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“La sfida etica del design”

Il presidente Adi: dal made in Italy una consapevolezza nuova

 

di Luciano Galimberti

 

Pubblichiamo il testo che il presidente dell’Adi, Luciano Galimberti, ha scritto per l’Index 2017 presentato a Milano il 9 ottobre. L’Index è anche una mostra, allestita al Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano fino al 17 ottobre. Il 26 ottobre traslocherà all’Acquario di Roma dove resterà fino all’8 novembre. Qui i dettagli dell’Index 2017.

 

L’ambiente è uno, uno per tutti gli uomini. La consapevolezza che i danni provocati dall’uomo all’ambiente superino i confini nazionali è un fatto ormai consolidato, perciò devono interessare tutti gli uomini. Eppure si fatica ancora ad accettare che gran parte degli insuccessi, spesso gravissimi per uomo e ambiente, siano il prodotto di una sorta di delega in bianco, data a specialisti monodisciplinari.

Tutti gli specialisti di un settore specifico, quale che sia, garantiscono competenze straordinarie nel proprio campo, ma difficilmente si sono dimostrati adatti a gestire una visione più vasta dei coinvolgimenti che le proprie scelte comportano in campo etico, politico, pratico e soprattutto quali conseguenze per la dignità dell’uomo o per la sicurezza dell’ambiente.

Garantire le condizioni di sicurezza indispensabili per la vita dell’uomo esige certamente il rispetto di diritti e doveri. Perché ciò avvenga è però indispensabile avviare una profonda verifica del livello di conoscenza e condivisione di questi diritti e doveri.

Osservare la quotidianità e veri care il nostro rapporto con diritti e doveri, coinvolgendo i diversi attori di questo scenario minimo, ci aiuterebbe a renderci conto che tanto minimo non è.

Saper cogliere i massimi sistemi attraverso il microcosmo potrebbe essere un punto di partenza per accorgersi che principi quali libertà, fratellanza, eguaglianza in fondo non sono così assodati e attuati.

Si tratta poi di principi il cui rapporto con i risvolti quotidiani va costantemente monitorato e aggiornato. Pensiamo al rapporto tra questi principi e le recenti scoperte nella biologia, nella genetica, nella fisica, nella chimica, nell’intelligenza artificiale o nella medicina sperimentale.

Diritti e doveri che coinvolgono l’uomo in ogni momento della propria vita, da quando iniziamo a farne parte, ma anche quando ne usciamo.

Adi con il suo Osservatorio permanente nazionale, che raggruppa circa 150 esperti, indaga ogni anno con coraggio le complesse relazioni tra prodotti e servizi rispetto a una contemporaneità con risvolti sempre più globali, che coinvolgono condizioni di vita, di salute, di status, di sentimento, di lavoro, di svago e di cultura.

Un lavoro strettamente legato alla dimensione disciplinare del fare design, ma anche un lavoro che necessariamente implica una relazione multidisciplinare originale.

Il design quindi quale cultura trasversale capace di comprendere e poi proporre risposte articolate comprensibili a quelli che ormai è riduttivo definire “fruitori”.

Ma perché proprio il design dovrebbe avere questo ruolo?

Innanzi tutto perché un design consapevole, coniuga in sé solide conoscenze tecniche, che gli permettono di comprendere e coniugare la lingua della scienza e della tecnologia, con la libertà culturale dell’arte e dei suoi valori.

Il design è in grado di guardare il mondo riconoscendone le parti più originali, elaborandole in forme e immagini capaci di proporre nuovi riferimenti culturali in grado di orientare al miglioramento di quelli passati. Un lavoro di continua navigazione in un arcipelago di riferimenti, spesso privi di comunicazione tra loro.

Il design e i designer navigano sul mare di quest’arcipelago senza una rotta precostituita, guidati dalla responsabilità personale, toccando un’isola dopo l’altra, portando parole e linguaggi differenti, senza nostalgia per la propria lingua originaria. Traducendo poi il tutto in oggetti e funzioni cariche di qualità etiche ed estetiche.

Il design è una risorsa strategica e trasversale che può quindi connettere la produzione, la formazione, il commercio, valorizzandone le eccellenze.

Il design ci rappresenta e sottolinea l’unità di pensiero che caratterizza il nostro modo di creare, di vivere e di lavorare.

Il design deve costantemente confrontarsi con la trasformazione dei paesaggi culturali, sociali, tecnologici, scientifici, comunicazionali ed emotivi nei quali è costantemente chiamato a svolgere un ruolo di proattività, di lievito progettuale e culturale.

Il design oggi è il tratto culturale prevalente della realtà contemporanea perché in essa e di essa progetta le forme della cultura materiale e immateriale, utilizzando e trasformando l’immaginario, il simbolico, le conoscenze, le fruizioni, interpretando il desiderio individuale e collettivo.

Il design è chiamato a esprimere l’etica della responsabilità individuale, collettiva e planetaria, proponendo uno sguardo, una fruizione, un’esperienza che modifica profondamente l’uomo, la sua conoscenza e i suoi saperi.

Un lavoro costante, che coinvolge l’intera associazione in un’azione quotidiana di confronto aperto nei diversi ambiti di analisi.

Il premio Adi Compasso d’Oro è certo la sintesi più esplicita di questo sistema di lavoro che distingue il design made in Italy.

Un premio di carattere istituzionale, certamente non esaustivo, ma sicuramente la risposta più plausibile alla domanda di garanzia della qualità.

Il percorso Adi Design Index che presentiamo, di accompagnamento al Compasso d’Oro, ancora una volta ha svolto il proprio ruolo su tutto il territorio nazionale grazie all’entusiasmo e alla generosità̀ dei tantissimi esperti coinvolti a vario titolo nei differenti livelli di analisi e all’organizzazione di Adi, capace di entusiasmo anche nei momenti più difficili.

A tutti quanti va il ringraziamento dell’associazione e il mio personale grazie di cuore. Un doveroso ringraziamento va alle Istituzioni nazionali e locali che ci sostengono con convinzione, ma un ringraziamento va soprattutto al coraggio e all’intelligenza del complesso sistema design: progettisti, imprese, distributori, scuole, critici e comunicazione, che nel loro insieme rappresentano un sistema straordinario e irripetibile.

Un sistema che sta dimostrando capacità di rinnovamento straordinarie, concretizzando un nuovo paradigma del made in Italy capace di competere a livello globale senza perdere di vista valori, producendo ricchezza prima che denaro, senza fermarsi alle mere dichiarazioni etiche, bensì costruendone una visione concreta e fattiva.

Pubblichiamo una serie di foto di opere contenute nell’Index alla categoria Design per il sociale

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