riprova con un’opera di Arthus Mamou Mani, moduli bioplastici stampati in 3D generati attraverso un software open-source. Promette un gran successo, in zona 5Vie,

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A Palazzo Isimbardi, Cos porta un’installazione di Arthur Momaou-Mani

Echo, l’installazione dello studio Pezo von Ellrichshausen nel Cortile d’onore di Palazzo Litta, all’interno di Litta Variations. Echo è definito come un oggetto misterioso, dall’esterno ricoperto da una superficie specchiata che riflette il colonnato barocco e i due ordini superiori che compongono il cortile del palazzo. In contrasto, l’interno rivela il cielo, elemento naturale isolato dal contesto della città. L’installazione coinvolge più aziende d’eccellenza, da Flos a B&B Italia fino a Salvatori, De Castelli e Metal Projects Factory.

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L’installazione nel Cortile d’onore di Palazzo Litta per Litta Variations, a cura dello studio Pezo Von Ellrichshausen

Non lontano, per chi ha il clic compulsivo sarà obbligatorio un salto da Laufen per Snarkitecture, lo studio americano che firma installazioni con un altissimo tasso di instagrammabilità. Stesso discorso per IQOS World, l’intervento di Alex Chinneck allo Spazio 400 di via Tortona 31: l’enorme zip sulla facciata dell’edificio che sta facendo il giro del web da settimane parla da sola. Sempre in zona Tortona, da Tenoha Milano in via Vigevano, Nendo e Daikin portano Breeze of light.

GUARDA IL TEASER DI BREEZE OF LIGHT DI NENDO

 

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L’installazione Iqos World Revealed di Alex Chinneck in via Tortona 31 si preannuncis tra le più instagrammabili

Sempre in Tortona, imperdibile al SuperdesignShow Lg Electronics, che si è affidata allo studio di Norman Foster per l’allestimento che mette al centro il suo televisore arrotolabile, e il Superhotel di Giulio Cappellini. Sempre in Tortona, al Superstudio, A pinnacle of reflections è l’allestimento di Matteo Thun per 3M, un mondo colorato e multistrato ispirato alla rarissima farfalla blu.

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A pinnacle reflection, l’installazione di Matteo Thun ispirata alla rarissima farfalla blu, per 3M. Zona Tortona

Alla galleria Giovanni Bonelli, Isola District, Alessandro Zambelli propone Motusorbitas. A 50 anni dall’allunaggio, i visitatori verranno trasportati nello spazio, scoprendo un universo di sculture satelliti in moto orbitale come corpi celesti. Gli oggetti si illumineranno di luce lunare grazie alla presenza di speciali pannelli oled e, attraverso congegni meccanici nascosti, danzeranno nello spazio quasi in assenza di gravità. Sempre a Isola, April Key propone una fusione di architettura Art Déco, illuminazione e scultura, abbinata ad una bellissima serie di fotografie che è stata d’ispirazione per queste lampade.

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April Key all’Isola District

Imperdibile, sempre nell’ottica della instagrammabilità, l’omaggio di Dimore Studio a Gabriella Crespi, in via Solferino. Sempre in Brera, il nuovo Brera Design Apartment, affidato a Cristina Celestino, Moooi che quest’anno lascia Tortona per approdare alla Mediateca Santa Teresa, e ancora l’installazione per Bulgari di Tomas Saraceno e l’allestimento green alla Rinascente di Sabine Marcelis.

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L’omaggio di Emiliano Salci e Britt Moran a Gabriella Crespi da Dimoregallery

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A Cristina Celestino è stato affidato il Brera Design Apartment

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Quest’anno Bulgari ha chiamato lo studio Tomas Saraceno. Nella foto, una goccia d’acqua sulla tela di un ragno

Ma la palma dei progetti più scenografici, non fosse altro per la suggestione esercitata dalla location, va senz’altro a Ventura Centrale. Arrivata al terzo anno, la rassegna porta nei tunnel dei Magazzini Raccordati alla Stazione Centrale una botta di sensorialità, interattività e, a volte, ironia. Ventura Centrale è il luogo scelto da Maarten Baas che occuperà un intero magazzino con un’installazione interattiva, Freitag presenterà il progetto Uninfluencer – un nome, un programma – e altri contenuti ad alta instagrammabilità sono assicurati da AGC, Yamaha, Cosentino, Lavazza e Gufram e Lensvelt, Aria, Noroo Group, Sky Frame, Weltevree, Humanscale.

