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Ecco la nuova Royal Academy firmata Chipperfield

A maggio l’inaugurazione. Un rinnovamento profondo che ha ampliato gli spazi espositivi

 

Cambia pelle la Royal Academy of Arts, la più importante istituzione al mondo ad essere guidata da artisti e architetti. La riqualificazione strutturale affidata a David Chipperfield si avvicina alla conclusione e sabato 19 maggio la nuova Royal Academy aprirà i battenti per celebrare il 250° anniversario dalla fondazione.

Uno dei risultati più significativi del nuovo progetto è il collegamento tra Burlington House e Burlington Gardens, che unisce i due campus di oltre ottomila metri quadrati. Ciò porterà ad avere il 70 per cento di spazio in più rispetto alla planimetria originale della Burlington House, consentendo all’accademia reale di espandere le aree espositive e di accogliere nuove mostre di arte e di architettura.

Per dirle con Chipperfield, il progetto è una soluzione architettonica integrata in cui una serie di interventi mirati e apparentemente minimi danno vita a un cambiamento profondo. La Royal Academy ha ora due ingressi, una porta di fronte a Piccadilly a sud e una nuova a Burlington Gardens, Cork Street e Bond Street. Sarà possibile andare da una mostra a Burlington House a una conferenza a Burlington Gardens attraverso le volte dell’edificio. Si vedrà il Cast Corridor e dove sono state ubicate finora le diverse scuole dell’accademia.

La Royal Academy avrà così nuovi spazi per permettere al pubblico di esplorare le sue origini e la sua storia, oltre alle opere storiche e a quelle dei suoi allievi, passati e contemporanei. Nuovi locali anche nell’ala sud del primo piano di Burlington Gardens: si tratta delle gallerie Gabrielle Jungels-Winkler, che originariamente erano le sale est e ovest dove si svolgevano gli esami di scienza e che ospitavano i laboratori dell’Università di Londra. La suite di tre gallerie godrà della luce naturale e degli effetti del ripristino delle luci originali sul tetto. Le gallerie ospiteranno un programma di mostre incentrato su artisti e architetti viventi, inclusi i royal academician. La prima mostra a inaugurare queste gallerie sarà Tacita Dean: Landscape, dal 19 maggio al 12 agosto. La nuova Royal Academy Collection Gallery presenterà The Making of a Artist: The Great Tradition evidenziando opere della collezione permanente tra cui il Tondo Taddei di Michelangelo e la copia del XVI secolo quasi a grandezza naturale de L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, insieme a dipinti di Reynolds, Kauffman, Thornhill, Constable, Gainsborough e Turner. Selezionate dal presidente della Royal Academy, Christopher Le Brun, le opere in mostra si concentreranno sui primi sessant’anni dell’accademia, accostando i capolavori della collezione didattica ad altre del passato.

Nelle Dorfman Senate, l’allestimento Invisible Landscapes (19 maggio 2018 – marzo 2019) sarà dedicato all’impatto della tecnologia sull’habitat dell’uomo. A contrasto, i calchi storici architettonici restaurati di recente che si trovano nella Dorfman Architecture Court illustreranno la storia dell’insegnamento dell’architettura, a partire dalla tradizione di imparare a disegnare prendendo spunto da calchi di edifici.

Situato all’ingresso del Weston Bridge, che collega Burlington Gardens a Burlington House, la Ronald e Rita McAulay Gallery ospiterà, poi, installazioni site-specific di Royal Academician. Il primo grande lavoro sarà Tips for a Good Life di Bob e Roberta Smith RA (settembre 2018 – settembre 2019), sul tema del gender nella storia dell’accademia.

Spostandosi a Burlington House, i visitatori arriveranno al Weston Studio. Situato nel cuore delle Royal Academy Schools, il Weston Studio mostrerà il pensiero che ispira il programma post-laurea delle scuole dell’accademia attraverso una serie di due mostre all’anno e progetti sviluppati da studenti e laureati

 

 

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