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Aria: Luca Moreni e Roberto De Zorzi a Ventura Centrale

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DNP a Ventura Centrale

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Freitag porta a Ventura Centrale l’installazione Unfluencer, sul bombardamento di immagini cui siamo sottoposti ogni giorno

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Takt Project a Ventura Centrale

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Noroo a Ventura Centrale

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Sky Frame, Ventura Centrale

Sostenibile/biologico

Broken nature non è soltanto il tema della Triennale di Paola Antonelli partita lo scorso primo marzo, ma anche la suggestione che parecchie installazioni e percorsi hanno deciso di evocare, sia in chiave di prodotto sia di allestimento. C’è dunque da giurare che la parola Antropocene, ovvero l’era geologica che per convenzione si fa iniziare nel 1945, quella segnata dall’effetto dell’intervento umano sulla Terra, ricorrerà spesso nella Design Week.

Il tema di quest’anno del Brera Design District è Design your life, e in questa visione in teoria dovrebbe essere esplorata la cultura del progetto come chiave per un mondo sostenibile. Ci sarà spazio anche per riflessioni sul packaging e l’economia circolare.

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A Tortona il Belgio porta la sua Generous Nature. Qui il NomadLab di Emma Ribbens per far giocare i bambini in contesti poveri o disagiati

Agli stessi temi di Broken nature, poi, dichiara di ispirarsi il bel progetto con un nome indicativo, Generous Nature, in Tortona, di Belgium is Design. Il Belgio ha sempre sviluppato progetti interessanti, e quest’anno si presenta con designer e design dedicati alle foreste e al loro ecosistema, al legno, all’uso sostenibile di materiali antichi e nuovi. La mostra stessa è stata scenografata con particolare attenzione alla durabilità, ai criteri dell’economia circolare e può essere trasportata in flat pack. Sarà usato un particolare materiale innovativo di Kvadrat a base di tessuti riciclati.

Alla natura si ispirano i Formafantasma che ad Alcova portano con Dzek ExCinere, una collezione di piastrelle a base di cenere vulcanica, mentre alla Società d’incoraggiamento d’Arti e Mestieri, distretto 5Vie, Roberto Sironi porta il suo Human Code, mostra che indica come l’Antropocene sia in realtà iniziata con la comparsa stessa dell’uomo, costituzionalmente in conflitto con la natura. L’allestimento proietta in un varco spazio-temporale in cui oggetti a noi coevi diventeranno reperti di un passato remotissimo.

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Studio Formafantasma e Dzek presenano ad Alcova una collezione di superfici in cenere vulcanica, frutto delle ricerche del duo sull’Etna

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Roberto Sironi porta alle 5Vie il progetto Human Code. Foto Federico Villa

Promette bene il progetto Future (H)eart(h) sostenuto dal Consolato Olandese e dedicato al biodesign. Sono sette progetti di sette giovani designer che hanno lavorato su nuove tecnologie, materiali o applicazioni innovative di tecniche tradizionali. Matilde Boelhouwer, per esempio, lavorando insieme a biologi, ha realizzato fiori artificiali che producono sostanze in grado di alimentare le api.

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Il biodesign di Matilde Boelhouwer a Ventura Future

Da Rossana Orlandi, per il progetto Ro Plastic – Master’s Piecesè, con opere uniche e inedite realizzate in plastica riciclata, c’è anche Jaime Hayon, mentre a Isola si disinguono due progetti: Studio Apeiron esporrà, in una location nella corte di via Pepe 36, la sua nuova linea di arredi sperimentali ecosostenibili, fondati sullo studio dei sistemi naturali, e #affortable, una serie di tavoli in affitto al costo di 1 solo euro al giorno, una tendenza internazionale destinata a diventare un vero e proprio trend anche in Italia. Sempre a Isola, da citare il 3d printed bar di Caracol Studio: alla Stecca 3.0, si potrà gustare un drink nel primo bar interamente stampato in 3D da un sistema robotico antropomorfo. L’accento è sulla sostenibilità del processo di produzione: il bar sarà, infatti, completamente realizzato con biopolimeri di derivazione naturale, ad impatto 0 e biodegradabili. Inoltre verrà illuminato dalle lampade Superloop di Delta Light. La Stecca, sempre a Isola, sarà inoltre arredata con I pouf e le sedute firmati Loom, mentre all’interno l’azienda presenta un progetto realizzato in collaborazione con Enea, con imbottitura di materiale organico vegetale, derivato dal recupero delle biomasse marine spiaggiate all’insegna dei processi di produzione ecosostenibile.

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Jayme Hayon sarà da Rossana Orlandi all’interno del progetto dedicato alla plastica riciclata

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AfforTable, la collezione di tavoli in affitto, 1 euro al giorno. All’Isola District

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Il 3D bar di Coracol Studio, Isola District

Empatico

Connessioni umane, collisioni generatrici, link fecondi: se non mette in comunicazione cose e persone, non è vero design. Nell’era della domotica, dell’internet of things e del rovescio della medaglia di tutto questo, ovvero il controllo digitale e Big Data, alla prossima Design Week c’è chi si diverte a esplorare mondi possibili, a volte utopici, altre distopici. Alla Cascina Cuccagna, all’interno di De Rerum Natura, che quest’anno sarà declinato con il tema del Rinascimento scelto da Matteo Ragni, Design Collisions – The power of collective ideas a cura della giornalista Laura Traldi nasce dalla considerazione che il compito impellente del design è lavorare per una nuova idea di umanesimo che metta al centro non l’individuo ma la collettività, e consideri il dettaglio come parte integrante del tutto. In mostra dunque quindici progetti internazionali che attivano l’intelligenza collettiva e seguono il filo della condivisione e della progettualità per il bene comune.

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A home is a home is a home è il progetto della Design School Kolding (Danimarca) metteranno in scena la nuova concezione di ‘casa’, partendo da una semplice domanda: dove mi sento a casa?

A Ventura Future, da segnalare A home is a home is a home, il progetto della Design School Kolding in Danimarca che si domanda, attraverso la messa in scena di oggetti personali portatili, ‘dove ci sentiamo realmente a casa?’. Sempre a Ventura Futura, punta su emozioni e storytelling Isabelle Sanchez Jacques, giovane artista messicana che inviterà a mangiare piatti tipici del suo Paese mentre si ascoltano storie di lavoratori migranti. A Ventura Centrale, invece, l’installazione Tell me more di Rapt Studio dagli Usa è quasi una sceneggiatura: all’arrivo, i visitatori si imbatteranno in diversi palchi coperti da drappeggi, all’interno dei quali ciascuno sarà chiamato a rispondere a una domanda posta da uno sconosciuto che lo ha preceduto. Spostatisi in un altro studio, i visitatori dovranno poi dialogare tra di loro.

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Telle me more, Rapt Studio, Ventura Centrale

Un’altra spinta a connettersi – come recita il nome – arriva da Connect. Si tratta della installazione site specific di Kiki van Eijk e Joost van Bleiswijk, che partono dalla considerazione di come la mancanza di empatia sia un problema crescente del nostro tempo. La coppia di designer, oltre a presentare le proprie collezioni, usa lo spazio di via Cesare Correnti 14 anche per ricreare il dietro le quinte del loro processo creativo, in cui i lavori si collegano e si intrecciano oltrepassando i confini di architettura, arte e design.

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Alle 5Vie, Kiki Van Eijk e Joost Van Bleiswjik, oltre a presentare le proprie collezioni, useranno il loro spazio per mostrare il dietro le quinte

Esplora la distopia il progetto al Park Hub di Park associati in Via Garofalo 31, zona Porta Venezia. Insecure: Public Space in the Age of Big Data è un progetto di Žan Kobal e Weixiao Shen a cura di Virginio Briatore. Tutto ruota attorno ai sistemi di sorveglianza e la loro ambivalenza: da un lato strumenti di sicurezza, dall’altro fonte di preoccupazione che ci spinge a interrogarci sulla nostra privacy, al punto da immaginare un futuro in cui lo spazio pubblico non esiste più.

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Insecure, il progetto sulla sorveglianza di massa va in scena al Park Hub di Porta Venezia in Design. Di Žan Kobal e Weixiao Shen, a cura di Virginio Briatore.

La Repubblica del Design in zona Bovisa, infine, dedicherà grande attenzione al design per il sociale, da progetti per disabili come Scivola a Secondo nome: Huntington, che ha portato alcuni dei più importanti senior designer come Alessandro Guerriero, Claudio Larcher, Ghigos e Lorenzo Damiani a collaborare con fablab milanesi e aziende di tutta Italia per produrre cinque oggetti-prodotti pensati per i malati e i loro cari, ma desiderabili e utilizzabili da tutti, secondo la logica del design for all.

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Prospettive variabili alla Repubblica del design, distreto Bovisa. Largo spazio da queste parti a temi sociali